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Le Calandre: ristorante OGM. Ogni Giro Meglio
Ristorante Le Calandre
Via Liguria, 1
Sarmeola di Rubano (Padova)
Tel. 049 – 630303
Calandre.com [link]
Chiusure: dal 25 Dicembre al 19 Gennaio. Dal 15 Agosto al 2 Settembre. Domenica e Lunedì.
Conto: 160 Euro, bevande escluse
Visitato: 20 Gennaio 2006
Per sapere tanto del pianeta Calandre consultate Google. Buon divertimento, l’ambito è di 300 voci circa. Se poi la curiosità vi attanaglia andate direttamente sul sito: c’è tutto. Meno che la prova su strada. Quella l’abbiamo fatta noi mettendoci di nuovo a tavola in via Liguria. Dove nessuno si sente a disagio, né i palati collaudati né quelli più casuali, pur trovandosi in un locale di altissimo livello. E’ uno dei segreti dei proprietari, i fratelli Alajmo, spiegabile con il ricorso all’ironia (l’uovo servito su cartoncino da imballo o il “Gioccadele”, con le spiritose suppellettili) e con la capacità di ribaltare i luoghi comuni (leggi il “Risotto alla Carbonara”). Il Menu, dipinto a mano da Massimiliano, uno dei migliori cuochi italiani, per capirci, è diviso in 3 sezioni. La “Carta” propriamente detta, la sezione “Grandi Classici” e “Adesso”, ossia le novità del giorno. Curioso come nei “Grandi Classici” (gli “Involtini di scampi fritti su salsa di lattuga” stanno a Massimiliano come la #1 a Zio Paperone) rientrino pure “instant classics”, come la “Carne battuta sulla corteccia”. La carta dei vini, specie di Treccani articolata in due tomi a seconda del colore, allinea tutti gli assoluti, ma non mancano note distintive, indizi di ricerca personale focalizzata sul territorio nazionale, e oltre. Ineccepibile il servizio, e però informale. Quanto basta almeno, a non sentirsi imbrigliati nel ruolo del cliente di un ristorante tristellato. Anche grazie al sorriso di Giulia Tavolaro, giovane e già brillante sommelier, e soprattutto, alla regia di Raffale Alajmo, attento sin nei dettagli al benessere dei suoi ospiti.
Parliamo di piatti, d’accordo. Di quelli che compongono il menu “Adesso”, per la precisione.

Uovo primordiale – Non potevamo che iniziare così. Dentro, impazza una jam session tra tuorlo, pancetta e parmigiano: una carbonara in fieri, tanto per intenderci. Fuori, una piccola scultura edibile, geniale e ironica nella sua presentazione.
Gamberi rossi scottati, con ricotta calda e salsa al cacao venezuelano – Cosa ci fa il cacao nell'ouverture? Il suo dovere, a giudicare da come si maritano gamberi rossi, ricotta calda e salsa al cacao. Intrigante il contrasto tra componente acida, lipida e dolce. La temperatura di servizio è talmente gradevole da evocare il primordiale liquido amiotico, dove sembra di essere tornati a sguazzare felici.

Giardinaggio – Gran botta il “Giardinaggio”. No, non un piatto vegetariano, piuttosto due cappuccetti di carne da intingere brevi mano, in tre bei binarietti di polveri assortite (cassis, rosa e lamponi), che, se Lapo li avesse incontrati prima, forse si sarebbe risparmiato qualche guaio.

Ravioli al tartufo con crema d’uovo e schiuma all’estragone – Delicato il sapore di una preparazioni a base di tartufo tra le più equilibrate che ci sia capitato di mangiare.

Risotto all’amatriciana – Poche cucchiaiate e volevamo alzarci in piedi, pronti alla "standing ovation" fosse anche in solitaria. Poi uno può sempre dire che un piatto così è la scoperta dell’acqua calda. Noi, a piatto appena spazzolato, siamo stati sorpresi da saudade, papille e "corazon" in fibrillazione.

Piccione di Sante con polenta alle erbette, uvetta di zibibbo e paté caldo di frattaglie – Un approdo sicuro se capitate da queste parti. Credeteci, non serve aggiungere altro.

