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Esclusivo: “Imputato si alzi!” – Intervista a Edoardo Raspelli. Seconda Parte

Prima parte [leggi].

Peperosso – Raspelli, torniamo sui contenuti di Buffet. Dovessi per una volta fare il critico di te stesso, come li definiresti?
Edoardo Raspelli – Molto buoni, non ti pare?

Peperosso – Interessa il tuo parere…
Edoardo Raspelli – Abbiamo messo a segno scoop importanti. E’ vero, come ho letto su Peperosso [leggi], che il primo a parlare di bresaola della Valtellina ottenuta da carne congelata di zebù è stato Francesco Arrigoni (giornalista del Corriere della Sera) ma lo ha fatto nel suo piccolo sito (anche su quello di Enotime.it, ndr). Buffet non era un piccolo sito, eppure ha avuto il coraggio di trattare diffusamente l’argomento.

Peperosso – Non solo quello…
Edoardo Raspelli – E dove lo mettiamo lo speck dell’Alto Adige ricavato dai maiali di mezza Europa? E la strana provenienza del salame di Mortara? Sono forse cose che trovi scritte in altre pubblicazioni di settore? E la “Nocciola tonda gentile delle Langhe” brevettata in Argentina?

Peperosso – Non ne sappiamo niente.
Edoardo Raspelli – Allora nemmeno tu leggevi Buffet?
Peperosso – I primi due numeri, diligentemente. Comunque, di cosa si tratta?

Edoardo Raspelli – Abbiamo scoperto che da alcuni anni “qualcuno” ha registrato il marchio “Tonda Gentile delle Langhe” in Argentina.
Peperosso – In Argentina, che significa?
Edoardo Raspelli – Significa che si possono chiamare “Tonda Gentile delle Langhe” le nocciole raccolte laggiù. Pare che a registrare il marchio sia stata la… Ferrero (Nutella). Da cui non abbiamo ricevuto risposte, malgrado le numerose email.

Peperosso – Giornalismo di denuncia, insomma?
Edoardo Raspelli – Il mio sogno è fare in televisione un (Gastro)Report (Report è il programma in onda su Rai3 curato da Milena Gabanelli). Mica vendere magliette o far la corte ai cuochi come usa adesso tra i critici gastronomici, il cui destino invece, è di essere soli. Comunque, le recensioni dei ristoranti erano ben fatte. E pagavamo regolarmente i conti. Cosa che in Italia facciamo in tre: io, Tommaso Farina e Marco Gatti.

Peperosso – Altro da dire su Buffet?
Edoardo Raspelli – Tanti hanno affermato che la grafica era bulgara. Io di bulgaro conosco l’ottimo yogurt, ma di grafica davvero non me ne intendo. Erano cose di cui si occupava l’editore.

Peperosso – Immagino tu abbia seguito le polemiche sul “Manifesto” del celebre cuoco spagnolo Ferran Adria’. Uno che a occhio, dovresti conoscere…
Edoardo Raspelli – Il genere di cose che mi allontanano dalla gastronomia. Ma dico io, è di simili STRONZATE che i ristoratori devono preoccuparsi, o dei loro locali vuoti? Dei decaloghi o del tutto-esaurito in posti tipo Dal Bolognese? Io avevo stroncato Adrià in tempi non sospetti, e non per farmi notare. Pretendeva che mangiassi i semi di peperoni, che in Italia, come sai, finiscono nella pattumiera. Guarda, allora era meglio la “Nouvelle Cuisine”, almeno riuscivi a mettere qualcosa sotto i denti!

Peperosso – Per concludere, la tua immagine esce ridimensionata dall’esperienza di Buffet. Te ne rendi conto?
Edoardo Raspelli – Può essere. Certo, all’editore di Quotidiano Nazionale andrebbe chiesto perchè, per la campagna pubblicitaria dei suoi giornali, abbia scelto un testimonial come me. Inoltre, i miei colleghi non portano avanti da 8 anni una trasmissione televisiva di successo come Mela Verde.

Peperosso – A proposito, l’inevitabile ultima domanda: progetti per il futuro?
Edoardo Raspelli – Un libro per Mondadori.
Peperosso – Puoi dirci di più?
Edoardo Raspelli – No (sghignazza…). Sarà un libro che riprendera il concetto a me caro delle tre “T”: terra, territorio e tradizione…
Peperosso – A ognuno il suo, Berlusconi le tre “I”…
Edoardo Raspelli – Qualcuno ha anche tentato di appropriarsene, ma stavolta finisce male. Comunque, suggerisco ai ristoratori di riproporre i piatti della tradizione italiana che le donne non cucinano più.
Peperosso – In bocca al lupo.
Edoardo Raspelli – In culo alle balene!

