Attenzione! Tra qualche giorno l'url di PepeRosso diventerà www.peperosso.info
Clicca qui per aggiungere il nuovo indirizzo ai tuoi preferiti ed essere sicuro di trovarci!!

Senza categoria

“Camminatori” oppure…

Dite quello che volete ma noi siamo stati folgorati. Da cosa? Dalla descrizione degli scienziati sulla famiglia di “camminatori” scovata in Turchia [leggi]. Da alcuni passaggi almeno: “E’ difficile comprendere quello che dicono”… “La loro sintassi è assai misera e il vocabolario limitato (circa cento vocaboli)”… “Si capiscono solo tra di loro”… “Sanno stare dritti (imparziali, incorruttibili, ndr) ma solo per brevi momenti”… “Sono l’anello mancante tra l’uomo e la scimmia”.

Mmm… “camminatori” o giornalisti di vino e cucina?

[Repubblica.it]

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
mar  06
8
alle 09:50
da massimo

Ultimo commento:

di patrizia il 01/1/70

Non so cosa dirle Marchi, l'Italia è un paese di bingo bongo, bene. E allora? A maggior ragione ...


Visualizza / Lascia un commento


Altro sull'argomento


31 Commenti to ““Camminatori” oppure…”

  1. paolo marchi dice:

    Pat, ti faccio un esempio:
    io ho perso la madre dei miei figli perché una merda di oncologo, che non posso purtroppo denunciare, confuse un nodulo a un seno con una discopatia.
    cosa dovrei fare ora quando in famiglia ci viene un malanno? evitare tutti i medici e affidarmi a qualche blogger di siti omeopatici?
    ci sono cazzoni in ogni professione, ma se si parla a livello di teoria, fino a quando ci sono gli ordini professionali uno è giornalista quando passa l’esame. discutere se è giusto che esista ancora l’ordine è un’altra cosa. a me, cmq, il mercato selvaggio puzza di libertà di metterla in quel posto, altro che diritti e doveri all’americana. siamo in italia…

  2. paolo marchi dice:

    massimo, stacco perché parlare a un sordo mi stufa
    non volevo discutere le qualità dei tuoi idoli, dicevo solo che uno può essere più bravo a scrivere di dante ma questo non lo trasforma in un giornalista/cronista, non è affato automatico che un ottimo scrittore sia un valido giornalista (e vice versa tanto che Montanelli era un pessimo romanziere)
    goditeli, io mi tengo stretti quelli come Stella

  3. paolo marchi dice:

    infatti non ero all’heysel, intendevo dire, ricordando un avvenimento che è difficile dimenticare, che per me il giornalismo è sbattersi nel mare in tempesta o cercare una notizia che vada oltre la velina, fare una pagina-coccodrillo alle dieci di sera quando muore inatteso un certo personaggio, magari sapere le stelle michelin il giorno prima dell’uscita della guida
    gli esempi che fai tu sono di straordinari scrittori prestati alle pagine dei quotidiani, persone che se fossero state all’heysel almeno sei o sette su dieci non avrebbero scritto una riga, se non di vuoto e cazzone colore
    purtroppo bazzico l’ambiente da 32 anni e sono sicuro che mai modo di dire è più giusto di quello che dice che nessuno è re agli occhi del suo maggiordomo

  4. rob78 dice:

    Quoto in toto Fabio e Marchi, non avrei potuto esprimermi meglio

  5. patrizia dice:

    Un solo dato secondo me è interessante e bisognerebbe rifletterci, al di là delle divergenze di opinioni, perchè purtroppo, in genere, ognuno si tiene le sue.
    Massimo qualche giorno fa ha fatto un post con i numeri dei suoi lettori giornalieri,”Il Foglio” e “Il Riformista”, due rispettabilissimi giornali, vendono più o meno uno 7 mila e l’altro 6 mila copie. Hanno tutti un editore, ma per la gran parte, seguendo vie tortuose, sono entrambi finanziati con i soldi di tutti noi. Non mi risulta lo sia Massimo o chi per lui.
    E’il “sistema” in crisi, potete far finta di niente, o appellarvi alla legge come fa Marchi ( mi perdoni Marchi trovo risibili e poco informate le sue obiezioni), ma credo che l’esempio di “Grazia” e di altri sia un indicatore significativo.

  6. patrizia dice:

    per massimo : il link non è quello, è un articolo più vecchio, mi pare di novenbre e parlava proprio di giornalisti.
    ma perché non c’è modo di inserirlo? Sono io incapace? cosa assai probabile.

