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(Contro Ferran Adrià) Pro Davide Oldani

“D’O
Via Magenta 18, San Pietro all’Olmo – Cornaredo (Milano)
Tel. 02.93.62.209
Cucina 5/5
Ambiente 3/5
Cantina 4/5”
Firmano il manifesto:
Allan Bay [link].
Camillo Langone
Peperosso
…
…
…
[Corriere.it Vivimilano]
da massimo
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febbraio 28th, 2006 at 09:29
No infatti, speriamo sia juve-barcellona…
febbraio 27th, 2006 at 12:44
18 maggio?
ci mancheremo per 24 ore
febbraio 27th, 2006 at 13:59
Peccato, mi sarebbe piaciuto conoscerti! Ma non mancherà occasione, spero! Ci vai solo per Adrià o fai qualche altro ristorante in zona?
febbraio 27th, 2006 at 15:33
il mio sogno è: finale di champions il 17 a parigi, nella speranza non sia di nuovo milan-juve, il 18 sera (o il 20) Roca, il 19 Adrià e un certo cuoco-pescatore di Rosas a pranzo
febbraio 27th, 2006 at 10:47
Io invece il viaggio me lo sto organizzando…18 maggio cena al Bulli, se convinco il resto della combriccola vado anche al Celler de can Roca. Tanto non credo di dover prenotare 8 mesi prima anche per quest’ultimo, vero Alberto?!?
febbraio 24th, 2006 at 17:10
Cari Alberto e Sararlo,
la mia proposta low-cost non era purtroppo per me che devo “stà a lavurà”
; era uno spot mirato (dato che Adrià riapre proprio il 29/03) che qualcuno potrebbe acchiappare al volo.
Grazie lo stesso dei consigli che metto in bacheca per il prossimo viaggio in Spagna; e dato che si parla di Spagna mi sento di consigliare per esperienza personale per i Paesi Baschi oltre ai grandi Berasategui (per me il migliore) e Arzak, il meno conosciuto Martinez Alija che al Guggenheim fa sognare a nemmeno 60 euro.
febbraio 24th, 2006 at 11:58
Alberto, mi avevi già parlato di Roca.
Giusto per curiosità.
Hai visitato gli altri due?
In quella spedizione di Finca Bullista abbinammo il Can Fabes a San Celoni dove, tra l’altro, Santamaria era impegnato nella ristrutturazione della cucina.
Il ricordo è piacevole.
Ciao. S.
febbraio 24th, 2006 at 12:27
Si … personalmente ho trovato più “tradizionali” (passami il termine) quelli da te citati. Roca invece … grandi basi tecniche ma tanta creatività non fine a se stessa.
febbraio 24th, 2006 at 09:57
Per Sararlo:
Se fossi al posto di Leo prima di tutto andrei dai ROCA uno tra i ristoranti più sottovalutati dalle guide al mondo … uno scandalo che non abbia ancora la terza stella. Poi andrei dagli altri 2
febbraio 24th, 2006 at 10:27
Ops, scusate Alberto e Sararlo, avevo capito male.
Viva Adrià, dunque.
febbraio 24th, 2006 at 10:51
scusa Sar, volevo precisare il tuo concetto perché se c’è un cuoco che non ha mai proposto la stessa carta da una stagione all’altra è adrià, in fondo è successo così anche quando si è preso un anno sabbatico perché non era la carta dell’anno prima ma una summa di vent’anni
credo vada a onore di adrià
febbraio 23rd, 2006 at 23:46
Sembra non abbia cambiato Adrià menu Sararlo?
Non esattamente: dopo vent’anni, ha deciso che per una stagione avrebbe riproposto il meglio di due decenni di cucina, vado a memroria, credo sia accaduto nel 2003.
e sorvolando su quello che è il bulli in sé per la cucina spagnola (ha almeno una stella da quando la michelin esce in spagna, come se da fini fosse poi sbocciato marchesi e adesso operasse alajmo), adrià ha sempre cambiato proposte di anno in anno, quando in italia ci sono lobby che spacciano per geni cuochi che al massimo hyanno sostituito il basilico con la boraggine nekl pesto…
febbraio 24th, 2006 at 07:10
Per Paolo,
la mia non era una osservazione critica, se vuoi la consolazione che, a volte, saltando un anno, per fortuna non perdi il giro.
E pensare che ho un amico che ci va minimo tre volte l’anno.
Che invidia…
Per Leo.
Visto che sei nei paraggi e un po’ di tempo dovresti averlo, why not (anche) Santi Santamaria e/o Carmen Ruscalleda?
