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Hot or Not/Vino: il tappo col microchip e il telefonino che dialoga con la bottiglia

HOT

null Dove andremo a finire? Anzi, meglio: dove stiamo andando? Per non usare un incipit da chiacchiere sul treno. Che sta succedendo nelle nostre bottiglie? Perchè tutto muta così vorticosamente che nemmeno abbiamo il tempo di abituarci al nuovo? Avevamo accettato il tappo di silicone, poi ci dicono che è meglio a vite; avevamo dribblato le etichette che parlano, e ora questo. Il tappo col microchip. Si, un tappo smart, intelligente, come i cellulari (o le bombe, fate voi). Un tappo che si connette al nostro cellulare e ci scarica su i dati relativi al vino che chiude, dati determinanti, come il nome del proprietario precedente, poesie sul vino, abbinamenti consigliati. Il fatto è che infilare un chip in un tappo (ovviamente sintetico, ça va sans dire) è come aprire il vaso di Pandora, esce di tutto; in questo chip ci possiamo infilare migliaia di dati, sulla cui utilità il dibattito è aperto ma sulla cui inevitabilità temo non ci sia dibattito alcuno. Il primo a usarli sarà Caprai. Una volta andavamo al Vinitaly, oggi andiamo allo Smau. No, davvero, ditemelo, dove stiamo andando…

OR NOT

nullDove, dove siamo finiti. Pensavo di stare in una enoteca, e sono in una location tipo Blade Runner. “I consumatori e gli eno-appassionati potranno “dialogare” con la bottiglia anche attraverso un comune telefono cellulare - sono già in commercio modelli dotati della tecnologia specifica”. Dico, stiamo parlando di bluetooth o infrarossi? No, pare che la tecnologia usata sia Rfid, con le relative riserve. Pero’ i dati sono pure riscrivibili da parte dell’utente; e allora? E allora ve lo anticipo, questo aggeggio finirà craccato (non si dice hackerato in questo caso, ma biecamente, craccato, da crack). Si troverà un bug, un difetto nella sicurezza, qualcuno si infilerà dentro il microchip e sovrascriverà un po’ di robe. E se non lo faccio io, lo farà un altro, questo è il triste destino della tecnologia. Il bluetooth non è sicuro da tempo, quanto volete che possa restare sicuro l’”erre-effe-i-di”? Prevedo qualche crew di enocracker a sovrascrivere le info ipertecnologiche degli smart cork con affermazioni tipo “ho comprato dell’ottimo barbera sfuso alla Cantina Sociale di Vinchio - compralo anche tu!”

Fiorenzo Sartore

[Punto Informatico, DocDocg, Caprai.it, Portalino, Wikipedia, Wikilab, Vinchio.com]

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ott  05
19
alle 08:24
da massimo

Ultimo commento:

di re pescatore il 01/1/70

quando si dice "un vino che parla"...
vinchia, che fa l'alcol!
with the compliments


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2 Commenti to “Hot or Not/Vino: il tappo col microchip e il telefonino che dialoga con la bottiglia”

  1. liloniadriano dice:

    bella idea!…a quando un microchip installato nel pisello che controlli le urine per vedere se smaltiamo bene i vini di certi produttori?

  2. re pescatore dice:

    quando si dice “un vino che parla”…
    vinchia, che fa l’alcol!
    with the compliments

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