  7. fabio fiorillo dice:

    Sono con Marchi.
    Non si può pensare che gli albi, le abilitazioni, i concorsi pubblici non servano ad un cacchio.
    C’è gente che si è fatta un mazzo così per passare “quell” ‘esame, ha studiato una vita per esercitare “quella” professione, e non trovo giusto che chiunque lo voglia (seppur talentuoso) debba poter avere le stesse possibilità/opportunità senza fare la stessa trafila.
    Se sono dei geni della penna, che si diano da fare e si mettano col capo chino sui libri proprio come hanno fatto gli altri.
    Poi, magari, scrivono lo stesso, pubblicano libri, tengono conferenze e guadagnano anche più soldi, ma che restino delle eccezioni che confermano la regola, perchè la legge è regola.

  8. patrizia dice:

    come non è questo il punto? è lei, marchi che sostiene la necessità di distinguere un bravo giornalista da un blogger pirla. perchè non dovrebbe valere anche l’opposto? Il suo ordine purtroppo porta ad obbrobri come questo:
    L’Unione europea “processa”
    l’Ordine dei giornalisti

    L’Ordine dei giornalisti finisce alla sbarra a Bruxelles. La commissione europea ha deciso di avviare la procedura di infrazione contro l’Italia per la presunta incompatibilità fra la legge nazionale sull’Ordine dei giornalisti (Odg) e il diritto comunitario. Il commissario per gli Affari sociali Vladimir Spidla ha detto al parlamento europeo il 18 febbraio che alcune disposizioni della normativa italiana sono in contrasto con il principio della libera circolazione dei lavoratori. Se Roma non riuscirà a dimostrare il contrario, la legge dovrà essere adeguata alle regole europee.

    Tutto è nato dal caso di Claude Marie Jeancolas: il giornalista francese era stato chiamato a fare il direttore di due riviste italiane del gruppo Hachette-Rusconi, ma l’Ordine non sapeva in quale albo professionale iscriverlo. Per i radicali – che con un’interrogazione avevano provocato l’intervento di Spidla e che da anni combattono per l’abolizione dell’Ordine, tema su cui tempo fa hanno anche indetto una campagna referendaria – la decisione conferma la necessità di sopprimere l’organo di autogoverno dei giornalisti. Il Consiglio nazionale dell’Ordine difende invece la sua linea e si oppone alla decisione di Bruxelles. Jeancolas, intanto, si disinteressa della questione e continua a lavorare in Italia. La sua opinione sull’Ordine però è rimasta inalterata: è una corporazione che esiste solo per difendere i privilegi acquisiti. Il giornalista sottolinea di non avere intenzione di fare alcuna prova di ammissione. “Sarebbe umiliante”, aggiunge, “per la mia dignità professionale”.

    Dia un occhiata, ammesso che io riesca ad inserire il link, alla legislazione europea:

    http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=101

  9. Anonimo dice:

    Non sono d’accordo. Tra Foglio e il resto, la quantità di cose che Guia scrive prosciugherebbe un iceberg. Lei invece, sempre ispirata.

    Il talento va riconoscito, anche tra quelli che fanno lo stesso mestiere. E perdona Paolo, ma chi stabilisce lche per essere un buon giornalista devi aver fatto l’Heysel?

  10. Lukic dice:

    Ho lavorato per due mesi e mezzo ventiquattr’ore su ventiquattro a contatto con giornalisti sportivi di mezzo mondo e ne ho viste di tutti i colori. Credo e sottolineo credo, che per essere un buon giornalista serva tanta umiltà, questo sia mentre scrivi il tuo pezzo sia quando lavori a contatto chi ti fornisce un servizio e sta in loco per aiutarti. E’ stato più facile passare una notte intera senza pause con l’anziano giornalista di Newsweek che non riusciva a configurare il router che stare a discutere venti minuti di prima mattina con un giornalista olandese che pretendeva di stampare un file da una stampante di rete sotto firewall per concludere beccandomi dello stronzo.

