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A pranzo col “nemico”.

Caro Massimo, ricordandoti che sono il Responsabile delle Relazioni Esterne e non un tecnico “specialista in grassi idrogenati”, provo ora a formulare una risposta, mi auguro esauriente, alle domande da te menzionate.
Che, se non le ricordate, sono queste.
Barilla nella sua comunicazione non ha semplicemente voluto che i consumatori “pensino” che in tutti i suoi prodotti non vi siano grassi idrogenati, ma ha inteso affermarlo categoricamente in modo da eliminare nelle persone ogni dubbio circa la presenza di tali sostanze in tutti i prodotti Mulino Bianco. Il motivo per cui tale assenza è stata evidenziata nei soli prodotti a base di pasta sfoglia è che, a differenza delle altre tecnologie di prodotti da forno, in questa i grassi idrogenati sono largamente utilizzati.
Mmm…
Per quanto attiene alla comunicazione di "Nastrine" da voi ricordata, riteniamo che quando si fa riferimento in pubblicità a taluni ingredienti contenuti nelle ricette e non ad altri, nulla venga nascosto al consumatore in quanto è immediatamente possibile controllare tutti gli ingredienti impiegati da Mulino Bianco andando semplicemente a leggerne la lista completa e dettagliata, riportata su tutte le confezioni dei nostri prodotti. Inoltre, è prassi comune enfatizzare in pubblicità la presenza dei cosiddetti “ingredienti caratterizzanti”, quelli cioè che distinguono le caratteristiche organolettiche di un alimento, rispetto ad un altro simile.
Mmm…
Nel riconfermarti la nostra totale apertura ad un incontro e l’invito a venirci a trovare presso le nostre strutture operative al fine di approfondire ogni argomento di tuo interesse. I miei più cordiali saluti, Giorgio Beltrami, Responsabile Relazioni Esterne Barilla
Dovrebbe essere la cosa migliore, in effetti. A breve Giorgio, ti propongo un paio di date per l’incontro.
PS: mamma, mamma devo andare da Barilla!
da massimo
Ultimo commento:
di giulia il 01/1/70
Aaah sì, l'altro giorno ero a Parigi e facendo zapping h...
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ottobre 5th, 2005 at 23:15
Secondo me ti invita da Oldani.
ottobre 6th, 2005 at 09:46
Ecco magari trovi lo sponsor che cercavi…
ottobre 6th, 2005 at 13:43
Forse volevi essere sarcastico. Diciamo cmq. che nel tentativo di essere sarcastico hai toccato un nervo scoperto. Mica solo di Peperosso, di tutta l’editoria di settore, almeno secondo me.
Per dire: se ora vado a Parma, faccio le mie belle domande, e ricevo risposte che non mi convincono, cosa faccio, accetto la sponsorizzazione di Barilla, ammesso e non concesso che a Barilla interessi sponsorizzare Peperosso? Direi di no, giusto?
Se invece scopro che i grassi impiegati da Barilla non sono idrogenati, e che se non sta scritto sulle confezioni è solo perchè fino ad ora interessava a pochi, e che invece tra poco lo scriveranno forte e chiaro, e anche che sì, capiscono la rilevanza dei blog e gli piacerebbe sponsorizzare Peperosso, o fare cose del genere…
Ecco, se capita una cosa simile, cosa dovrei fare secondo te?
ottobre 6th, 2005 at 14:31
Farai quello che credi più giusto per te/voi …come hai fatto in altri casi.
Rashpelli, chiedeva in una mail ai suoi collaboratori di non diventare amici dei cuochi…
E io credo che certa editoria dovrebbe (ma è opinione mia personale) starsene fuori da certe sponsorizzazioni…così, solo per non far pensare male…
In fin dei conti sulla rete non si hanno gli stessi costi dell’editoria tradizionale…
I costi ci sono per carità, un giornalista capace e bravo che faccia indagini serie ha bisogno di essere sostenuto anche economicamente, ma per fare queste, può cercare il consenso dei consumatori con abbonamenti a rubriche di informazione chiara e soprattutto trasparente.
Forse i tempi non sono ancora maturi…ma matureranno…col tempo, Massimo, col tempo.
Poi ognuno deciderà se leggere questo o quello, anche in base alle proprie esperienze provate.
Buon lavoro peperosso…
ottobre 6th, 2005 at 15:12
Ho capito tutto, giuro, fino a “ma per fare certe cose”.
Mi risulta quindi di difficile interpretazione il periodo: “può cercare il consenso dei consumatori con abbonamenti a rubriche di informazione chiara e soprattutto trasparente”.
Puoi chiarire, per favore?
ottobre 6th, 2005 at 15:30
Abbonamenti ad una rubrica che non puzza di bruciato…
La gente oggi ha voglia non farsi prendere per il culo…mi sembra logico.
Poi qualcuno, dopo la prima volta, ci fa il callo e se non si agita molto non soffre nemmeno tanto…
Però c’è sempre il buon consumatore che vuole restare vergine, avere informazioni pulite…Qualcosina su Report è venuto fuori…qulacosina in vari convegni è venuto fuori…Vogliamo parlare di Olio d’Oliva? (ovviamente intendo Extra vergine)…
Massimo, se ci fosse qualcuno che parla chiaro di queste cose, i consumatori sarebbero ben felici di finanziare (ovviamente a piccole dosi;-) un progetto di questo tipo.
Poi ci metti vicino un mercato di produttori onesti e la cosa comincia a prendere forma.
Purtroppo qualcuno si è perso per strada.
ottobre 7th, 2005 at 03:56
Io credo che quasi tutti i blogger gestiscano il proprio blog per voglia di confrontarsi e discutere serenamente sulle proprie passioni, senza scopo di lucro, ovviamente!
