Dov'eravamo, Peperosso consiglia....., giornate diverse

Trifola all’ultimo minuto

03_08-RossoFiorentinoSe ai colori del Rosso Fiorentino ci volete aggiungere i profumi del tartufo, domami domenica 8 novembre, fate ancora in tempo a farvi un giretto a Città di Castello. Le emozioni artistiche del grande Giovanni Battista di Jacopo di Gasparre, le trovate nel museo del Duomo, profumi e sapori del Tuber Magnatum Pico ovvero tartufo bianco o trifola, lungo tutta la cittadina umbra che si trasforma in uno scrigno prezioso di questo tubero.
Amato e odiato a seconda delle papille di ognuno ma che resta indiscutibilmente uno dei più ricercati frutti del …sottoterra, soprattutto quello di queste parti.
Forte di un profumo acuto, inconfondibile e assoluto, della grandezza e forma, che deve essere la più regolare e arrotondata possibile, il sapore ineguagliabile, che si esprime al meglio servito crudo senza bisogno di salse e condimenti.
Inutile dire che oltre al tartufo, nei numerosi stand presenti lungo il centro del borgo, vengono esposti altri prodotti del bosco come funghi, castagne, miele, marmellate con frutti di bosco, olio, vino, formaggi e le mitiche norcinerie umbre. Il tutto degustabile o, con qualche euro in tasca, acquistabilissimo; visto che la Mostra Mercato, giunta alla sua XXX edizione , fra i suoi scopi, ha proprio quallo di porsi come punto di riferimento ineguagliabile per portarsi a casa un pezzo di Umbria.
O meglio, quel che cresce sotto la sua terra: la trifola.
Qui il programma della
mostra

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nov  09
7
alle 07:49
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Peperosso consiglia....., giornate diverse

Merano wine festival

logoMeranoUno dei “problemi” di chi scrive di enogastronomia è che non si può essere sempre ovunque soprattutto in un Paese come il nostro, dove manifestazioni, eventi,convegni, appuntamenti, concorsi e tutto quanto parte dal mondo del buon bere e del buon mangiare vengono organizzati in ogni angolo e in ogni data. Tutti importanti, anche se non tutti blasonati, che andrebbero seguiti se non fosse che il tempo è quello che è.
Se poi ci aggiungete che saltare di qua e di la lungo il nostro stivale significa spendere momenta sonante, e anche gli editori fanno giustamente le loro economie di scala, il gioco è fatto e con il gioco, le scelte.
Mancare però al Merano Wine Festival però risulta problematico visto che è ormai diventato uno degli appuntamenti in decisa ascesa e dove la qualità delle aziende che vi partecipano è sicuramente al top.
L’evento, giunto alla sua diciottesima edizione, è andato inoltre a confluire sotto un altro grande cappello che si protrae nel tempo ben più a lungo dei giorni del prossimo week-end di novembre ed è iniziato con tutta una serie di altri eventi collaterali già dalla fine di ottobre sotto il nome di Merano Wine Festival & Gorumet.
In ogni caso i giorni che consigliamo sono gli ultimi tre, ovvero il sette, otto e nove, quando a farla da padrone saranno le degustazioni e l’inaugurazione di Enoteca Italia gestita da ViniBuoni d’Italia.

Qui trovate il programma completo.

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nov  09
4
alle 04:19
da Strami

1

Filetto di branzino con mandorle e porcino

porciniche vanno
Quelli che vedete nella foto sono dei porcini, o meglio delle teste di porcino che stanno andando con un po’ di olio extra e un mezzo bicchiere di bianco e mi sono serviti per provare a cuocere dei filetti di branzino che invece vedete nella foto sotto.

branzinisfilettati

Il piatto finito, invece, non l’ho fotografato ma vi posso assicurare che la ricetta che segue vale la pena di essere sperimentata.

Dunque se volete cimentarvi, sfilettatete o fatevi sfilettare un paio di branzini del peso di 3 / 4 etti di peso l’uno, adagiateli con la pelle verso il basso su un foglio di carta leggermente infarinato con farina da polenta ( bianca) molto fine e salateli appena un attimo con del sale di Cervia.
Intanto fate andare le teste dei porcini – una per ogni filetto – dopo averle tagliate a listarelle.
Quando avranno assunto una cottura appena appena dorata, toglieteli dal tegame e, al loro posto, adagiatevi i filetti di branzino che farete andare per qualche minuto prima di ricoprirli con i funghi.
porciniebranzini1

Coprite il tegame e lasciate a fuoco bassissimo per una decina di minuti.
Tempo che vi servirà per sminuzzare grossolanamente una decina di madorle, a coltello.
Cinque o sei aggiungetele nella teglia due minuti prima della fine della cottura, il resto, una volta impiattati i filetti con i funghi, usatele per guarnire.
Come contorno, delle puntarelle con un goccio di balsamico tradizionale di modena.
Come vino, una malvasia istriana

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nov  09
2
alle 06:10
da Strami

Libri di cucina, Polemiche, per sapere la vostra....