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mar  06
3
alle 04:21
da massimo

Ultimo commento:

di il 01/1/70

Non stiamo litigando. La discussione con Muccapazza è civile e spero, una volta tanto, argomenta...


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58 Commenti to “Esclusivo: “Imputato si alzi!” – Intervista a Edoardo Raspelli. Seconda Parte”

  1. Nando dice:

    Signori, per fortuna che è un blog, se fosse un forum sareste tutti già bannati…
    Per gli insulti personali non potreste usare mezzi privati?
    Per la sagra del rimbrotto verso Raspelli, dato che lo conoscete, non potreste alazare il telefono e dirgliene quattro?
    magari sarebbe più utile che spalare e spalare per nulla…

  2. chambertin dice:

    alle cose pratiche penseranno gli avvocati, mentre raccontare la vicenda Buffet ed i comportamenti dello “sgarante” e del suo amico editore penso sia comunque molto istruttivo…
    Anche per evitare, in futuro, che qualcun’altro venga buggerato…

  3. paolo marchi dice:

    a parte che sto lavorando, ma visto che sei pigro mi darò da fare. volevo essere d’aiuto per quella che mi pareva una banalità, cavolicchio ma se nemmeno leggi le cose che ti riguardano, devo forse tenere io il tuo archivio?

  4. muccapazza28 dice:

    Bernardi conosci perfettamente l’importanza dei link e dovresti sapere che un link inserito nei commenti non ha la stessa valenza di un link inserito all’interno di un testo. Io stesso l’ho imparto da te, per esattezza quando sei andato a chiedere giustizia nel blog di Bonilli che pur avendo parlato di peperosso aveva omesso il link. Ricordo che a Bonilli chiesi il link con tanta insistenza che riuscisti ad ottenere la bellezza di 6 link in un solo post. Anche nel blog di Bonilli basta lasciare un commento per avere un collegamento al proprio blog quindi, che bisogno c’era di stressarlo inutilmente per ottenre un link?

    Uhhhh, chissà cosa avrò meritato per essere linkato su peperosso, Bernardi, siamo obiettivi. Tu non sei il tipo che fa nulla per nulla. Ed i tuoi link, in particolare i primi che elargisci nei confronti di qualche nuovo blogger hanno un unico fine:”quello di imparare a conoscerci e successivamente, essere arruolati per peperosso, per avere articoli che ti aiutino a farcire e rimpolpare quotidianamente questo spazio”. Per il momento, a quanto pare, sono l’unico che ha declinato la tua offerta di collaborazione.

    Non sono stato ripreso da Bonilli per l’uso spregiudicato degli auto-link su peperosso. Quello che citi era il mio primo commento che lasciai qua, quindi non parlerei di uso spregiudicato degli auto-link visto e considerato che non esistevano miei messaggi precedenti in questo spazio ma è quello che cerchi di far credere. Semmai, Bonilli, a differenza di te, cercava di far credere che avessi mosso delle obiezioni sul gamberorosso solo per ottenere pubblicità gratuita. Io stesso quando vidi il mio primo messaggio pubblicato su peperosso rimasi sorpreso per come veniva messo troppo in evidenza il link del blog. Ero abituato a piattaforme quali splinder o blogspot, non potevo immaginare di trovarmi in un sito camuffato da blog. Ne penso che me se possa fare una colpa a me se quando lascio un messaggio il link compare in versione Station Wagon.

    Per quanto riguarda la tua premessa stronzetta, sei liberissimo di fare quello che ritieni opportuno a casa tua, ma non fare come Raspelli che ha provato a rifilarci del Tavernello.

    A presto,
    Mucca

  5. Anonimo dice:

    Manteniamoci logici se possibile. A metterti in mezzo sei stato tu Marchi, ricordi?

    “Pat, dopo il ritratto che Mucca ha fatto di Bernardi mi stupirebbe se fosse linkato”.

    Prendo atto che non vuoi riassumerlo. Mucca, ti andrebbe di farmi la cortesia? Se possibile limitandoti alle accuse, così facciamo prima?

