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Famelica la SIAE accampa diritti d’autore sulle ricette (stasera a Porta a Porta). Devono avergli detto che è in uscita il nuovo Ipod Video

Non è semplice ma dobbiamo riconoscerlo: Bruno Vespa è un genio. Chi altri avrebbe saputo ricavare una puntata intera di Porta a Porta dal più ridicolo degli argomenti: il diritto d’autore sulle ricette. Sentito dire? No? Peccato: noi non ne riparliamo, non ci pensiamo proprio (casomai leggete Bonilli [link]).

E però, uh, la puntata di stasera non riusciamo a vederla (precedenti impegni, tzé) malgrado vengano annunciati cuochi e ricette di gran pregio. Hey, qualcuno lì fuori che potrebbe registrare?

Che poi magari sbirciamo le ricette sullo schermo touch-screen da 3.5 pollici del nuovo iPod video! [link]

PS: Beh, appena esce insomma.

[Papero Giallo, Think Secret]

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feb  06
23
alle 06:52
da massimo

Ultimo commento:

di Elisa il 01/1/70

Caro Fiorenzo, dubito che potrai scaricarti ricette o file di qualsiasi formato tra un po'...sent...


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14 Commenti to “Famelica la SIAE accampa diritti d’autore sulle ricette (stasera a Porta a Porta). Devono avergli detto che è in uscita il nuovo Ipod Video”

  1. liloniadriano dice:

    ma che s’incu@@@@@@@@@………………

  2. Fiorenzo dice:

    Ci scambieremo ricette piratate via Bit Torrent. Oppure Emule.

  3. Sararlo dice:

    Non sono riuscito a vedere tutta la puntata, ma gran parte.
    Confesso che, a mio avviso, la cosa più interessante l’ha detta Raffaele Alajmo, ed è più o meno questa.
    Se altri Ristoratori riprendono una nostra idea o un nostro piatto la cosa non può che farci piacere; ci riteniamo danneggiati, invece, se un piatto di Massimiliano viene ripreso e riproposto su vasta scala dall’industria alimentare.
    Credo che il discorso sia ineccepibile.

  4. patrizia dice:

    perchè sarebbe ineccepibile?

    magari io non ho capito l’ironia del suo intervento sararlo e chiedo anticipatamenter scusa.

    Di cosa si dovrebbe preoccupare Alajmo o chi per lui? La disponibilità della ricetta, la possibilità di essere fruibile non garantisce affatto la riuscita del piatto. O anche i cuochi vogliono il copyright come Benedetto XVI per le encicliche, l’Angelus, e la catechesi del mercoledi’?

  5. Sararlo dice:

    Non vedo dove fosse l’ironia.
    Comunque, ripetendo in altri termini.
    Se tra Chef si riprende qualche idea l’uno dell’altro, e conseguenti piatti, si tratta di dimensioni artigianali, quindi anche con un conseguente “volume d’affari” assai ridotto.
    Se la multinazionale xy decide di mettere sui bancali degli ieprmercarti d’europa il Cappuccino di Seppie al nero, allora, moltiplicato per migliaia di cloni, l’idea dello Chef crea un ritorno economico solo per la multinazionale.
    C’è ironia in questo?

  6. Corrado dice:

    Credo che per le ricette debba valere l’ open source: sorgenti liberi per tutti e chi è più bravo guadagna. Nei piatti industriali l’ ingegnerizzazione vale quanto l’ idea di base. Comunque se gli consentiamo di commprare i diritti un momento dopo accampano pretese sulla “tua” amatriciana

  7. patrizia dice:

    credevo fosse ironico, perchè è talmente assurdo ragionare nei termini da lei posti che mi sembrava impossibile dicesse sul serio.
    a quando i diritti sulle tagliatelle di mia nonna?

  8. Sararlo dice:

    Gentile Signora Patrizia, evidentemente Lei non conosce la Cucina di Massimiliano Alajmo nemmeno per sentito dire…e penso anche di molti altri chef.

  9. Francesco Pasqualini dice:

    Quello che dice Sararlo/Alajmo lo condivido e corrisponde in qualche modo ai concetti moderni di copyright quelli delle licenze Creative Commons il cui motto e’ ‘alcuni diritti riservati’.

    In sostanza l’autore sceglie il livello di restrizione sulla prorpia opera. Livello che può essere totalmente aperto o totalmente chiuso con varie sfumature intermedie.
    Sistema che si contrappone a quello ‘classico’ della SIAE che prevede solo la limitazione totale (tutti i diritti riservati).
    In sostanza Alajmo sceglie che le sue ricette sono libere per tutti ma non ne e’ concesso lo sfruttamento commerciale su larga scala.

  10. paolo marchi dice:

    io dico solo che fare una trasmissione sul copyright senza invitare i due cuochi italiani più copiati, Marchesi e Pierangelini, è come fare del derby di Milano senza Mazzola e Rivera
    però a Roma sono felici, nemmeno sanno cosa succede nel resto d’Italia ma fa niente. A Cervere (Cuneo) Renzo (una stella e in odore di seconda) ha depositato una ricetta di lumache alla Siae ormai dieci anni fa, ma pensate sia mai stato cercato dai vespaioli salottieri?

  11. patrizia dice:

    tanto per continuare il paragone sul calcio, argomento del quale non conosco nulla (riguardo invece alle mie frequentazioni di cuochi temo proprio si doverla smentire caro sararlo), sarebbe come dire che i goal di Maradona o di Rivera, o di chi volete, opere d’atre anche quelli, debbano avere il copyright.

  12. Francesco Pasqualini dice:

    Patrizia, di questi tempi, non e’ affatto paradossale quello che dici.

    “La lobby del pallone dovrà attendere la prossima legislatura perché il Parlamento metta mano alla materia, intanto gli uomini di Murdoch hanno già investito della questione presidente e vicepresidente della commissione di indagine conoscitiva sui diritti tv, Lolli e Adornato. Si chiede di estendere il copyright alla trasmissione delle partite di calcio, in modo da sanzionare penalmente l’utilizzo delle immagini su Internet. “

    http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/calcio/200602articoli/435girata.asp

  13. patrizia dice:

    se così è, allora è proprio il caso di dire: ” mala tempora currunt”. e forse non solo per questo.

  14. Elisa dice:

    Caro Fiorenzo, dubito che potrai scaricarti ricette o file di qualsiasi formato tra un po’…sentito nulla a proposito della direttiva 2004/48 CE recepita dal governo italiano in modo alquanto proibitivo e con perfetto tempismo? e soprattutto accolta nel piu’ totale silenzio e con estremo spirito di rassegnazione dal popolo italiano, ormai capace di lasciarsi andare ad ogni supruso?
    I primi effetti si stanno gia’ vedendo, i provider si devono tutelare, altrimenti ci vanno di mezzo loro, al minimo sospetto…ne so qualcosa, lavoro in uno dei tanti ISP italiani: il mio capo ha distribuito a tutti gli ISP italiani un tool che fa in modo di bloccare alcuni siti…obbligati…e il peggio deve ancora venire…che tristezza, vero e proprio regime.

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