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Identità Golose: Paolo Marchi a nudo

Ok, siamo a Identità Golose. Motivo? Inviare corrispondenze al QG di Peperosso, possibilmente prima che Marco Bolasco, Andrea Petrini, Allan Bay… facciano altrettanto con i loro giornali. Problemi? No, affatto. O meglio, uno. Del congresso per cuochi evoluto in episodio di riferimento per l’intero settore, Peperosso ci aveva chiesto una cronaca intima. Mmm… intima ç@°#§*??? Ci siamo, esiste cronaca più intima di quella del suo progettista? Così abbiamo chiesto al giornalista Paolo Marchi di tenere un diario giornaliero di Identità Golose, pregandolo di raccontare emozioni private e retroscena, non le solite cose, insomma. E Paolo Marchi si è messo a nudo per Peperosso.

Non abbiamo visto la fiaccola olimpica passare per piazza Repubblica noi di Identità Golose. Deve essere successo alle 20.16, così recita il sito a cinque cerchi, ma a quel punto eravamo già tutti al primo piano. Il motivo? Premi, bocconi e sorsi.
Premi.
• Premio occhi di lince a quella scrittrice italiana che ha parlato per mezzora, emozionatissima, con Gad Lerner, salvo poi scoprire trattarsi del manager di una grande azienda produttrice di biscotti e amaretti.
• Premio tradizione meneghina per Wylie Dufresne e Pascal Barbot che alle nove e mezzo sono saliti in taxi alla volta di un ristorante. Preso atto della chiusura di Cracco e di Joia, hanno espresso il desiderio di mangiare come mangiano tutti a Milano. Giapponese? No, tipical old style: Trattoria Milanese di Giuseppe Villa in via Santa Marta. Stessa scelta dieci minuti dopo per Dani Garcia e Jordi Herrera.
• Premio mother and child per Petula [link], from Turin olympic: mamma Petulante ha fatto dono a Luisa amore mio di un lievito figlio. Tempo di rientare a mezzanotte a casa ed è già cresciuto di tre volte. Ci soffocherà una notte nel sonno?
• Premio freccia alata: per Mathias Dahlgren. Annulato l'Alitalia da Stoccolma sabato pomeriggio, nessuno di noi del congresso lo ha più sentito fino alle quattro di domenica pomeriggio quando ha riattaccato il cellulare. Pronto? Yes? Are you Mathias? Yes. Where are you? In my bedroom. Where, (tremanti) in Stockholm? No, in Milan. Meglio così. Poi gli verrà assegnato il vero premio chef on the road.

Bocconi: io, alla fine. Poi quelli autentici dei cuochi del Westin Palace e del Milanese Curioso, di Moreno Cedroni e Alfonso Caputo, il gelato di Grom e il cappuccio solido di Lavazza by Adrià, le schegge di grana rigorosamente padano. Su tutto sorsi di vino e di minerale.

Lunga chiacchierata tra Adrià e Bottura. Massimo: "Ci si presentava da lui alle 8.30 e si usciva venti minuti all'una. Come militari. C'era uno di Roma che non si capiva come fosse finitò lì e Ferran allora lo mise a pulire pigne e pinoli da mattina a sera. Alla fine del terzo giorno fece il bagaglio e se ne tornò a casa". Ferran: "Tu eri da me nel 2000, vero? Sì, fu l'ultimo anno del servizio mattina e sera. Adesso si arriva al Bulli alle due e se li guardi sono tutti abbronzati, quando torneranno nei loro paesi non ci rederà nessuno che siano venuti da me per lavoro. E' una vacanza. Quelli di prima li massacravo, ma se avevano stoffa come Massimo tornava loro tutto utile".

Buonanotte a me e buon mattino a voi

Paolo Marchi

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gen  06
30
alle 08:31
da massimo


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