Invece credo che te sia alla ricerca disperata di affari in internet.
Per te il cibo è solo un mezzo con il quale arricchirti economicamente. E questo tuo atteggiamento lo trovo un pò squallido.
Agli occhi della gente poi dai l’impressione di non voler mai prendere una posizione netta e decisa se poi la controparte ti offre degli sprazzi di presunte alleanze che potrebbero tornarti comode in termini di immagine e popolarità saresti capace a gettare dal sesto piano il tuo migliore amico.
Bonilli non è stupido ed inizio ad avere il sospetto che ti avesse inquadrato per bene.
Devo impare ad inquadrare meglio le persone, peccato perchè il tono scansonato di questo blog mi divertiva, ora mi nausea.
Mucca
ottobre 7th, 2005 at 10:40
Non voglio fare l’avvocato del diavolo ma penso che peperosso sia qualcosina in più di un blog…A mio parere si avvicina molto di pù a un giornale, un giornale sui generis..
Per questo trovo normale che si cerchi qualche sponsorizzazione, non tanto per arricchirsi quanto per poter continuare ad offrire servizi di livello.
Magari andrebbe cercata tra produttori di qualità..E se Barilla lo è, ben venga.
ottobre 7th, 2005 at 12:21
Michele, non credo molto al finanziamento dei lettori, può darsi che sbagli. Trovo che l’idea del “mercato dei produttori onesti”, come lo chiami tu, sia riconducibile ad altre persone. Che siano riuscite o meno a realizzarla. Sarebbe patetico appropriarsene. Hai per caso altre idee?
ottobre 7th, 2005 at 12:46
“Fermi tutti, zitti tutti”: mi e’ sfuggito qualcosa. Il mio primo commento a questa notizia e’ stato assolutamente scherzoso (dico, si capiva, eh?) — e ora vedo che i commenti sono qualcosina di piu’ “peso”. Giuro che non ho capito, Barilla sponsorizza Peperosso? E quindi? Mucca, ma non ti pare di aver esagerato?
ottobre 7th, 2005 at 14:26
Esprimo un mio parere personale (ma va?) che vale quello che vale, ma almeno torniamo sull’ argomento.
Barilla investe moltissimo in immagine ma la comunicazione, negli interessi dei clienti, e’ difettosa.
Dai, e’ evidente! Dopo tutta la pubblicità fatta rimaniamo col dubbio se i grassi siano idrogenati o meno.
Io rimango con un altro dubbio.
Ma a Barilla interessa la qualità ? No dico
avete presente la pasta Barilla?
Una volta faceva parte del gruppo Barilla il marchio Panem (ottimo pane industriale, migliore di quello prodotto da tanti panifici artigianali del Nord). Ora non più, mi risulta. Gli interessa la qualità ?
No Beltrami, giù la mano, lo so che sai la risposta.
… sentiamo qualcunaltro.
ottobre 7th, 2005 at 16:08
No Fiorenzo, Barilla non sponsorizza Peperosso. Si facevano esempi.
ottobre 7th, 2005 at 18:47
No, non ho esagerato. Mi limito a fare 1+1=2.
Per me la matematica non è ancora un opinione ma un dato di fatto.
Però Bernardi mi sta simpatico, escluso questo difetto….
Mucca
ottobre 9th, 2005 at 18:56
Mi precipito in ritardo in questo post perché io in Barilla ci ho lavorato come ingegnere per una ditta esterna. In particolare ho frequentato uno stabilimento di pasta (li si fa anche la Voiello) ed avendo frequentato anche stabilimenti della pasta per gli hard discount posso dirvi che in Barilla sono anni avanti per l’igiene e la sicurezza del prodotto. Per gli ingredienti però non posso aiutarvi ma a me sembrava pura acqua e farina… mai toccata da mani, dal carico delle materie prime al confezionamento.
ottobre 10th, 2005 at 11:14
Non ti ho detto che i consumatori debbano pagare il tuo stipendio. Dico che se qualcuno vuole informazioni corrette e si vuole fidare di un sito o di un portale, può anche essere disposto a farsi un abbonamento.
Sul fatto che sia patetico appropriarsi dell’idea del mercato goloso di Esperya (vecchia scuola) questo lo pensi tu.
E’ stato più patetico vedere Tombolini fallire ogni suo progetto e buttarsi in politica.
Era un format (se vogliamo usare certi termini) che funzionava e aveva grandi possibilità di sviluppo. Il problema grave era, ed è, l’ego ipertrofico del moderatore…
Vuoi fare l’alternativa alla carta stampata? Falla pure, ma andrà a finire nel calderone…
Credo, Max, opinione strettamente personale, come sempre…
Secondo me fare un portale sulle orme di Esperya, senza i costi di Esperya, senza magazzino, etc etc con l’aggiunta di un bel forum intuitivo, come quello di Antonio e poi ci metti anche qualche servizio editoriale…senza mediazioni di nessun tipo, senza abboccamenti…io credo che funzioni…
Ma forse è come chiedere che alle elezioni 2006 ci vada qualcuno che fa politica per la gente e non per se stesso…
ottobre 10th, 2005 at 12:38
A me la pasta Barilla risulta vitrea, il peggior difetto che una pasta possa avere.
ottobre 12th, 2005 at 14:03
Barilla, questo nome non mi è nuovo…
Aaah sì, l’altro giorno ero a Parigi e facendo zapping ho visto uno spot della barilla presentato da certo Cedroni Moreno. Uhmmm anche questo nome non mi è nuovo…