    Per esempio, estraendo da qui sopra.

    Accusa (Muccapazza)
    non hai messo collegamenti (link) al mio blog, pur avendo parlato di me in un certo messaggio.

    Risposta (Peperosso)
    premessa stronzetta — ognuno a casa propria fa come crede. Però, dato che non sono stronzetto, puntualizzo 1) che per avere un link su Peperosso basta lasciare un commento. 2) che da me, di link ne hai avuti diversi: 1 [link], 2 [link], 3 [link]. 3) Che sei stato ripreso persino dal tuo idolo (Bonilli) per l’uso spregiudicato degli auto-link su Peperosso [link] 4) Per accuse a Sigrid del blog Cavoletto di Bruxelles rivolgersi a Sigrid del blog Il Cavoletto di Bruxelles.

    PS: mi sono dilungato, scusa.

  6. muccapazza28 dice:

    …a proposito di Foodies.
    Tombolini a me non mi ha mica inviato i miei 200€ da spendere nella dispenza della San Lorenzo….

    I buoni non mi interessano, però mi farebbe piacere sapere se sono stato l’unico a non esser stato premiato o ci sia qualche altro untore a cui i buoni non siano stati spediti.

    Mucca

  7. chambertin dice:

    ma vaffan… bella gente ! Siamo tutta gente che sta cercando di fare informazione in modo diverso da quello paludato e conformista di gran parte delle riviste su carta patinata o in qualche caso su Internet e ora stiamo qui a litigare ?
    Muccapazza28 non puoi attenuare le tue ruvidezze ed il tuo modo, un tantino insopportabile, di dare in faccia agli altri quello che non ti piace ? E te lo dice uno che la mano pesante l’ha usata, la usa e la userà, non una mammoletta…
    Possiamo rinunciare, un pò tutti, ed io per primo, ai nostri egoismi-protagonismi-tendenze a sentirci l’ombelico del mondo, e cominciare a dialogare seriamente?
    Questa vicenda Buffet pone una serie di questioni serie sull’informazione enogastronomica in Italia e sulle sue miserie e degenerazioni: vogliamo affrontarle seriamente ?
    Prometto, se riesco in giornata, un post sul mio blog, o anche qui, se Massimo si sente di ospitarlo, per mettere meglio a fuoco ciò che intendo dire. Nell’attesa, basta lanci di schizzi di m…a tra mucchepazze, pepirossi, patrizie e paolimarchi.
    Se poi qualcuno arrivando qui sente aria di “precotto”, beh, che se ne torni e resti nella sua Riviera Ligure, dove l’aria é sicuramente fresca e rarefatta, proprio come certe osservazioni, leggerine e impalpabili, che lo contraddistinguono. Ovvero: l’insostenibile leggerezza di certi “blog”…

  8. Anonimo dice:

    Accuse

    Muccapazza: “A te il mondo della ristorazione intesa come cucina e vino non interessa”.
    Peperosso: Toh, 20 anni che ci lavoro e non me ne ero accorto. E poi scusa, chi sei tu per sostenere tesi del genere, mia sorella?

    Muccapazza: “Su Peperosso non ho mai letto nessun articolo scritto da te, o meglio, senza aver riportato una notizia già fornita da qualcuno”.
    Peperosso: Ripassa l’abbecedario del blog, Pietro: “i contenuti dei blog possono essere autoprodotti, ma più spesso sono brevi e salaci commenti al contenuto vero e proprio, accessibile attraverso link – che è esterno, e prodotto soprattutto da media tradizionali”. Ciodetto, in questo caso rispolverare il ritornello: ognuno del suo blog fa quel che vuole, mi pare appropriato. Da ultimo: sostenere che nell’ultimo anno, scrivendo 4 o 5 messaggi giornalieri, non abbia prodotto niente di “originale” (nel senso di mio) è velleitario. Esempi a random: 1. [link], 2. [link], 3. [link], 4. [link], 5. [link], 6. [link], 7. [link], 8. [link], 9. [link], 10. [link].

    Muccapazza: “i pezzi che sei stato capace a confezionare con le tue manine sono stati i report in cui eri inviato a Dire Fare Mangiare e Squisito, e personalmente li ho giudicati peggio della mondezza”.
    Peperosso: se proprio devo dare giudizi non uso questa terminologia, non mi permetto. E sì che potrei, a partire dalla sintassi della tua frase. Di nuovo: non ti pare presuntuoso ergerti a giudice unico di quelle corrispondenze (peraltro piaciute a editori e giornalisti)? Liberissimo di dire che a te non piacciono, se possibile senza offendere. Ti risponderei allora che sto provando a raccontare la gastronomia in modo diverso. Non credo sia un reato.

