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Nostalgici di Carmencita (anche se la patatina tira)

“Se c’è la goccia è Gin” (gorgonzola Gin). “Ah! Aperol!” (Aperol Barbieri). “Chiamami Peroni: sarò la tua birra” (birra Peroni). “La pancia non c’è più” (Olio Sasso). “Contro il logorio dell vita moderna” (Aperitivo Cynar). “Etichetta Nera, il brandy che crea un’atmosfera” (brandy Vecchia Romagna). “Si oscura la vallata c’è Jo Condor in picchiata (merendine Ferrero).

Primo: WoW! Secondo: Gesu Cristo! Quanta creatività negli spot “alimentari” del passato. Dài Peperosso, non farci la predica sullo splendore delle cose passate, anzi trapassate, sarai mica rincoglionito?

Tutto può essere. Ma il confronto con gli spot di oggi è impietoso. Uno cerca il genio di Osvaldo Cavandoli [link], progettista di “MR Linea” (scarabocchio mono-tratto che si fa persona: mobile, chiacchierona, comunicativa) e dove lo trova? Dove trova il doppiaggio enigmatico di Giancarlo Bonomi, o la musica di Franco Godi che in coda trasfigurava “La Titina”, canzone di Charlie Chaplin in Lagostina (pentole a pressione)?

Hai finito Pepe? Macchè: Caballero e Carmencita “sei già mia, chiudi il gas e vieni via”, con slogan e personaggi ideati per Lavazza da Armando Testa. Il sensuale: “Pitupitum …paaah!” di Susanna-tutta-panna per i formaggini Invernizzi. Il gringo poeta che reclamizzava la carne Montana con le rime di Alfredo Danti: Laggiù nel Montana tra mandrie e cow-boys / c’è sempre qualcuno di troppo tra noi / Black Jack va dicendo che troverà il modo / di farmi sembrare un bel colabrodo / per’ se a provarci un bel dì lo costringo / vedremo chi cola, parola di Gringo”. I cartoni di Paul Campani per le caffettiere Bialetti, con il formidabile dettaglio di una bocca traformista (quella dell’”Omino Bialetti”appunto, che prendeva la forma delle lettere pronunciate). La Mucca Carolina (sempre di Osvaldo Cavandoli), Maria Rosa, archetipo della brava casalinga per il Lievito Bartolini: “Brava brava Maria Rosa, ogni cosa sai far tu qui la vita è sempre rosa, solo quando ci sei tu”. Gigante e piccoletto che camminavano in sincrono per i vini Folonari. Manodifata, aiutante siciliano del piemontese Salomone, pirata pacioccone, spassosi personaggi animati disegnati da Bonvi per Amarena Fabbri: “Cappetano, lo possiamo totturare?”. “Porta pasiensa so ben io come fare a siogliergli la lingua!”.

E OGGI?

No, dico: volete mettere? [link]

PS: per rivedere alcuni degli spot menzionati andate qui [link].

[Pagine70, Corriere.it, Anima Mia.net]

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feb  06
9
alle 12:48
da massimo

Ultimo commento:

di clarabella il 01/1/70

forse non lo sapete, ma Gabriele Muccino ha girato le pubblicità della "4 salti in padella" con ...


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19 Commenti to “Nostalgici di Carmencita (anche se la patatina tira)”

  1. leo dice:

    Tutto vero e tutto bello ma è il mondo pubblicitario che è totalmente cambiato: tutti gli spot (ma il nome non c’era ancora) elencati facevano parte del mondo di Carosello cioè un paio di minnti di storiella con il finale dedicato allo slogan pubblicitario.
    Imho, oggi con centinaia di spot giornalieri a tutte le ore non credo che un Armando Testa o un Cavandoli dedicherebbe il proprio lavoro a un prodotto così degradato, meglio mettere il proprio genio a servizio della pubblicità su cartaceo o, perchè no, sul supporto Web.

  2. Sararlo dice:

    Bello l’amarcord che credo coinvolga la maggior parte dei “lettori”.
    Tuttavia non sono completamente d’accordo con “il lettore” Leo.
    Anni fa erano molti i Registi di firma che si cimentavano nella sfida dello spot (raccontare una storia in pochi secondi), penso, tra gli ultimi, a Tornatore.
    Così come è vero che alcuni, dalla regia degli spot, sono passati poi ai lungometraggi.
    Quindi, storie, volendo, se ne possono ancora raccontare.
    Credo che, nell’alimentare, piuttosto, siano cambiate, da parte delle aziende, le strategie di comunicazione e/o anche il desiderio di investire in una forma di comunicazione che possa andare oltre il “bucare” lo schermo o “far passare” il messaggio. Se poi, nello specifico, si sia scelto il Rocco italico e qualcuno ci voglia abbinar battuta ai transitivi usati prima tra virgolette…faccia pure.
    Sararlo.

  3. chambertin dice:

    ragazzi, sarà che quest’anno ne compio 50, ma che nostalgia di Carosello e delle réclame, spiritose, ingenue,innocenti, di quegli anni !
    Qui per vendere tutto va bene e fa brodo, anche i doppi sensi volgari e sbracati sulla “patatina” di Rocco Siffredi… Che pena !

  4. Fiorenzo dice:

    Il gorgonzola con la goccia era Gim ;)
    Quanto alla pubblicita’ della patatina, ho avuto qualche difficolta’ a spiegarla al figlio quattrenne.

