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Una settimana di commenti

• San Valentino: mmm… Peperosso non lo ama. Dà i, è la festa dei fiorai e dei ristoratori! Di quelli stellati mica tanto, il loro tutto-esaurito è spesso apparente. Abbiamo allora immaginato [link] di chiamarli tentando la missione impossibile: prenotare un tavolo proprio per la sera di San Valentino (ma con nomi fasulli tipo: Vizzari e Bonilli). Il tono dei commenti è divertito, ma un paio di lettori insinuano. Alberto Cauzzi [link]: “Proporrei a Peperosso di cenare al lume di candela all’Osteria del Povero Diavolo. E’ un paio di giorni che il cuoco Agostini ha lasciato. Ci saranno tutti i tavoli liberi”. Rob78 [link]: “Al Povero Diavolo c’è stato alcuni giorni fa un mio amico-palato fidato che non sapeva del cambio di chef. Dice di aver mangiato in modo ignobile!”.
• Continua il tirassegno sul cuoco spagnolo Ferran Adria’, bersaglio di certa critica gastronomica italiana dopo la divulgazione del suo decalogo. Ultimo in ordine di tempo (dopo a-hem… Peperosso e Panorama) è Il Foglio, dove Camillo Langone, tra misticismo e culinaria, ci va giù duro [link]. Come fa lettrice Sigrid con la sua colonna [link]: “Il pezzo di Langone prende a pretesto il decalogo, semplice e nemmeno tanto presuntuoso, per scrivere una inutilissima tirata barocca, infarcita di allusioni pseudo colte e di strane sbavature per chi scrive di cibo (il testo non è stato svelato a Milano, Leeman, il cuoco del ristorante Joya di Milano, non è vegan bensì vegetariano. Insomma, ecessivamente iperbolico, arrogante e retrogrado”.
• Da tempo volevamo occuparci di Vinzia Di Gaetano della casa vinicola Firriato [link]. Vinzia chi? La sexy proprietaria del marchio (Firriato, appunto), che con il suo fascino fiero, ardente, e sudista, ha suggerito l’accostamento tra la sua immagine e i vini della griffe. Peccato si sia fatta prendere la mano, esponendo più che altro biancheria e cm. di pelle. Ma il lettore Alececco non si fa distrarre dal sex appeal [link]: “Va bene la bellezza della signora e la sua abilità nel marketing, ma i vini. Lasciamo perdere va, soprattutto il Camelot, che più che un vino da bere è una mellassa da spalmare sul pane”.
• Il Gambero Rosso per la sua guida va al celebre ristorante Dal Pescatore di Canneto sull’Olio (Mantova), e tra le altre cose scrive: “Vi sentirete importantissimi e le attenzioni che vi riserveranno le ricorderete a lungo”. Replica il manuale di sopravvivenza gastronomica Arcimboldo: “la sera in cui abbiamo cenato dal Pescatore si è verificato un episodio che non ci ha fatto sentire per nulla importantissimi, anzi piuttosto diversi dagli altri commensali” [link]. I lettori di Peperosso si schierano: chi dalla parte dell’editore romano (la maggioranza), chi dalla parte di Arcimboldo. Ma sono altre le cose che la lettrice Giulia Gavagnin vuole puntualizzare [link]: “Io, come cliente, non mi sento, ma “SONO” importante. Devo mica essere legittimata da un cicisbeo in livrea”.
• “Indietro McDonald’s: free Turin!” è la serie di Peperosso che ogni giorno – per tutti i giorni dei giochi olimpici – oppone al ristorante globale, le migliori insegne di Torino. Mercoledi tocca all’Osteria del Salsamentario [link], approdo sicuro per assaggi di cucina piemontese e piatti di pesce, che si trova in via Santorre di Santarosa 7B, tel. 011 8195075. “Wow, è proprio vicino a casa mia!!!” [link], commenta entusiasta da Torino il lettore Alemu. Proprio vero, internet = villaggio gloCale.
• Dopo il ritorno della pandemia sulle prime pagine dei giornali, Peperosso titola: “Allarme Aviaria ogni 3×2″ [link]. E (ri)pubblica le FAQ a-hem… FAC (Facciamo Anzitutto Chiarezza, appunto) proposte lo scorso 29 Ottobre. Ma il lettrore Corrado, enigmatico, si chiede [link]: “Esiste veramente l’ aviaria ? Non è che qualcuno, con la scusa della prevenzione, sta facendosi molta pubblicità , qualche affaruccio, cercando di mettere in crisi un noto paese suo competitor mondiale?”.
• Ristagnava, in attesa di essere ripresa, la serie di Peperosso intuitivamente (si spera) titolata: Il cibo spiegato ai primati [link]. Fino a che abbiamo parlato di olio extra vergine, a cominciare da quello Ibleo [link]. Raccontando, sì insomma, provandoci, il “Dove”, il “Come”, il “Quanto” (costa) e compagnia cantante. Senza lesinare consigli: Pianogrillo, Furgentini, ristorante Il Duomo, cantina Gulfi. A cui si sono aggiunti quelli della lettrice Giulia M. [link]: “Spezzerei una piccola lancia in favore dell’olio “Primo” Dop 100% tonda Ibea dei frantoi Cutrera [link]. Il premio più recente? La medaglia d’oro al concorso “L.A. County Fair Olive Oil World Competition Los Angeles 2005″. Ma soprattutto un buon rapporto qualità prezzo.
da massimo
Ultimo commento:
di paolo marchi il 01/1/70
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febbraio 18th, 2006 at 13:49
Pepe Massimo nostro, perché non fai un indovinello dei tuoi sui cuochi intervistati da Langone su Adrià e chiedi ai lettori di indovinare quanti vi hanno mangiato? Intervistati, ti abbuono quelli citati attraverso i ritagli.
a me risulta uno solo e in fondo nemmeno lui vi ha mangiato da cliente, bell’e seduto in sala da pranzo, perché in verità vi ha lavorato per una stagione (e non per un più corto stage)…