    Muccapazza: “non lasci mai commenti nei blog delle persone con le quali condividi interessi, passioni e hobby”.
    Peperosso: e questa che accusa sarebbe? Comunque, l’ho sempre fatto, di recente ho avuto meno tempo.

    Spero ci sia altro.

  9. muccapazza28 dice:

    Cara Patrizia,
    Sicuramente le sue letture e le sue misteriose frequentazioni gastronomiche non mi riguardano ma certe volte aiutano a comprendere quale sia il background eno-gastronomico che si possiede. Credo che non ci fosse nulla di male nel porle quella domanda, almeno considerando che i suoi scritti raramente sono carichi di contenuti in merito ai post che li originano.

    Il mio stile di scrittura è volutamente così: ributtante. In questi anni ho maturato che sia molto più facile sbeffeggiare, distruggere o declassare il ristorante e lo chef di turno piuttosto che essere capace di costruire qualcosa di interessante attraverso l’informazione, il dibattito o le segnalazioni.
    Uno stile di scrittura ributtante, che sicuramente a molti potrà risultare noioso, aiuta molto a selezionare il pubblico al quale ci si vuole rivolgere. Personalmente preferisco rivolgermi a 4 gatti dal palato super selezionato, io la considero una scelta molto esclusiva. Vede, ritengo che il mondo dell’enogastronomia non sia per tutti, il cibo e il vino se eletti alla popolarità della massa piuttosto che ottenere successo mieterà vittime. Il passato insegna, pensi a Grand Gourmet quando da bimestrale tentò la strada del mensile. O per farle un esempio più recente e in topic con il post guardi cos’è successo a Buffet che come rivista e contenuti si rivolgeva ad un pubblico senza background gastro culturale.

    Lei sarà pure libera di non parlare di cucina, vino e ricette di cui, stando alle sue stesse parole, alla sola lettura trova decisamente soporifere però dai commenti che lascia tutto sembra tranne che addormenta. Io se una cosa la trovo noiosa non ci perdo tempo e risorse che potrei impiegare in altri hobby ma non mi sorprende della sua posizione. Nei forum o nei gruppi di discussione è pieno di gente che interviene perennemente OT. Prendo atto che le piace comportarsi come una Troll. Liberissima di farlo.

    Le mie polemiche su Foodies se permette erano ben argomentate e mai come quella volta ti posso assicurare di essermi fatto tante di quelle risate che quasi me la facevo addosso, è stato divertente. Cmq, foodies mi ha aiutato a capire meglio tanti personaggi che non conoscevo.

    Lei è liberissima di dire quello pensa di Marziani, nella stessa identica maniera sono libero io di valutare lo scritto di un giornalista eno-gastronomico, se le mie osservazioni non le garbano francamente non mi interessa, e le spiego anche il perché: semplicemente non argomenta mai le sue opinioni e non è in grado di mettersi in gioco con il suo sapere e le sue esperienze. Per quanto mi riguarda da quanto da lei stesso affermato: “Le rispondo solo che in genere preferisco prendere altre posizioni” la ritengo liberissima di prendere tutte le posizioni che vuole, semplicemente prenderò atto della sua irrefrenabile fantasia.

    Non ho mai avuto dubbio che lei potesse appartenere a quella vasta categoria di penne e pennette che pur scrivendo di gastronomia percependo un compenso son riluttanti nel dichiararsi giornalisti eno-gastronomici. In realtà era riferito ad una vasta categoria di personaggi che andavano a sommarsi a Vizzari, Bonilli, Raspelli, Marchi, Massobrio, Gatti, Farina, Paolini, Cremona. Lo scritto era talmente chiaro che mi sorprende che abbia pensato che fosse riferito a lei. Tra l’altro sarebbe bastato leggere poco più sopra un commento di Marchi per capire a chi si riferissero le penne-pennette.
    Cara Patrizia, lei sarà pure libera di prendere tutte le posizione che desidera e che più la soddisfano ma francamente se c’è qualcuno desideroso di farsi notare mi sembra che sia lei.

