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Arriva la carta d’identità dell’olio extra vergine

"Basterà analizzare i frammenti del Dna delle olive che possono essere individuati e ripescati nell'olio per stabilire il tipo di cultivar e la provenienza geografica. Un risultato importante, presentato a Parma qualche settimana fa, e un progetto, quello dell'Olive track, che consentirà ai consumatori d'avere la certezza che quello che comprano è quanto davvero dichiarato in etichetta, al di là del proprio naso, del gusto o della fiducia per i produttori. Non solo: sarà anche un modo per premiare gli onesti e le produzioni d'eccellenza e punire le frodi, facendo riferimento ad un esame certo che non potrà essere messo in discussione".
Sempre più complicato sostenere [link], per esempio [link], che il proprio olio è ligure, e poi che proviene da esclusive terre mediterranee, e poi… boh?
PS: grazie alla lettrice Rossella.
[Repubblica Salute, Peperosso]
da massimo
Ultimo commento:
di lorenzo di Pianogrillo il 01/1/70
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dicembre 10th, 2005 at 12:06
Dovrei scrivere fiumi di parole…ma non ho più neanche voglia di parlare di olio… è fatica sprecata.
L.