    Prima delle Olimpiadi il mio sogno era diventare un giornalista, ora il mio sogno è lavorare con/per i giornalisti, sono una categoria troppo divertente !!! Almeno quelli sportivi…

    Saluti

    Luca

  11. paolo marchi dice:

    bernardi,
    la soncini sarà satata bocciata come decine di scrittori con la puzza sotto al naso perché arrivata all’esame con l’atteggiamento tipico di chi considera i giornalisti degli sfigati e loro dei geni della letteratura prestati all’informazione quotidiana
    non è una questione di protezionismo ma mi sostanza: io ho visto alcuni dei tuoi geni (non necessariamentequelli che hai citato, intendo la categoria, un mix tra hemingway e wilde) al lavoro, giorni per scrivere due pagine, stracoccolati dai loro sponsor
    i veri fuoriclasse erano all’Heysel a lavorare in chiusura notturna con 39 morti fuori dallo stadio, certo non tutti o nessuno avranno scelto l’aggettivo perfetto ma alle 23 i giornali chiudevano con pezzi cazzuti e via così
    i tuoi miti sono mammolette, fichissimi lo ammetto, sempre attenti ai salotti, ai libri giusti e alle mode, ma in una tempesta verrebbero spazzati via

  12. Anonimo dice:

    La colonna di Francesco Giavazzi segnalata da Patrizia è QUI.

    Di spunti interessanti ce n’è tanti, e in generale, decentrare la produzione dei contenuti è (grazie soprattutto al web), tema all’ordine del giorno. Che va affrontato, secondo me, tenendosi lontani dagli atteggiamenti protezionistici tipo: “rubano il posto a chi si è impegnato a diventare giornalista”.

    Anche perchè sovente capita che i “non-giornalisti” siano bravi quanto i giornalisti e forse più. Esempi? Camilla Baresani, Camillo Langone, Guia Soncini sono “non-giornalisti”, e senza entrare nel merito delle opinioni, trovano editori, e svolgono li lavoro MOLTO BENE.

    A proposito di Guia: a mio avviso scrive meglio di tutti, parlo di stile non di punti di vista, eppure l’Ordine ha pensato bene di bocciarla all’esame di abilitazione. Dobbiamo aggiungere altro?

  13. paolo marchi dice:

    credo che fooding sia un marchio depositato
    in ogni modo, sono il primo a sapere che mucca e sararlo sono critici migliori di altri con regolare tesserino, io ne faccio una questione di legge e del suo rispetto, cosa che so essere ormai una barzelletta. in fondo lo potrei dire del campo di sar, di tanti bravi “dentisti” che un giorno si scopre essere al massimo odontotecnici o di avvocati che vincono le cause e non hanno mai finito l’università. io credo che se tutto viene fatto considerando come primo punto il risparmio, allora è inutile tendere alla qualità, diventa una finzione

  14. muccapazza28 dice:

    Sta per nascere una nuova rivista di viaggi quasi totalmente realizzata da Blogger.
    Ci dovrebbe essere anche una copiosa rubrica dedicata anche al food e wine, composta, se non sbaglio, da 4 pagine.
    Il titolo della rubrica sarebbe dovuto essere Fooding, se poi l’editore abbia cambiato nome, non lo so.

    Il motivo per il quale gli editori sempre più si rivolgono a dei blogger è rappresentato dai minori costi rispetto ad un giornalista professionista.
    Poi, credo che bisogni evidenziare che molti blogger sono mmigliori di tanti giornalisti iscritti all’albo, motivo per cui il quadro e i conti tornano….

    Mucca

  15. patrizia dice:

    ho dimenticato nuova, nuova versione

  16. Anonimo dice:

    Forse perchè è diretto dalla tipa di Rocca?

    PS: Che è positivo. Fino a prova contaria.

  17. paolo marchi dice:

    come li distingui? non è questo il punto, il punto è che sta passando l’idea che per fare i giornali non servono giornalisti, né bravi né coglioni, bensì gente precaria che scrive in genere tra il gratis e il retribuito poco, se poi il blogger (o chi per lui), rigorosamente senza tessera perché a certi livelli non puoi nemmeno ottenere quella di pubblicista, è bravo meglio, ma temo conti fino a un certo punto, l’importante è bloccare i giornalisti senza nemmeno stare a preoccuparsi di quelli bravi, bravissimi o cani. è come per certi lavori che a 50 anni sei vecchio, quindi sei scartato, senza nemmeno poter dimostrare se ancora vali o meno.

  18. patrizia dice:

    i secondi che hai detto.
    così si arrabbiano e quando lo fanno sono sempre un bello spettacolo.

    PS: Massimo ti sei lasciato sfuggire una notizia. Leggo dal blog di C. Rocca che sarà in edicola una versione del settimanale “Grazia”:
    “tra nuovi assunti, rubrichisti e collaboratori sono non so se otto o dieci le bloggers che ci scrivono non in quanto bloggers, ma come giornaliste di punta e a pieno titolo pur non avendo il tesserino. E’, a mia conoscenza, il primo caso di giornale mainstream che non si limita a provare a intercettare il codiddetto pubblico di Internet, ma che addirittura viene creato con forze, idee e, come direbbe Panariello, “eccellenze” nate e cresciute sulla rete.”