Carrello dei formaggi, Crema gelata di marroni al rhun con caffè frantumato, Gioccadele – Il "Carrello dei Formaggi" è completo e tentatore, vedete voi, ma serve spazio, quasi foste il disco rigido di un computer, per archiviare la "Crema gelata di marroni al rhun con caffè frantumato" e il mirabilandia dell’anno: Il “Gioccadele”, classico gioco al cioccolato dello chef, aggiornato alla nascita - pochi mesi or sono - della piccola Adele. Lo si intuisce partendo da sinistra (un ciuccio al cioccolato) e arrivando delizia dopo delizia, a sorseggiare da una pipa (che non ci è sembrata comunque di Savinelli) 'nu poco di chocolat e 'nu poco di rhum". Forse più un omaggio alla "Bodega del Medio" che alla quarta generazione degli Alajmo.
Sararlo
da massimo
Ultimo commento:
di leo il 01/1/70
Spiega, spiega, che alla tarda età di 29 an...
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gennaio 25th, 2006 at 17:59
La presentazione dell’uovo ricorda tanto Pascal Barbot … il contenuto forse è differente. Mi intrigano tutti ma l’uovo e il risotto in particolare.
Prossimo SguidaRaduno Ca’Daffan ? Naaaaa … qui ci vuole un pepecalandrealajmoraduno
gennaio 25th, 2006 at 18:07
…beh, niente niente male…
tutti al Fort Alajmo!
gennaio 25th, 2006 at 18:25
Buona quella di Fort Alajmo…e magari nella Sala dei Cavalieri, vero?
PepAlajmo Dreaming.
Sararlo
gennaio 25th, 2006 at 18:29
possiamo organizzare una “saletta dell’imperatore” abbinato ad una “sala dei cavalieri”
a buon intenditor…
gennaio 25th, 2006 at 18:55
ok Fabio … ma nella saletta dell’imperatore ci sono solo 2 coperti ! vabbè lasciamo fuori Sararlo a mangiare con Vizzari ripreso da Porta a Porta !
gennaio 25th, 2006 at 19:25
Per Alberto.
Per me, della Saletta dell’Imperatore ne hai solo sentito parlare.
Ha “senso” andarci in due, ma ci si sta anche in quattro.
… de gustibus
Sararlo
p.s.
anche perchè…aspetta, Peperosso è letto anche nei piani alti ;o)
gennaio 26th, 2006 at 00:24
in effetti il tavolo da Peck è abbastanza grande da starci in 4…Massimo, che fai?vieni?
gennaio 26th, 2006 at 08:01
ehm,ehm,
vorrei ricordare a lor signori che la Skeda parla di Calandra,
Peck…ato non discuterne, giusto?.
Sararlo.
gennaio 26th, 2006 at 09:51
E la Giulia, à la maniera della Marini, potrebbe cavalcare la “corteccia”..dalla Joia….
gennaio 26th, 2006 at 10:05
Caro Sararlo, per tornare in topic ti faccio sapere che con la tue impressioni sulle Calandre hai suscitato in me almeno quattro peccati capitali
GOLA ça va sans dire, il primo peccato, dovuto alle tue descrizioni unite alle foto (però, che abilità !) che hanno messo in moto olfatto, sembrava di essere lì a odorare quei ravioli al tartufo; gusto, sicuramente il piccione e l’amatriciana erano l’apoteosi del gusto; e anche tatto perchè il piatto denominato Giardinaggio lo avrei pucciato nelle polverine con le mie manine.
INVIDIA eh sì, perchè non confessare una sana e malcelata invidia nei confronti di chi a pochi km. si trova un paradiso gastronomico come Le Calandre e riesce ad apprezzare tutto ciò ?
SUPERBIA quando leggo di locali come questo ho un pizzico di superbia nei confronti di chi, poveraccio, tutti i sabati sera va in pizzeria/ristorante a mangiare un branzino d’allevamento non sapendo che uscendo una volta al mese con i medesimi vil denari gli si aprirebbe davanti un mondo di prelibatezze…
ed infine LUSSURIA non poteva certo mancare: dopo un così piacevole pranzo cosa c’è di meglio di un po’ di sano divertimento sotto le lenzuola ? su questo Sararlo sarai d’accordo, spero.