Se fossi al tuo posto …
febbraio 23rd, 2006 at 17:56
Giulia, ha ragione Alberto.
L’unica “scocciatura” di Adrià, onore al merito, è l’elefantiasi della lista d’attesa.
Comunque, sembra che, nel 2003-4 abbia tenuto la stessa carta e nel 2005 abbia fatto nuovo.
Sembra.
p.s.
Quello che ho trovato curioso, quella volta, è che, a fronte di una cucina futurista (anche nel lay.out, non solo nei “prodotti”), vi sia una Sala con degli interni, degli arredi, per cui pare di essere in una Finca e ti aspetti di veder spuntare Zorro in qualsiasi momento.
Per gli abbinamenti, a mio modesto avviso, è meglio andare direttamente a Sciampagna, e, nella Finca Bullista, lasciar perder la Ribeira del Duro…pardon, del Duero.
febbraio 23rd, 2006 at 21:47
Mmm.. low-cost…
per due piccioncini:
28/03 Partenza
Venezia-Girona
Peugeot 307 a nolo per 2 gg.
Albergo **** Melia Girona per 2 gg.
Cena a El Bulli
30/03
Ritorno Girona-Venezia
Costo volo Ryan Air 149,00 euro
Costo auto + benzina 130,00 euro
Costo albergo 130,00 euro
Costo El Bulli a piacere
Non mi sembra che sia poi una gran cifra per un paio di giorni in Spagna (volendo si può spendere anche meno)
Leothetravelagencyman
febbraio 23rd, 2006 at 16:05
minchia che bella discussione civile…la cucina e’ la cucina smettiamo una volta di farla diventare motivo di vita o di morte!
febbraio 23rd, 2006 at 16:53
Brava Giulia anche se ti devo correggere. Il “costosissimo” Adrià ha un menu all-inclusive che è circa la metà di Veyrat, Gagnaire ed allineato con i 3stellati di casa nostra (Pinchiorri escluso). Si parla di 160 Eurini ben spesi davvero.
Per Massimo : Nicola (Cavallaro) è un signore e di un collega non parlerebbe mai male. Con tutto il rispetto che ho per lui devo anche dire che non ha mai mangiato al D’O (io invece si). Per quanto riguarda i Guru giustappunto … ho parlato di grandi cuochi e di cuochi e basta. Oldani è nel secondo gruppo.
febbraio 23rd, 2006 at 16:11
1-Oldani è sicuramente un bravissimo cuoco
2-può piacere o no
3-non è una cucina che trovo personalmente attraente, ma evidentemente lo è visto il suo successo.
4-su Adrià se ne può parlare una vita, a mio parere è e sarà sempre un mostro anche di umiltà (che sempre docet di sicuro).
5- di una cosa in particolare nessuno di voi tine conto. Essere un po zoccola (che alcuni di voi chiamerebbe essere dei buoni pr in gergo meno colorito) aiuta. Il sorriso aiuta, la voglia di fare aiuta, le conoscenze aiutano, le capacità aiutano. Intenet aiuta, essere se stessi aiuta. Credetemi essere presenti conta. E poi metterci un po del proprio. E sicuramente avere la coscienza che da imparare ce n’è sempre. o no?
6- massimo sto tomobolini nun me manda niente che glie sto sulle palle ehe ehe ehe
febbraio 23rd, 2006 at 16:54
Per Adriano … guarda che la discussione è tranquilla e pacata e soprattutto interessante … la vedi solo tu strana
febbraio 23rd, 2006 at 17:15
la vede strana perchè la legge tardi ehe ehe
febbraio 23rd, 2006 at 17:16
banda di gay(per alberto)
)))
febbraio 23rd, 2006 at 17:30
Alberto, è bello sapere che c’è il menu low cost, ma ti garantisco che se anche non ci fosse, sarebbe lo stesso.
Nessuno ti punta la pistola alla tempia per andare da Adrià. Puoi startene a casa tua o andare in pizzeria.
Di certo, se parti per andare ad assaggiare 30 mini – portate innovative nel più celebrato ristorante d’Europa, sai che ti accingi a godere di un lusso, e i lussi si pagano.
