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Rivoluzione Slow Food: risotti in busta i piatti più apprezzati dagli italiani

Semplice ma portatore di valori universali. Bello, anche un tot paraculo nell’agitare le coscienze, quello che avete appena letto è il manifesto di Slow Food [link], coscienziosamente vergato da un manipolo di avanguardisti il 9 Novembre 89. Dopo di che, un turbine di idee progetti successi amicizie sostegni agevolazioni.

Ma che ne è oggi del messaggio originale? Nel senso, la guerra contro la “fast life” è stata davvero vinta? E se non proprio la guerra, almeno qualche battaglia?

S’avanza, sconfortante, la risposta contenuta in uno studio della rivista Dimagrire [link], e riportata [link] dal sito Wine News:

Restando al presente, nella classifica stilata dagli italiani dei cibi PIU' APPREZZATI fra quelli introdotti in questi ultimi anni, trionfano i risotti in busta già pronti (28%), seguiti al secondo posto dai cereali in barrette (23%), alleato prezioso per sostituire pranzi e fast food. Al terzo posto ci sono i primi piatti surgelati (16%), ed al quarto (14%) gli energy drink, seguiti dall'acqua priva o povere di sodio (9%), alleato imbattibile contro la ritenzione idrica".

[Slow Food, Riza.it]

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Se sommate tutte le percentuali riportate, si arriva al 90%. Mi sembra evidente quindi che il ri...


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9 Commenti to “Rivoluzione Slow Food: risotti in busta i piatti più apprezzati dagli italiani”

  1. Corrado dice:

    Forse bisognerebbe tornare alla domanda: ” cibi più apprezzati fra quelli introdotti in questi ultimi anni” ora escludendo il gelato in casa con l’ azzoto liquido, cosa è stato introdotto negli ultimi anni ?

  2. Carlo Zaccaria dice:

    Questa ricerca non mi convince molto, anche perchè i risotti in busta pronti in 2 minuti sono da poco sul mercato (le campagne pubblicitarie hanno lanciato il prodotto nella tarda primavera scorsa). Diciamo che c’è grande interesse per questo prodotto, che viene venduto ad un prezzo in media sei volte superiore al riso normale.
    E i grassi idrogenati contenuti in questi risotti?

  3. Carlo Zaccaria dice:

    Aggiungerei che anche se vengono chiamati risotti, con questi a mio modo di vedere non hanno nulla in comune.

  4. Corrado dice:

    Mah, non mi indignerei tanto. Innanzitutto i sondaggisti tendono a stupire e sono come gli aruspici: quando si incontrano fra loro si sbellicano dalle risate. Poi il fatto che sia arrivato primo il risotto in busta, che comporta cuocere e rimestare e magari aggiungere qualche cosa di personale, fa sperare bene.

  5. liloniadriano dice:

    cazzo!…siamo tutti rimbecilliti!…cambio lavoro vado a fare il mcdonaldstrainer….:-((

  6. gianna ferretti dice:

    Che cosa si sa della popolazione.-campione usata nell’indagine? età, lavoro, ecc..?

  7. leo dice:

    x Corrado

    Sull’aggiungere qualcosa di personale credo che non si vada più in là di burro, prezzemolo e un po’ di parmigiano (magari Biraghi già grattato, argh!!);
    preferibili comunque i risotti in busta a quei risotti già conditi della Gallo o della Scotti (con radicchio, con tartufo ?!).

    Le abitudini alimentari odierne rispecchiano, nonostante i vari movimenti SlowFood, GamberoRosso, ecc.., la nuova famiglia italiana: la moglie/compagna che torna dal lavoro non ha certo la voglia di preparare un risotto come Dio comanda (mestolo di brodo, mescolare, rimestolo…), stesso ragionamento per i primi piatti surgelati anche se, cavolo, per fare un piatto di penne o spaghetti conditi con olio o pomodoro che ci vorrà mai ? :-)

  8. Tommaso Farina dice:

    Che tristezza.
    Ma siamo veramente manipolati dalla pubblicità?

  9. lloyd dice:

    Se sommate tutte le percentuali riportate, si arriva al 90%. Mi sembra evidente quindi che il risotto in busta è stato il “preferito”, in una ristretta lista di porcherie sue consimili.

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