Indicazioni enogastronomiche: lanterne o lucciole

DiogeneE’ capitato anche a noi di segnalare una rivista enogastronomica di buona caratura dove, a detta di un nostro lettore che dopo averne seguite le indicazioni, ci ha raccontato che fra le pagine dedicate a un ristorante, visitandolo, ha trovato parecchie notazioni non corrispondenti : succede.
Ci sono gusti si e gusti no, giorni si e giorni no e tanto altro ancora che può non far collimare le cose, per cui, anche articolo e articolista possono peccare e non essere in linea con il giudizio del lettore che, fiducioso di quel che legge, va e prova il locale indicato.
Quel che invece non dovrebbe succedere, leggendo una pubblicazione/guida fresca di stampa, è che un locale recensito compaia nonostante sia andato a fuoco qualche anno prima e mai più risorto dalle ceneri.
Se poi il ristorante continua ancora ad essere presente anche negli anni a venire, vedendo pure accresciuto il giudizio positivo, la cosa, come dice Massimo Bernardi, e con lui altre autorevoli firme enogastronomiche, la cosa, si diceva, va decisamente molto ma molto meno bene.
Non tanto perchè è diabolico perseverare, quanto perchè può succedere che il fiducioso lettore, con la sua bella pubblicazione in mano e trovandosi a passare dalle parti dove dovrebbe esistere tale ristorante ricco di entusiasti punteggi, decida di andare direttamente sul posto e scoprire che non può nemmeno essere in disaccordo con il recensore, trovandosi di fronte solo ceneri.
Ora, qualcuno dirà che una telefonata preventiva o di prenotazione, il fiducioso lettore dovrebbe e deve sempre farla ma perchè, il fiducioso lettore che ha pagato con i suoi euri il fior di recensione, deve anche preoccuparsi di verificare dell’esistenza ( in vita ) del ristorante recensito?
Tanto vale, se proprio proprio si cercano lanterne che a questo punto sembrano sempre più lucciole, spendere i soldi una sola volta nella vita e non ad ogni nuovo appuntamento editoriale fresco di stampa, aspettando, magari, che guide/publicazioni dopo qualche mese o anni, finiscano fra i saldi e messe in vendita a metà prezzo.

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nov  09
1
alle 01:19
da Strami

Ultimo commento:

di marco il 01/1/70

minchia che brutta cosa.... meglio rivolgersi ai camionisti

Che si dice?

Sulle note di Verdi ultimo appuntamento ‘09 con Cena di Note

razzolini_loredanCena di Note, percorso itinerante presentato nella cornice veneziana di palazzo Grassi nel marzo 2009, che ha toccato alcune tra le più belle dimore storiche del Veneto nella ricerca del connubio tra emozioni musicali e raffinate sinfonie di gusti, è giunto al suo ultimo appuntamento giovedì 29 ottobre. Luogo per il gran finale, la secentesca villa Razzolini Loredan, ai piedi delle colline di Asolo, in quelle parte di Marca Trevigiana gioiosa et amorosa scelta quale luogo ideale per stabilirvi la nobile corte di Caterina Cornaro quando la Serenissima lo era davvero e di capannoni produttivi, ma brutti, neanche l’ombra.
Tantè che almeno grazie a questa rassegna, organizzata dal Corriere della Sera Veneto, 7 Gold, Papageno e un lungimirante istituto bancario straniero e di signorili patron di ville famose, un po’ di quelle arie e di quel savoir-vivre di un tempo ormai lontano, si possono ancora respirare.
E in tema di arie, riferendoci a quelle musicali che hanno caratterizzato tutti gli appuntamenti di questa rassegna , questa volta è toccato a quelle del Rigoletto di Verdi e alla forza espressiva del baritono Mauro Augustini e della soprano Silvia Dalla Benetta accompagnati al pianoforte dal maestro Alessandro Tortato. Contraltare operistico più che azzeccato per la cena ispirata alla tradizione mantovana.
Città dove per esigenze di libretto e partitura, Francesco Maria Piave e Giuseppe Verdi ambientarono i tre atti del Rigoletto, divenuto tale cambiando il nome al Tribulet de “Le Roi s’amuse” di Victor Hugo che nel dramma romanzato raccontava delle dissolutezze di re Francesco I di Francia, diventato, a sua volta, altro cambiamento verdiano, il personaggio del Duca di Mantova.
Ma tornando al menu, giocato nel nome di una città definita da Orio Vergani come “fasciata da una solitudine come destin”, lo chef Gianpietro Pusceddu di villa Razzolini Loredan e Diego Tomasi del ristorante Il Basilisco di Treviso hanno rimosso quell’embargo portando sulle tavole asolane sapori e colori di piatti come il risotto alla pilota con zucca alla mantovana e saltarei, i tortelli “sguazzarotti” con salsa saorina, il filettino di luccio in salsa con tortino vegetariano, la torta delle rose e altre …composizioni.
Accompagnate da una selezione di etichette della Varaschin della vicina Valdobbiadene
Nella gallery, qualche immagine della serata e di qualche piatto scattate dall’amico Renato Vettorato, fotografo professionista che non immortala solo grandi eventi ma diventa lui stesso coartefice del successo di molti patti di grandi chef, difficilmente descrivibili solo a parole.
Ma di quest’altra storia, ovvero di un maître photographe, ve ne parlerò un’altra volta, con più calma.

