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Il cibo spiegato ai primati. A come Aceto balsamico tradizionale
Niente blog per noi fino al 9 Gennaio. Nel frattempo vogliate gradire “Peperorosso Greatest Hits”, distillato [per rimanere in tema] degli ultimi mesi di deliranti messaggi.

Fermate una persona comune per strada. Chiedete, “Conosce l’aceto balsamico tradizionale?”. Nessuna risposta probabilmente, al massimo uno sperduto “huh?”. Non meravigliatevi: le spiegazioni degli esperti sono complicate, o peggio, sulla mancanza di chiarezza qualcuno ci marcia. Ma se siete interessati a sapere che cosa mangiate – e insomma – secondo noi dovreste esserlo, date un’occhiata a “Il cibo spiegato ai primati“, nuova serie di Peperosso per sfidare i contafrottole della gastronomia.
• DOVE — Zone di produzione: le province di Modena e Reggio Emilia, punto e a capo. Di conseguenza, l’aceto balsamico tradizionale può essere di Modena o di Reggio Emilia. Chiaro, no?
• COME — Si ottiene attraverso la cottura del mosto che viene conservato in botti di legno diverse per capacità e tipo di legno. Periodicamente parte del contenuto di ogni botte viene travasato in un’altra, seguendo una precisa sequenza, per ottenere nell’ultima botte un prodotto molto concentrato. Diventa aceto per fermentazione [trasformazione degli zuccheri in alcol], e aceto balsamico tradizionale dopo 12 anni d’invecchiamento. Dopo 25 può dirsi “Extra Vecchio”
• QUANTO COSTA — Molto, ma per ottenerlo ci vogliono pazienza e cure continue. A seconda del tipo e dell’invecchiamento i prezzi oscillano tra i 50 e i 150 euro per una confezione da 100 ml.
• DOVE LO COMPRO — Direttamente in acetaia se potete: spettacolare quella di Venturini Baldini in Via Turati, 42 a Roncolo di Quattro Castella (RE). Nelle 1000 gastronomie della zona, oppure online da Cibitalia.
• ITINERARIO — MANGIARE: Ristorante Il Rigoletto, Piazza Martiri 29, Reggiolo [RE]. Due stelle Michelin, conto medio: 130 euro. Alto, lo sappiamo, ma potendo… BERE: Azienda Agricola Rinaldini, Via Rivasi, 27 – S.Ilario d’Enza [RE]. Notevole il Reggiano Lambrusco DOC. DORMIRE: Hotel Posta, Piazza del Monte 2, Reggio Emilia, conto medio: 180 euro per la doppia.
• CON COSA — Per costo e aroma va centellinato, ne bastano poche gocce. Sui cibi crudi esplode una formidabile carica aromatica, ad esempio sul Parmigiano Reggiano. Bene anche su, verdure, bolliti, gelato, e se proprio volete, sulle fragole.
• OCCHIO A — Il termine “Tradizionale” fa tutta la differenza del mondo. L’aceto balsamico-e-basta si ottiene mescolando diversi tipi di aceto di vino con aromi e coloranti vari. E’ un’altra cosa, per gusto e prezzo.
• PEPEROSSO CONSIGLIA — Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia bollino oro dell’Acetaia San Giacomo in Via Verdi, 6 Campagnola Emilia [RE]. Scrivete ad Andrea Bezzecchi, fategli sapere che siete lettori di Peperosso, avrà un occhio di riguardo.
da massimo
Ultimo commento:
di Omar il 01/1/70
Per non dire poi delle "mod...
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agosto 31st, 2005 at 15:02
Ah il Posta, gran bell’alberghetto…
settembre 1st, 2005 at 12:09
…non potendo arrivare in acetaia ma avendo peck sotto l’ufficio: sai com’è quello in vendita? per cucinare trovo ottimo il loro aceto balsamico non tradizionale ma non mi sono avventurata oltre.
settembre 1st, 2005 at 13:22
Di solito con Peck non sbagli. Credo che il loro “Tradizionale” sia quello di Modena. E comunque i disciplinari dei due consorzi [Modena e Reggio] sono piuttosto severi, e soprattutto, piuttosto “osservati”.
settembre 1st, 2005 at 15:01
La “recensione” mi sembra alquanto sbilanciata (parlando di balsamico tradizionale e stop) verso quello di Reggio, da buon modenese (e produttore casalingo)devo sottolinearlo!!! Forse una gitarella a Spilamberto aiuterebbe?
http://www.museodelbalsamicotradizionale.org/ita/pages/manifestazioni/index.htm
settembre 1st, 2005 at 20:35
Hai ragione, in effetti è un po’ sbilanciata. Ma quelli di Modena stanno sempre a litigare…
Cmq, i produttori casalinghi sono spesso i migliori. Pensa che ne ho assaggiato uno buonissimo ottenuto in una soffitta di Pesaro! I rabbocchi però venivano dal consorzio di Modena.
settembre 2nd, 2005 at 10:10
Già ! A dire il vero a volte fanno passare la voglia di associarsi…
Per non dire poi delle “mode” fino a qualche anno fà veniva premiato il balsamico dolce adesso contrordine compagni, il balsamico
non deve essere poi così dolce che sennò è caramello e non aceto and so on…. Io, di mio, mi limito al mio gusto personale se piace agli altri sono contento. Una buona dose su di un pezzo di buon bollito di manzo e mi dimentico di tutte queste lotte di religione.
Saluti