Sarebbe come pretendere di pagare poco un anello di Cartier. Ma dddai, come dice Mughini….
febbraio 23rd, 2006 at 17:38
Giulia scusa ma NON E’ IL MENU’ LOW-COST … è il menù punto e a capo. Puoi spendere di + solo con le bocce (che nel mio caso sono state tante !). Il menù è unico ad un unico prezzo
Baci
Alberto
febbraio 23rd, 2006 at 17:47
disegnini?
febbraio 23rd, 2006 at 13:18
mi associo in toto a Giulia: ho letto soltanto argomenti piuttosto pretestuosi, col tono tipicamente piccato di chi si rode, contro Adrià..
mi risulta che adesso di sifoni sia pieno il Bel Paese, tra l’altro..
febbraio 23rd, 2006 at 13:41
Per Giulia.
Quoto in toto.
Non dimenticare che l’Uomo di Maranello, e non mi riferisco certo a Montezuma, ebbe a dire che gli italiani perdonano tutto tranne … il successo.
Per Paolo.
Non so se c’azzecco con l’incipit del tuo post, ma mi risulta che Massimo Bottura è stato ai fornelli di Adrià e mi pare che abbia imparato bene la lezione, personalizzandola di suo.
febbraio 23rd, 2006 at 14:56
sì, Bottura e non solo lui, anche Cedroni e Sarni per dirne due che mi vengono in mente ora, ma io mi riferisco a quelli intervistati da Langone, dei quali solo Oldani è stato al Bulli e certo non come cliente, poi ce ne sono un paio le cui parole sono delle citazioni, vedi Pierangelini, ma per il resto è il trionfo dell’invidia (e per un paio pure dell’ignoranza)
febbraio 23rd, 2006 at 15:04
Fabio, che lassù obiettavi su come erano stati riportati i voti, abbiamo corretto, grazie.
Oldani cucina bene (chiedetelo a Nicola Cavallaro, ovverosia Kitchen Stories). Il conto del D’O non induce al suicidio. Piace alle donne ma per via dell’accento non preoccupa gli uomini (pare un separato alla nascita da Aldo-Giovanni-e-Giacomo quando fanno gli “sfizeri”).
Poche balle raga, qui parliamo di cuochi mica di guru. Che quelli già ci avanzano.
febbraio 23rd, 2006 at 13:11
Allora, io lo ammetto, non ho ancora preso il mio volo low cost da Treviso per sbarcare nel ristorante high cost di Adrià. Però, se mi permettete, visto l’allure, il carisma, la personalità che promanano dal personaggio, permettetemi di dire: l’universo dei gastro -sfigati italiani è invidioso di Adrià. Sì, come gli adolescenti che ad un certo punto hanno cominciato a boicottare Nevermind dei Nirvana perchè erano diventati – a loro dire -commerciali, i presunti palati fini hanno cominciato ad lanciare strali contro Adrià. Qualcuno disse che dietro ad un critico c’è sempre un artista fallito, qui, dietro a tutta questa querelle vedo solo tanta INVIDIA.
Sì, perchè anche se siamo professionisti affermatissimi, medici, notai, magistrati ecc., ci danno fastidio il carisma e la personalità, anche di un cuoco, che dunque fa un mestiere diverso dal nostro. E allora ci precipitiamo a scoprire la band emergente, l’anti – Nirvana, e a solonizzare con i nostri amici della new sensation.
La verità è che nelle discoteche si suona ancora Smells like teen spirits, mentre i Blind Melon non li ha più cag..i nessuno.
E, permettetemi pure questo: un certo giornalista – di enorme talento – vede le persone di carisma superiore al suo come candeggina negli occhi. A buon intenditor…
febbraio 23rd, 2006 at 13:01
Pierangelini va escluso perché leggendo il pezzo penso a una citazione usata ad arte, come per un paio di altri
febbraio 22nd, 2006 at 18:19
Io non ci sono mai stato da Oldani, ci ho provato due volte a dire la verità, ma era sempre prenotato per i due mesi successivi, se andava bene, quindi, per adesso, ci ho rinunciato. Domando: ma è realmente possibile fare qualità(ricerca delle materie prime oltre che tecnicismo) a 30 euro?
febbraio 22nd, 2006 at 18:38
Da Oldani ci sono stato più di una volta e devo dire la verità siamo a livelli alti ma non ancora altissimi. Quanto al rapporto qualità prezzo, è sicuramente favorevole anche se, a cena, con un vino di medio livello siamo intorno ai 50/60 € a persona.
febbraio 22nd, 2006 at 18:52
Anche a me sembra strano un menù da € 35..ma tutto può essere..
La domanda di Alececco( però) è molto pertinente.