A proposito, se posso permettermi una mia curiosità, eri solo o in compagnia ? e, quando sei in amichevole compagnia (moglie/compagna) ti diverti ad assaggiare anche le altre pietanze ? io sempre…
gennaio 26th, 2006 at 10:11
Per Giulia,
why not Marcuzzi? ;O)
Per Leo,
Tu sai che sono persona “morigerata” …quindi lascio a te la chiave di lettura.
Quanto a “pucciare” altrove, mai pensato di farlo anche agli altri tavoli…sai ke bella scenetta alla Nanni Loy ?
Tornando ai peccati capitali.
Alle Calandre peccare è impossibile, qui ci si bea di Alajmitudini…non so se mi spiego.
Sararlo.
gennaio 26th, 2006 at 10:16
Bè, c’è l’attiguo hotel i Maccaroni, ove si potrebbe allestire un rito orgiastico collettivo dentro un’enorme pentolone ricolmo di risotto all’amatriciana…
gennaio 26th, 2006 at 10:27
Giulia, anche senza risotto…
gennaio 26th, 2006 at 10:27
x Giulia
io scrivo di un sano e “cattolico” divertimento in coppia e te mi passi subito ad un rito pagano orgiastico immersi nel risotto ?
SPQV Sono Pazzi Questi Veneti !!
x Sararlo
“Tu sai che sono persona “morigerata” …quindi lascio a te la chiave di lettura.”
Va bene, diciamo così…
Ciao
Leo
gennaio 26th, 2006 at 10:33
Fermi Tutti.
Risotto o non risotto…chi firma poi la Scheda?
Sararlo.
gennaio 26th, 2006 at 11:04
Leo: mai sentito parlare di divertimento cattolico.
Spiega, spiega, che alla tarda età di 29 anni ci scappa pure un’illuminazione..
gennaio 26th, 2006 at 11:27
Beh, nei patronati della serenissima, prima che arrivassero le play station, un gioco in voga era lo “scondicucco”, alias, per altre regioni, l’innocente “nascondino”.
Invero, la traduzione vernacolare al suffisso “scondi” recita nascondere. Il mistero resta sulla seconda parte del termine…a meno che non si riferisse a quel particolare “cucco” che altri non è se non rustico fischietto di terracotta variamente forgiato e decorato, in voga nella tradizione folk dei colli asolani o euganei.
E daje che non si parla di piatti…
Sararlo.
gennaio 26th, 2006 at 11:45
Urge un guida-raduno in quel di Sarmeola di Rubano! Che paradiso…
Devo dire che non ho per niente amato i precedenti Giochi al cioccolato ma questo promette molto bene. Sul risotto e gli altri piatti ci sono pochi commenti…ho la salivazione sparata a mille! Se bisogna trovare un difetto è forse il prezzo dei degustazione, secondo me troppo alto rispetto al prezzo dei piatti alla carta…Comunque sempre di 3 stelle si parla.
Grande Sararlo, l’OGM (ogni giro meglio) è geniale…penso farò mio questo modo di dire!
gennaio 26th, 2006 at 11:57
Rob, grazie, ma…il Titolista è Colui che Puote, ergo M.B.
Io mi sono solo spazzolato ‘nu poco di Risotto e qualcos’altro.
(n.d.r. per la cronaca. Attenzione, a far photo, sopratutto se siete principianti come il sottoscritto, rischiate…di mangiar qualche piatto un pò freddino…).
Io non so la Tua esperienza di Gioccolato.
Siamo alla quarta versione.
A mio avviso i due migliori sono, appunto, il Gioccadele e PlayChocolat #1, millesimo 2003.
A buon rendere.
Sararlo
gennaio 26th, 2006 at 12:31
Io sono fermo al gioccolato 2004(scarsino) e al 2005(discreto)…Mi mancano i migliori dunque!
gennaio 26th, 2006 at 15:34
Caro lettore Fiorillo, qui poi, a escogitare indovinelli per sbugiardare la sua sapienza, chi ci rimane?
gennaio 26th, 2006 at 16:20
“Leo: mai sentito parlare di divertimento cattolico.
Spiega, spiega, che alla tarda età di 29 anni ci scappa pure un’illuminazione.”
Cara Giulia, non c’è bisogno di spiegazioni, leggi qui:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/01_Gennaio/26/fasano.shtml
ma anche il commento allegato di Aldo Cazzullo non è male.
poi ricorda il detto “can che abbaia non morde”.
siamo ragazzi, si sta a scherzà…