  19. patrizia dice:

    come distinguere Marchi un vero pirla di giornalista, da un blogger serio?
    lo stabilisce l’ordine se uno è serio o no?
    ho fretta ci ritorno su con più calmo,il mio dovere di madre mi chiama.

    ps a me la Soncini non piace, langone meno ancora.

  20. paolo marchi dice:

    per pat: il sistema è in crisi anche perché a tanti conviene che non vi siano più regole
    perché quando tutto è in vacca, e non distingui più un serio giornalista professionista dal primo pirla di blogger (e, per favore, lasciamo stare i fenomeni altrimenti bernardi ci resta male e frigna per lesa soncineria), perché pagare un giornalista?
    in tal senso ha scritto un bell’intervento Ziliani sul suo blog, sull’andazzo degli editori che non pagano (andando oltre le miserie di buffet) o pagano come e quando vogliono loro
    io non so cosa lei faccia nella vita, ma il giorno che le preferiscono una solo perché più figa o uno solo perché costa meno o porta la borsa a tizio, ne riparleremo

  21. patrizia dice:

    così forse ci va:

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2005/11_Novembre/26/giavazzi.shtml

  22. patrizia dice:

    no!
    comunque finisce con
    (gi)avazzi.shtml

  23. patrizia dice:

    faccia meno lo spiritoso e, se le riesce, legga signor Fiorillo:

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2005/11_Novembre/26/giavazzi.shtml

  24. fabio fiorillo dice:

    Si! Dai, aboliamo anche l’ordine degli Avvocati, così il popolo potrà tutelare meglio i propri diritti, ah si, poi anche quello dei medici, le operazioni ai legamenti potremmo farle tutti, basta che siamo capaci, vero?
    uhm…certo che se abolissimo anche quello degli Ingegneri sai che sfizio?tutti a progettare palazzi e ponti…mi sa mi sa che io sto con Patrizia!

  25. patrizia dice:

    Premessa: non sono una blogger, nè tanto meno sono smaniosa d’allargarmi ( anzi, fregherà a pochi, ma vorrei dimagrire), penso ugualmente che l’abolizione dell’ordine sarebbe una gran cosa.
    Non credo si diventi giornalisti attraverso una corporazione. Ovviamente non si è tali solo perchè si ha un blog e si è convinti di esserlo. Dovrebbe decidere il mercato chi vale e chi no, ma probabilmente nel nostro Paese, regno delle corporazioni di ogni tipo, non accadrà mai.

  26. paolo marchi dice:

    se non hanno il tesserino non sono giornaliste e usarle come tali è da denuncia perché rubano il posto a chi si è impegnato per diventare giornalista
    però capisco che tra editori che vogliono far sparire la figura del giornalista, come da sempre è intesa, e blogger smaniosi di allargarsi è un’alleanza quasi inevitabile

  27. pluto dice:

    kissa perke mi sa di bufala?

  28. paolo marchi dice:

    pluto ha perso un’occasione per non dire una coglionata

  29. Sararlo dice:

    Ho sbirciato solo ora.
    Per Paolo.
    Approposito di dare la notizia … all’Heysel, e ricollegandomi a un nostro malinteso di qualche post fa riguardante “un” Giornale dimenticato sul bancone di un bar….
    Ho avuto il piacere di conoscere in questi anni, colleghi che hanno condiviso la trincea con Te.
    Potrei citarti Fausto Biloslavo, oppure quello che lui considerava suo ispiratore: Lucio Lami.
    E che dire di quella splendida persona che rispondeva al nome di… Egisto Corradi?

  30. paolo marchi dice:

    scusa Patrizia, ma l’italia è un paese dove le regole esistono e vengono rispettate? dove c’è rispetto e un conseguente rispettoso confronto? per me siamo un paese bingo bongo, quindi non mi fido a priori

  31. patrizia dice:

    Non so cosa dirle Marchi, l’Italia è un paese di bingo bongo, bene. E allora? A maggior ragione dovrebbeessere forte la necessità di altre regole, il meglio, quello che lei auspica, in genere è nemico del bene, ed il bene potrebbeessere una meta raggiungibile solo se guardassimo un po’ di più al di là del nostro naso.

Lascia un Commento