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ott  09
31
alle 11:21
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo, Peperosso consiglia....., Primi piatti di pesce, Ricette della tradizione

Hostaria Da Poggi, magnar da venexian

stefano aldreghetti confraternitaPuò capitare di essere a Venezia e trovarsi a chiedersi dove pranzare senza entrare in uno dei tanti locali buoni per turisti che magari amano il rischio di conti salati o in locali che ormai hanno perduto quell’identità tipica delle vecchie trattorie veneziane o dei “bacari”, che proponevano le più esemplari specialità di una cucina fatta di cose semplici che sanno diventare raffinate non appena se ne comprende il valore.
Piatti a base di quei prodotti dell’entroterra lagunare e di pesci non blasonati ma non per questo di poco valore: sardoni, anguelle (acquadelle), masanete (piccoli granchi di laguna), folpetti e capesante caorline, e altro ancora che, insieme alle specialità della terra, fegato alla veneziana, risotto coe secole (piccoli pezzetti di carne che rimanevano attaccate alle ossa dopo la spolpatura di tagli nobili), pasta e fasioi col museto (cotechino) e non ultimo il baccalà alla veneziana e mantecato.
Insomma, delizie gastronomiche di un tempo passato che torneranno con tutta la forza dei loro sapori sulle tavole di un locale che, in quel di Cannaregio sarà il locale per chi, a Venezia, vuole mangiare come si è sempre mangiato a Venezia.
Prima del mordi e fuggi dei milioni di “foresti” che assediano ogni giorno la Serenissima, tanto da renderla più simile a una Veneland che a quella città che è ancora fra i ricordi di molti. chef-stefano-aldreghetti-sbuga Ai fuochi della Hosteria da Poggi, questo il nome del ristorante che dal 4 novembre sarà un punto de stea, come dicono in laguna, Stefano Aldreghetti e tutta la sua perizia per una rinnovata versione di questo locale veneziano che risponderà alla domanda del dove si va a mangiare nella città dei Dogi, senza entrare nell’anonimato di un locale senza personalità.Per trovarlo, nel cuore di Venezia, basta che vi segnate Cannaregio, 2103 Rio terà della Maddalena, a 100 metri dal casinò.poggi ristorante
Comunque qui c’è una mappa oppure, l’home page dell’Hosteria Da Poggi.
p.s
Nota interessante: Hosteria Da Poggi fa parte dei ristoranti, non moltissimi in verità, dove anche gli intolleranti al glutine possono star tranquilli, basta avvisare lo chef

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ott  09
30
alle 08:01
da Strami

Ultimo commento:

di Strami il 01/1/70

E' un pezzo che non passo di la ma la settimana prox sarò da quelle parti e farò debite verific...

Peperosso consiglia....., Vini, giornate diverse

Aglianico, aglianico e ancora aglianico a Battipaglia

pop_fabbricaParte l’undici novembre la rassegna dedicata al vitigno autoctono tra i più antichi e nobili del Sud: l’Aglianico. L’evento, organizzato da “La Fabbrica dei Sapori…” di Battipaglia, capitanata da Cosimo Mogavero in collaborazione con Luciano Pignataro Wineblog, riunisce per la prima volta più di 50 cantine produttrici di Aglianico provenienti da tutti le zone più vocate. Prima fra tutte la Campania con le cinque zone Irpinia, Taburno e Beneventano, Cilento, Terra di Lavoro e Vesuvio. Altro grande Aglianico del Vulture, dalla Basilicata e quelli di Puglia e Abruzzo. Due giorni di banchi d’assaggio liberi, degustazioni guidate e incontri con oltre 15 enologi che racconteranno la propria esperienza con questo vitigno dalle diverse possibilità espressive in ogni singolo territorio. Tre i laboratori specializzati su prenotazione e a pagamento: uno mercoledì 11 novembre dedicato all’Aglianico del Vulture con una degustazione dedicata alle aziende emergenti del momento, gli altri due a cura di due rappresentative aziende di Campania e Puglia.
Info ulteriori officinegourmet@gmail.com