Qui da noi ( a Torino) le stelle vanno mediamente a € 55/60, senza contare Scabin…
febbraio 22nd, 2006 at 19:08
Io ci sono andato sabato a mezzogiorno dopo aver prenotato. Raramente ho visitato un ristorante capace di sommare così tante gaffes; vini bianchi caldi, il sabato il pranzo si paga come la cena (ma nessuno ti anticipa questo particolare), accettavano solo contanti e in sala un cameriere…diciamo da formare. Nulla da dire sulla qualità, ma qualcosa sulla quantita’ di certo.
febbraio 23rd, 2006 at 12:27
Vediamo Paolo,
Accetto lo sfida e ci provo. Vissani e Pierangelini esclusi. Colonna e Pompili credo di no … Baldassarre ?
PS Almenop dimmi se gli esclusi sono da escludere … ho un dubbio su un paio
febbraio 23rd, 2006 at 12:33
Per Sararlo,
Sicuramente sono compositori unici ed incomparabili … direi che però tutti stanno in Formula 1, l’altro è perlomeno in formula 3
PS Io da Adrià ci sono stato e ne parlo con cognizione di causa (seppur limitata dal mio palato inesperto). Secondo me tutti prima di parlarne farebbero bene ad andarci e poi ad esprimere opinioni proprie … sennò non si fa altro che alimentare il qualinquismo dilagante
febbraio 23rd, 2006 at 12:22
Quoto Alberto.
Adrià e Oldani non sono comparabili, in quanto diversi.
E’ come dire cosa sia meglio tra Alonso e un bravo Driver che vince, da qualche anno, i Rallies regionali.
O tra Silvio Piola e Ronaldo.
Peraltro non trovo neanche legittimo il paragone tra Adrià e Alajmo, o Pierangelini.
Sono dei “Compositori” (la citazione non è mia, ma Paoliniana), con un loro percorso, una loro originalità che li rende, appunto, unici (ma imitabili, o con tentativi di imitazione, come la Settimana Enigmistica).
Tutto il resto rischia di scivolare nel … qualunquismo gastronomico.
Almeno per me.
Sararlo.
febbraio 23rd, 2006 at 12:13
Caro Alberto,
io ho proposto a Massimo un paio di notizie fa di fare un giochetto, tema: dei cuochi anti-Adrià su Panorama, quanti vi hanno mangiato? Uno solo e certo non in sala, perché vi ha fatto una stagione. Chi è?
febbraio 23rd, 2006 at 12:04
Ritengo inoltre, caro Massimo, francamente eccessiva questa presa di posizione “contro” un grande cuoco, purtroppo non italiano, a cui tutti noi dobbiamo riconoscere capacità, creatività e comunque una gran parte dell’evoluzione dell’alta cucina moderna. Anch’io lo considero ultimamente un po’ “incartato” su posizioni estreme ma questo non vuole dire che va sistematicamente demolito ciò che ha prodotto da fine intellettuale culinario.
A favore poi di un discreto cuoco di provincia e niente più … smettiamola di osannare e “pompare” i cuochi de “noialtri” solo per difendere uno stupido istinto nazionalista … diventiamo critici costruttivi, aiutiamoli a crescere e migliorare ma perdio piantiamola con i complimenti leggeri, faciloni e a dir poco esagerati. Questa è la rovina della nostra ristorazione. Ci sono ben altri cuochi che meritano ben più attenzione e considerazione di Oldani … non faccio la lista sennò si farebbe notte
febbraio 23rd, 2006 at 11:56
A Davide Oldani vanno riconosciute capacità straordinarie. Una su tutte quella di aver creato un vero e proprio fenomeno mediatico. Una geniale opera di Marketing gastronomico che l’ha portato, a meno di una anno dall’apertura, alla conquista della stella Michelin. Stella che, per ovvi motivi citati pure qui, va SOLO ED ESCLUSIVAMENTE imputata alla cucina. Cucina che, io personalmente, non ritengo affatto da Stella Michelin. Una cucina pensante, con abbinamenti alle volte incomprensibili, con un sottofondo “coprente” di fondo bruno monocorde. Non ho trovato piatti che “spiccano il volo” per intenderci. Una cucina onesta, discreta, un servizio buono ma niente di più. Beh … l’alta Cucina, con materie povere o ricche che dir si voglia, è un’altra cosa signori. Continuare poi a vederlo accostato a nomi che hanno fatto e stanno facendo la storia della nostra grande cucina italiana (Marchesi, Cracco, Moroni) mi sembra francamente al limite della blasfema bestemmia.
febbraio 23rd, 2006 at 08:58
Rispondo ad Alececco e Kitchen.
