Attenzione! Tra qualche giorno l'url di PepeRosso diventerà www.peperosso.info
Clicca qui per aggiungere il nuovo indirizzo ai tuoi preferiti ed essere sicuro di trovarci!!
Mangiare senza pregiudizi
Internet crea dipendenza, e, meglio chiarirlo subito, tra dipendenti si diventa solidali. Nicola Cavallaro è uno di noi. Uno che scrive nel blog o che incontri in chat. Uno che noti sul forum, o che leggi nel newsgroup. Può darsi quindi, che il nostro giudizio su di lui sia di parte. Se vi state chiedendo su cosa Nicola Cavallaro dovrebbe essere giudicato, sappiate che di mestiere fa il cuoco. Uno strano tipo di cuoco: poco più che trentenne, laureato, in carriera, giramondo. Di come cucina parlano in molti, intorno a lui ci sono grandi aspettative. Esperienze recenti, i ristoranti Ama e l’Ape Piera, entrambi di Milano [il secondo apre a giorni].
Che cosa è successo a Nicola Cavallaro? E’ stato maltrattato dalla guida “I Ristoranti d’Italia 2006” dell’Espresso, da poco pubblicata. Echissenefrega direte voi, non senza un fondo di ragione. Ma è un maltrattamento curioso, simile a una esecuzione. Perchè solo uno sciocco, nel senso di una persona con limitate capacità di discernimento, e con molto meno che modeste esperienze di degustazione, non capirebbe che Nicola Cavallaro ha talento da vendere. Bellamente ignorato nella sommaria descrizione:
“Esotismo generico e anche un po' strampalato, da un lato, piatti tradizionali ripproposti in forme bizzarre da un altro, sono un po' poco per gridare alla novità . No "AMA" per ora non convince, nonostante i prezzi moderati (sui 30 euro) e i piatti unici (12euro) del mezzogiorno”
Nicola Cavallaro ha accusato, e nel rispetto dei reciproci ruoli, nonostante internet, i viaggi e le lingue parlate, dice a tutti di essersi fatto l’esame di coscienza. E di aver modificato il menù del ristorante che sta per aprire [L'Ape Piera, appunto]. Così ci sarà un menù prima della stroncatura, e un menù dopo la stroncatura della guida dell’Espresso.
Errori di gioventù, che vanno compresi. Chiudiamo con una supplica per Enzo Vizzari, direttore di “I ristoranti italiani 2006″ dell’Espresso. Per la prossima edizione della guida, invierebbe cortesemente all’Ape Piera una persona che mangi senza pregiudizi? Grazie, Massimo Bernardi
[Ape Piera]
da massimo
Ultimo commento:
di sararlo il 01/1/70
mi fa piacere leggerti anche in questo "residence".
A testimonianza che, si tratti di...
Visualizza / Lascia un commento







ottobre 18th, 2005 at 20:28
Io Penso semplicemente che per rispetto dei lettori, dei titolari del Ristorante e di Nicola l’Espresso avrebbe dovuto tenere ben altro atteggiamento.
Per esempio quello tenuto dal GR che, criticata per altre prese di posizione, qui ha avuto un atteggiamento corretto nei confronti dei clienti sopratutto.
Un lettore che oggi prende in mano la guida del GR non trova AMA e trova l’Ape Piera con sospensione di giudizio. Credo che in questo caso si sia salvaguardato l’interesse principale : quello del cliente che sfoglia la guida, che non conosce gossip, che non ha accesso ad informazioni privilegiante ma che può avere uno specchio fedele della realtà : Da una parte un posto giustamente segnalato dove trovare un cuoco brillante e dotato, dall’altra un posto che deve essere giudicato da zero.
ottobre 18th, 2005 at 17:57
mi viene in mente subito la differente reazione fra nicola cavallaro ed un altro noto bloggista, anche lui colpito da mala recensione,che si mise a sbraitare di qua’ e di la’ per un bel po’ di giorni…che dire, nicola nonostante la giovane eta’,SA QUELLO CHE FA E VUOLE, ha risposto in maniera intelligente,fa niente se qualcun altro gli ha proferito che mangera’ ancora molta m@@@@…. ve lo dice un rincitrullito che comunque bazzica l’ambiente da un po’…..se ne sentiranno delle belle….vai nicola!
il montoya del garda
ottobre 18th, 2005 at 20:39
Aggiungo : l’ispettore che ha provato la cucina di Nicola dobbiamo capire se era sottoposto a terapia farmacologica quando è andato a cena oppure se gli è stato servito qualche, improbabile, avanzo scadente. Se non è vera nessuna delle due, cioè se più semplicemente non gli è piacuta quella cucina, doveva solo chiarire meglio perchè. Per rispetto.
ottobre 18th, 2005 at 20:40
O forse non era in grado di chiarire ? mah ….
ottobre 19th, 2005 at 09:31
Guida dell’espresso? Non la compro dal 2001…in merito alla recensione no comment. Nicola è sicuramente superiore a certe stronzate.
E poi trovatelo a Milano un pcuoco così.
ottobre 19th, 2005 at 12:25
Nicola un difetto l’ha.
Non se la “tira”.
Scusate l’ingresso molto on the road ma temo che altrimenti gireremmo intorno al problema.
Nicola fa cucina fusion embe… ha girato il mondo, conosce molti più prodotti di un normale chef italiano è un bonus non certo un difetto.Le sarde in saor non sono certo fusion ammeno che si sia dei convinti secessionisti che relegano il Veneto ad altro Stato e le sarde di Nicola sono da urlo. Ricordo poi una particolare tipologia d’agnello australiano da Lui fatto arrivare ed egregiamente cucinato in quel dell’Ama. La lingua allappa ancora al ricordo del suo dolce al cioccolato.
Nicola lavora, testa bassa e via, qualcuno dice che non è tanto bravo perchè non è ancora apparso sugli schermi del G.R. Channel e qui mi scappa da ridere, oggi la regola diciamo meglio “il metro” è la televisione…
questo si non mi convince.
Nicola ha già detto se la mia cucina non piace mi rimbocco le maniche e cerco da fare meglio. Io non posso che gioire perchè già mi piace ora figuriamoci in futuro.
Guyciman
ottobre 20th, 2005 at 08:37
Ciao Guido,
mi fa piacere leggerti anche in questo “residence”.
A testimonianza che, si tratti di “condomini” o di Blog, l’importante è scambiarsi in libertà idee ed opinioni.
Buon Zirconio.
Giancarlo.