    Fatti, non pugnette è il titolo di un post in tema con le attuali dichiarazioni di Raspelli e l’autore che lei stessa definisce un idiota è Stefano Bonilli, il direttore del Gamberorosso.
    Vede cara Patrizia, non è che i critici blasonati o le mezze calzette non abbiano altri argomenti di cui discutere, deve sapere che se si ritrovano in un sito che tratta di eno-gastronomia, lo fanno perché è di quello che vogliono discutere.

    A presto,
    Mucca

  10. patrizia dice:

    evvabbè spiego ( devo avere un sacco di pazienza oggi), io ho detto:
    “Ridicolo poi la mucca quando pretende che io citi gli articoli di Michele, per quello che ne sa lui di me io potrei esserne anche la moglie ;-)
    C’era pesino la faccina, era ironico.
    Non mi pare ci sia molto da spiegare, ma tant’è: era per dire cosa ne sa mucca di come e quanto conosco Marziani? Era per dire lo conosco bene, conosco bene quello che scrive per tante ragioni che non devo spiegare, almeno credo. Magari Mucca non si è accorto che “appunti di viaggio”, il blog di Michele è likcato in home page di peperosso. Il suo “gastronomo ributtante” invece no.
    Liloni lei non ha bisogno di risposte è sempre uguale a se stesso. come dire? monotematico? che sia una mania? sa… si curano anche quelle.

  11. liloniadriano dice:

    cara patrizia la faccina l’ho messa anche io!….io al limite sono monatematico …ma non e’ vero!!! ho molteplici interessi e qualcuno qui lo sa…non se la prenda per un giullare se la prenda col re desnudo…..
    saluti calorosi adriano …mi chiami pure adriano….eh eh eh

  12. liloniadriano dice:

    cara patrizia la faccina l’ho messa anche io!….io al limite sono monatematico …ma non e’ vero!!! ho molteplici interessi e qualcuno qui lo sa…non se la prenda per un giullare se la prenda col re desnudo…..
    saluti calorosi adriano …mi chiami pure adriano….eh eh eh

  13. paolo marchi dice:

    Pat, dopo il ritratto che Mucca ha fatto di Bernardi mi stupirebbe se fosse linkato

  14. gigio dice:

    SOLOCALCIO altra rivista di Europress ma con Marino Bartoletti come garante ha fatto di meglio : 5 numeri prima di chiudere. Chissà se per i pagamenti i collaboratori calcistici sono stati più fortunati di quelli gastronomici ?

  15. paolo marchi dice:

    il primo numero di solocalcio puntava tutto su torino e genoa in serie A… stupisce sia durata così a lungo

  16. gigio dice:

    leggendo la risposta di raspelli a peperosso “Precisiamo. Non sono mai stato il direttore di Buffet. Ero il responsabile dei contenuti” penso che più che essere iscritto di diritto alla categoria dei gastro-gonzi debba essere iscritto alla categoria dei comici. Sia lui che l’altro fenomeno marino bartoletti garante di SOLOCALCIO – altro pluritrombato in tutti i settori -televisione, radio e stampa – possono sopravvivere solo grazie alla memoria corta dei telespettatori, radioascoltatori e lettori, fossero imprenditori sarebbero fuori dal mercato da un pezzo !

  17. Filippo Ronco dice:

    Signori, sembra la sagra del precotto. Buonanotte.

  18. muccapazza28 dice:

    E’ abbastanza semplice la risposta. A te il mondo della ristorazione intesa come cucina e vino non interessa, o meglio, ancora non ho capito se tu capisca qualcosa di food & wine e soprattutto, cosa ti possa legare a un mondo che sembra molto distante da te anche se una mezza idea ce l’ho.

    Su Peperosso non ho mai letto nessun articolo scritto da te, o meglio, senza aver riportato una notizia già fornita da qualcuno insomma non hai mai creato una notizia con le tue mani se non qualcosa già detto da altri. Certo, recentemente hai realizzato l’intervista di Raspelli che tuttavia non era difficile da realizzare considerando quanto fosse precedentemente emerso nel web, quindi sapevi già come farcire il tuo pollo di bresso.