A mio avviso Oldani non ha più bisogno di seguire queste strategie, ma, una volta creatosi il portafoglio clienti (fidelizzato, non modaiolo!!!), e sin qui, con i numeri si è mosso bene, deve pensare solo a lavorare applicando e sviluppando il suo talento.
Tanto il locale non è una piazza d’armi, e, quindi, dargli il giro ogni sera ai 50 o 60 coperti che si ritrova non credo sia un impresa impossibile. A pranzo credo il problema non si ponga neanche.
Trovo incongruente, in questa fase, che Oldani stia ancora al banco a fare i caffè e spero l’abbia smessa con la pippa dell’apartheid alle carte di credito… per risparmiare. Poi gli chiedi una boccia da portare a casa come souvenir e te la infila in elegante bag personalizzata con la sigla del locale.
Ergo, non credo abbia bisogno di marketing, quanto di consolidamento e relativa fidelizzazione intra.moenia dei palati che lo conoscono.
Sararlo.
febbraio 22nd, 2006 at 19:14
Se ne è discusso molto in altra parrocchia (Cfr. IDR).
La mia opinione è che Davide Oldani ha delle Buone capacità “artistiche” (intese come Culinaria Ars), forse non ancora del tutto espresse.
Senz’altro delle Ottime qualità mediatiche, ne è testimonianza l’ultimo suo affondo dove, dopo essersi imposto inizialmente all’attenzione generale con il menù a 11.50 euro, adesso è passato alla nuova “campagna” in cui propone ottimi piatti anche alla massaia con pochi euro al mercato (cfr. Gente di due settimane fa).
La mia impressione è che, se non sfodera appieno le sue indubbie qualità professionali (trovo comunque ingiustificata l’attesa di due mesi per sedersi da lui), e quindi non riesca più a cavalcare l’abbinata di trendy e bravura, possa correre il serio rischio di essere vittima del suo stesso fenomeno.
Cosa che, per la simpatia umana che mi da il personaggio, spero vivamente non gli capiti mai.
Ma questo, ovviamente, è tutto un altro discorso.
Sararlo.
febbraio 22nd, 2006 at 19:15
io un’ideuzza l’ho sempre avuta. Grande operazione di marketting?
febbraio 22nd, 2006 at 19:42
Sì Chiambretti c’entra Giulia, e credo che sulla piazza di Milano non si possa fare come sulla piazza di … Badoere (la battuta è solo per autoctoni, e non c’entra ‘na mazza, tra l’altro, era solo per stare in rima n.d.r.).
Tuttavia, ripeto, si può anche essere degli spin doctor di strategie gastro.mediatico.promozionali, ma alla fine deve esserci sostanza, o “ciccia” (acellulitica), tanto per dirla alla Cecchini.
Credo che, a questa sfida, il tempo e l’abile D’O., non siano ancora giunti a darci una risposta.
febbraio 22nd, 2006 at 22:28
Dalle mie parti si dice che non si può avere moglie ubriaca, botte piena e uva attaccata alla vigna… Effettivamente il servizio è andante con brio, la carta di credito anche, quella dei vini accennata (almeno a giugno 05) arredamento anonimo, rapporto qualità-prezzo interessante. Certamente un locale che non senti il desiderio di tornarci a breve. Operazione di marketting? Non lo so, può essere, senz’altro di marketing, e ben fatta visto che è sempre completo.
P.S. Io ho prenotato il giono prima e ho trovato posto.
febbraio 22nd, 2006 at 22:53
Interessanti tutte le risposte. Chiedo ancora: secondo voi tutta questa notevole attività di presenzialismo mediatico, quanto meno cartaceo, non rischia di ritorceglisi contro, a tendere, se non continua ad alimentarlo? Non rischia di diventare cioè schiavo di tutto questo? D’altronde non credo possa andare avanti all’infinito ad essere citato per la storia del presunto rapporto qualità/prezzo, se poi tutta questa “ciccia”, quanto meno per adesso, non c’è.
febbraio 22nd, 2006 at 23:55
mi fate paura……………………………………
febbraio 23rd, 2006 at 01:19
io dico bravo a Davide Oldani.
febbraio 22nd, 2006 at 18:04
Cauzzi?
Dov’è Alberto Cauzzi?
;0)
febbraio 22nd, 2006 at 18:04
Massimo scritto così:
Cucina 5
Ambiente 3
Cantina 4
può sembrare una stroncatura (se si considera una scala da 1 a 10).
In realtà bay ha utilizzato le stellette e credo che 5 sia il top.
per la precisione.
febbraio 22nd, 2006 at 18:05
ops