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ott  09
29
alle 02:07
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Peperosso consiglia....., nuove tendenze

Curiosità vegetariana

germogliFra le tante mode gastronomiche che periodicamente si affacciano sulle nostre tavole, quella dell’uso dei vegetali e delle verdure per ritrovare forma e benessere, sta conoscendo momenti di vero successo.
Ed è sulla scorta di questa attenzione del pubblico per una cucina il più possibile vegetariana che fra i tanti prodotti denominati “freschi di quarta e quinta gamma”, ovvero insalatine, ortaggi, vegetali vari e germogli, ha fatto la sua comparsa anche un prodotto dalla caratteristiche davvero curiose: confezioni di semi di germogli delle diverse varietà orticole da coltivare direttamente a casa propria per il consumo domestico.
Piccoli semi che una volta messi a dimora su una striscia di cotone, tenuto costantemente inumidito, o in un apposito germogliatore, sviluppano fragranti e gustosi germogli.
Pronti da mangiare in soli dieci giorni e con la certezza che dalla coltura al piatto, non c’è che qualche metro di distanza e poca spesa …

Qui torvate il link per saperne di più

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ott  09
25
alle 07:13
da Strami

Ricette, Ricette della tradizione

Il petto di faraona per il risotto, in forno tutto il resto

9Volete prepararvi un risottino usando un bipede che per nostra fortuna non si presta ad essere allevato in batteria con i ritmi del pollo e quindi riesce ancora ad avere un po’ di quel gusto che riporta la memoria a pennuti ruspanti?
Presto fatto, basterà che il vostro macellaio vi preparari un petto di faraona disossato e voi ci aggiungiate il riso, della cipolla tritata, 1 spicchio d’aglio tritato, un paio di cucchiai di olio di oliva, possibilmnete buono,
1 rametto rosmarino, anch’esso tritato, 1 bicchiere di vino, 1 bicchiere di Marsala, 1 noce di burro, 2 cucchiai di grana, farina 00, sale e pepe.

    A questo punto, tagliate la faraona a cubetti della larghezza di 1/2 centimetro e spolveratela con un po’ di farina.
    Scaldate una padella a fuoco vivo con un cucchiaio d’olio extra vergine, un po’ di cipolla e aglio e quando il tutto ha raggiunto un po’ di colore, aggiungete la carne di faraona.
    Salate e pepate facendo andare a fuoco vivo per 2-3 minuti, poi bagnate con il Marsala e fate evaporare aggiungendo il rosmarino tritato insieme ad un mestolo di brodo ( precedentemete preparato) e fate cuocere per altri 2-3 minuti.
    In una pentola soffriggete cipolla e aglio, versate il riso e fatelo tostare aggiungendo il vino bianco e, un po’ alla volta, il resto del brodo.
    A circa metà cottura aggiungete la faraona e aspettate la cottura del riso.
    Qualche momento prima di servire, mantecate con burro e grana.

    p.s
    Se il vostro macellaio non vi ha procurato solo il petto ma vuole darvi anche il resto della faraona, visto che normalmente viene venduta intera, niente paura, cosce, avancosce, ali e il resto del busto possono andare benissimo in forno per preparare anche un gustoso secondo usando la stessa preparazoine che riservate al pollo.

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ott  09
23
alle 12:20
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, nuove tendenze, per sapere la vostra....

New entry in casa Communicagroup

comunicaroma1New entry in casa Communicagroup.it. Il nostro blognetwork fornisce da 4 anni un’informazione ricca e variegata raccolta sul web e verificata da professionisti dell’informazione. Oggi Communicagroup è arrivata a 400 mila utenti unici al mese con 2 milioni di pagine viste (dati Nielsen). Nell’ambito di una strategia che punta costantemente ad allargare la propria offerta informativa ecco due nuovi blog: Comunicaroma.info e Rilaxati.it.

Obiettivo di Comunicaroma.info è quello di offrire una rapida sintesi di quanto accade di importante
nella città: dalla cronaca agli eventi, dall’arte ai servizi di utilità, dalla musica allo spettacolo, alla vita dei quartieri. Comunicaroma.info si propone dunque come strumento utile per chi vive o visita Roma.
Punta invece a soddisfare la curiosità degli occhi Rilaxati.it, il blog che raccoglie le notizie più intriganti dal mondo della Rete, attraverso gallery fotografiche strane, spettacolari, affascinanti e spesso uniche. Un modo, speriamo intelligente e spassoso, di rilassarsi un attimo, così come propone il nome del blog, magari durante una pausa caffè o alla fine di una giornata impegnativa.
Comunicaroma.info e Rilaxati.it sono dunque il giusto mix di informazione e divertimento per rendere sempre più unica e variegata l’offerta di CommunicaGroup.

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ott  09
20
alle 03:06
da Strami