    Vedi, a differenza tua, ci sono personaggi come Elisa delle Curiosità Golose, Enrico di Coock’s nest, Ziliani del Taccuino di Franco, Bonilli del Papero Giallo o Marchi di Identità Golose che creano notizia girando, assaggiando ed esprimendo un opinione rimettendoci la propria faccia. Tu, gli unici pezzi che sei stato capace a confezionare con le tue manine e quindi mi hanno fatto comprendere il tuo livello di background gastronomico, sono stati i report in cui eri inviato a Dire Fare Mangiare e Squisito, e personalmente li ho giudicati peggio della mondezza. Tant’è vero che nel post di Dire Fare Mangiare non mi son fatto problemi a scriverti cosa pensassi dei tuoi report. Insomma, avevi ai tuoi piedi il meglio della ristorazione italiana e di cosa sei riuscito a parlare? Del nulla.

    Non c’è nessun reato nel condividere interessi, passioni e blog con altre persone, ma per te è vitale più di chiunque altri questa condivisione di passioni se vuoi farcire con qualcosa di interessante e meno mondezza Peperosso. E poi, paradossalmente, non lasci mai commenti nei blog delle persone con le quali condividi interessi, passioni e hobby. Hai davvero una strana visione di condivisione delle cose.

    Ora, se permetti, devo andare a finire di obiettare gli altri 5 comandamenti del decalogo di Langone, si, hai capito bene, trattasi di quel Camillo al quale rinfacciavi di essersi ispirato a Peperosso per la pubblicazione del suo decalogo. Ancora non mi è chiaro se il pezzo fosse tuo o di Cauzzi, di certo era riluttante bestia…..

    Buon Peperosso Bernardi, ti auguro di trovare il successo che cerchi e la collocazione che desideri.

    Mucca

  19. paolo marchi dice:

    ps intendo dire che mucca si difende da solo perché prima di tutto ha carattere e non ha nulla di perbenino nei modi

  20. liloniadriano dice:

    al limite lo loda in privato per far salire l’attrezzo…scusa patrizia…mi e’ venuta cosi’!

    :-o ))

  21. patrizia dice:

    “non abbiano” non abbiamo.

  22. paolo marchi dice:

    sorry pastrizia, ma io non parlavo di mucca-scrittura, che trovo normale (salvo quando si incavola) e nelle interviste pure inamidata forse perché le fa per iscritto, ma di mucca-sostanza
    quanto all’essere moglie di… scusami ma chissenefrega anche perché non credo che una moglie normale con un marito normale, come marziani è (intendo normale, non so nulla del suo privato) si mette a lodare il marito in pubblico per fare salire l’audience

  23. patrizia dice:

    Riguardo alle mie letture e frequentazioni, le assicuro che pur essendo varie e molteplici, anche nel campo dell’enogastronomia, non la contemplano.
    Non mi piace la sua scrittura, la trovo, al contrario di Marchi, ributtante.
    Non parlo di cucina e di vino o di ricette, la cui lettura trovo decisamente soporifera, e dunque?
    Quanto al farmi da parte, le rispondo semplicemente che parlo e intervengo quando mi pare.
    Se non sbaglio, dopo le sue ridicole polemiche sui Foodies 2005, aveva, giurin giurello, detto che non avrebbe più scritto da queste parti.
    Nel merito: ho detto quello che penso di Michele. Che peraltro non ha bisogno di nessun difensore, semplicemente non credo debba essre annoverato tra i giornalisti enogastronomici che danno, parafrasandola, ” il bell’esempio”.
    L’ho detto. Non le garba? Chi se ne frega.

    Dovrei prendere una “posizione gastronomica”? Davvero? Non è che lei da i numeri?
    Le rispondo solo che in genere preferisco prendere altre posizioni.

    Tranquillo non appartengo a nessuna “vasta categoria di penne e pennette che scrivono di gastronomia percependo compenso ma senza dichiararsi giornalisti eno-gastronomici”. L’unica pennetta desiderosa di farsi notare qui è lei.

    Riguardo alle sue spugnette, no, non lo so chi l’ha detto, me ne frego. Forse, dico forse, ma sì azzardo: un idiota come lei?

    Ps: tralascio il commento di molte altre argomentazioni da gran signore del suo ultimo post ( pare sia un vizio di chi ha pochi argomenti), non vorrei annoiare ancora i lettori di questo blog, trattasi di questione già dibattuta, inoltre i temi sono sempre gli stessi :” a chi l’ha data”, “la nave scuola”…
    Che noia, sembra proprio che critici blasonati o mezze calzette non abbiamo altri argomenti.