  5. xy dice:

    Già che siamo in tema di armarcord: e la filastrocca dei tortellini Fioravanti? Sono decenni mi torna in mente nei momenti più inopportuni, ma non ricordo tutte le strofe. Iniziava così: con tre uova di gallina, quattro chili di farina, carne uova e….
    C’è qualcuno che ricorda il seguito?

  6. Sararlo dice:

    Prima o poi a qualcuno verrà in mente di pubblicare un libro su questo aspetto della vita quotidiana ben presente, vedo, in tutti noi.
    Chissà: Lupetti, Franco Angeli, mi sono sempre sembrati gli editori più attivi in questo senso.
    A meno che qualche editore vicino a Peperosso…
    Sararlo.

    p.s.
    Non dimentichiamo il Miele Ambrosoli, o la Stella di Negroni, precursore degli spaghetti western con i … Brutos!

  7. lorenzo di Pianogrillo dice:

    …prosciuttini ecco pronti i tortellini, sono buoni sono tanti tortellini fioravanti.

    Voilà.
    Servito.

    Questo la canto al mio tappo -quattroanni- per farlo ridere.
    (Lui ha già capito che padre si ritrova…quindi non protesta, ride e finge di divertirsi, cucciolotto)
    Un giorno capirà, temo.

  8. iltrinciante dice:

    peperosso ti sei dimenticato della grappa bocchino sigillo d’oro, nero boh… nemmeno ero nato

  9. Gourmet dice:

    E la Mitica Susanna.. tutta panna???
    ;-)

  10. giulia m. dice:

    x i nostalgici dei mitici anni 70, date un occhio al sito http://www.pagine70.com
    ;-)

  11. leo dice:

    Sararlo, scusami la filosofia “spicciola” ma erano le 13.00 e i tortelloni al pomodoro si raffreddavano.. :-)

    Esistono già vari libri che analizzano l’aspetto della pubblicità di quel periodo, specialmente Carosello, ne ho un paio, uno uscito qualche anno fa in libreria e uno uscito solo in occasione di una mostra tematica sulla pubblicità a Milano, ambedue molto interessanti.

  12. Sararlo dice:

    Ciao Leo, li ho presenti.
    Mi riferivo, nello specifico, ad una eventuale monografia riferita solo al “food”.

    p.s.
    Non per farmi i fatti tuoi, ma…
    Tortelloni Rana e Pummarò… Cirio?
    Per la Grappa non chiedo, potenza del subliminale pubblicitario… e vedi sopra…

  13. giulia m. dice:

    x iltrinciante
    io c’ero, ancora infante:
    era il sigillo nero
    mitico mike!

  14. leo dice:

    p.s.
    Non per farmi i fatti tuoi, ma…

    Ecco, appunto… :-))

    Tortelloni sicuramente industriali (Fini, Casini ??) ma pomodoro rigorosamente fatto, passato e imbottigliato in stagione (mi dicono che non si potrebbe fare più per ragioni igieniche, mah !)

    Tornando in topic il periodo a cui ti riferisci, dopo quello di Carosello, è quello della fine anni “80 inizio “90 quando anche Fellini si cimentò (remember Rigatoni ? ma sempre per Barilla anche Ridley Scott, David Lynch e il da te ricordato Tornatore) nella da lui odiata pubblicità: secondo me molti si gettarono in quel mondo per motivi “alimentari” o perchè, come era successo nel periodo del boom dei video musicali, poteva essere anche quella una nuova forma d’arte.
    Oggi senza toccare il buon Rocco (no, meglio non toccarlo) mi pare che di pubblicità d’autore ce ne sia ben poca, raramente mi capita di fermarmi a guardare uno spot (forse quelli del Bilboa in estate ma non so perchè…)

  15. Pia dice:

    Vedo che ci troviamo tutti più o meno “nel mezzo del cammin di nostra vita” (almeno, speriamo … 8) )
    E il formaggino Mio (con le figurine cangianti nella confezione), il miele Ambrosoli …
    Tra i non gastronomici: Ubaldo Lai e il pelato della brillantina Linetti, Calimero e l’olandesina, la famiglia di babbut, mammut e figliut …
    Se ci penso un po’ sono sicura che mi tornano in mente tutti ;-)
    Però se non dicevate che quello della patatina è Rocco Siffredi, da sola non l’avrei mai capito.

  16. Sararlo dice:

    Sai Leo,
    concordo in pieno con quando tu dici.
    Da parte mia torno alla riflessione iniziale.
    Sono meno “sensibili” i talenti cinematografici, o le aziende hanno una “sensibilità” diversa e quindi fanno un investimento molto mirato al sodo (non c’è nessun riferimento, nel caso, a Rocco Esse), senza preoccuparsi dell’aspetto artistico?
    Anche perchè, e qui mi viene mente il tormentone stile anni ‘70 dell “892-892″, in effetti, un messaggio pubblicitario deve rimanere impresso, che poi sia artisticamente bello, forse, è un altro paio di maniche.
    Approposito di patatine, quelle vere, “ancora una e poi basta, ancora una…” erano le Pai ?
    Sararlo.

  17. leo dice:

    Approposito di patatine, quelle vere, “ancora una e poi basta, ancora una…” erano le Pai ?

    Confermo

    Leo

  18. leo dice:

    “Confermo”

    mi sono accorto che scritto così sembro il giudice di Passaparola :-( , un po’ spocchioso…

    confermo perchè ho consultato i sacri testi :-)

  19. clarabella dice:

    forse non lo sapete, ma Gabriele Muccino ha girato le pubblicità della “4 salti in padella” con la perfida nonnina.

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