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Esclusivo: Rivelàti — Paolo Massobrio

Li abbiamo presi e rivoltati come calzini. Poco abituati ai maltrattamenti, hanno finito col confessare. Peperosso orgogliosamente presenta: “Rivelàti — Tutto quello che avreste voluto sapere dalle penne-di-punta ma non avete mai osato chiedere”.
1. Nome: Paolo Massobrio
2. Età: 44 anni
3. Residenza: Alessandria
4. Occupazione: Giornalista free lance
LAVORO:
Collaborazioni [giornali/radio/tv/libri]: GIORNALI: La Stampa, Il Tempo, Avvenire, Vita, Terre del vino, Giudizio Universale, Papillon. GUIDE: Il Golosario, Guida Critica Golosa, L’ascolto dei sapori e del vino. LIBRI: Il buon bere, e l’ultimo “A me piace l’Estate ma è così bello l’inverno“.
VARIE:
1. In conseguenza a quale illuminante esperienza hai deciso di scrivare di cibo? Volevo fare il cronista politico, ma incappai in una una tesi di laurea di statistica economica sul mercato del vino in Italia. Era il 1985 e i giornali di settore (Vigne&vini e Barolo&Co.) mi chiesero di pubblicare i dati sotto forma di articoli a puntate; nel frattempo avevo fatto i tre corsi di sommelier dell’Ais. Mi folgorò l’anno a militare, in provincia di Asti. Era l’anno del metanolo, iniziai così a scrivere di vino, e rimasi in Piemonte per sempre.
2. Prima collaborazione e mmm… retribuzione? Vino&Liquori.
3. Critico gastronomico di riferimento? Edoardo Raspelli.
4. Il giornale gastronomico che ti porteresti sul Roma Milano? Me li porto sempre tutti.
5. Ti viene offerta una rubrica sui trend gastronomici. Tre illuminanti consigli che dai ai tuoi lettori. Per I vini, scegliete i nomi più sconosciuti, ci sono dietro giovani bravi e puri; per una cena tra amici affidatevi alle sfiziosità di una delle tante boutique del gusto di casa nostra, o, se avete tempo, ai prodotti di qualche artigiano coltivatore, sarà una sorpresa. Per andare fuori, cercate locali di atmosfera antica. L’osteria non è morta, è viva e vegeta.
6. Hai 5 secondi per rispondere, se io dico: ristorante, tu dici… ? VISSANI. (e mi autosegnalo la contraddizione con l’osteria precedente, ma la cucina di Vissani è uno spettacolo).
7. La cosa più buona mai mangiata? Il risotto alla milanese dell’altro giorno di Carlo Cracco.
8. Il cibo in TV, cosa ti piace? L’allegria di Antonella Clerici e di Beppe Bigazzi, la simpatia di Brosio e di Raspelli, la puntualità e la ricchezza di informazioni di Gambacorta.
9. L’intervista della tua vita? La prima della mia vita… a Giacomo Bologna, per Vini&Liquori. Mai pubbicata.
10. Per conoscerti meglio: un libro, un disco, un film.
Il “mestiere di vivere” di Cesare Pavese e “Si può vivere così” di Luigi Giussani”. Disco: “Il dorso della balena” di Bruno Lauzi, film: “Il pranzo di Babette”.
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maggio 16th, 2005 at 13:03
Anch’io, anch’io…anch’io voglio fare questo mestiere. Garantisco competenza e buon appetito…e poi, non costerei nulla.
Pensateci.
Carlos
maggio 16th, 2005 at 14:23
se costi nulla, vali niente
maggio 16th, 2005 at 23:17
Impara, Carlos, impara…