  24. paolo marchi dice:

    scusa massimo, lo ricordo tra i commenti agli oscar del blog, ma se tu per primo non lo hai letto mesi fa non vedo perché mettermi di mezzo io ora
    :-)

  25. patrizia dice:

    ah ecco perchè non sapevo chi aveva scritto la lapidaria frase “fatti non spugnette”, come la mucca mi aveva domandato.
    il titolo è infatti: “fatti non pugnette” .
    e dire che ci ho perso il sonno…
    tranquillo mucca ogni tanto leggo anche il blog di Bonilli. Ogni tanto, badi bene non perchè non mi piaccia, ma semplicemente perchè gli interventi non sono poi molti e si legge alla svelta.

  26. muccapazza28 dice:

    Citazione di Massimo Bernardi:

    2. non sono uso a pratiche del genere: “parli-male-di-me-allora-niente-link-al-tuo-sito”.

    Ne sei proprio sicuro? Ti sei preso la briga di pubblicare la mia faccia, di giocare con chi potessi assomigliare o meno ma ti sei dimenticato di inserire il mio link. Eppure, ogni volta che qualcuno suggeriva un ipotetico sosia ecco che compariva il link del commento. Tanti link tranne che uno. E non venirmi a dire che l’hai fatto per sbadatagine, perchè se così fosse, puoi stringerti la mano con la tua socia, la Cavoletta. Lei niente meno si prende la briga di riportare la classifica di Blog Italia citando tutti i blog presenti e linkandoli, a sorpresa vedo che ci sono anch’io, ma la cosa mi puzza conoscendo il soggetto. Prova del nove: clicco sul gastronomo riluttante ed ecco che link risulta digitato errato, che fatalità, che sbadatagine, tutti gli indirizzi son corretti ad esclusione di uno, il mio. E chi l’avrebbe mai detto.

    Come ho già affermato foodies mi ha offerto la possibilità di conoscere a fondo la vera natura di alcuni personaggi. Francamente me ne frego dei link tuoi e quelli della cavoletta però abbiate almeno il coraggio di dire quello che pensate veramente altrimenti rischiate di sembrare dei babbioni.

    Per Ziliani
    Caro Franco io sorrido molto di più quello che possa dare a far vedere. Io resto del parere che il mondo del food & wine non sia per tutti e non lo dico per snobbismo ma non si può negare questa realtà. Vede, mai come in questo momento in Italia si parla di cucina e vino: in tv, sui mensili, quotidiani, radio e web. Vede, le informazioni abbondano ed il pubblico sembra essere davvero appassionato (veda la Patrizia) eppure se lei si ferma a chiedere in strada quale sia il nome di un qualsiasi chef resterà sorpreso dalle risposte. Così come immagino che sia a conoscenza che il Tavernello sia uno dei vini più venduti in Italia. Evidentemente c’è qualcosa che non funziona nella comunicazione. Io resto del parere che quando si parte con un progetto editoriale bisogna sempre sapere a quale fascia di pubblico ci si vuole rivolgere, per riuscire a garantire l’aspettativa dei lettori e francamente preferisco di gran lunga essere letto da 4 gatti dal palato selezionato piuttosto che 10 Patrizie. E’ una questione di scelta.

    Mi son permesso di dire che Buffet si rivolgeva a un pubblico senza un Background gastro culturale per un semplice motivo: Si tarttava di una rivista che stava da parte della gente. Evidentemente se qualcuno ha pensato che ci fosse bisogno di una rivista che tutelasse il consumatore con importanti scoop o pubblicando le ricevute dei ristoranti avrà pensato che c’era il bisogno di rivolgersi a questo tipo di lettori. Per quanto mi riguarda non c’era il bisogno di leggere gli scoop di Buffet o sapere che le recensioni fossero veritiere perchè allegate a ricevute. Evidentemente appartengo ad una categoria di pubblico che non ha bisogno di queste cose, che voglio credere d’elite.
    A presto,
    Mucca

  27. Michele Marziani dice:

    Beh, credo di potermi tirare fuori dalla categoria dei giornalisti enogastronomici visto che a parte un piccolo quindicinale romagnolo non ho più un posto dove scrivere di cibo e di vino e mi sto occupando necessariamente di altro, perché comunque di mestiere faccio il giornalista. D’altra parte sono uno svogliato, uno che non va in giro nei posti giusti, che non sta volentieri in mezzo alla gente, insomma, sto nel mio, detesto la folla. Sono uno che va in giro dove succedono le cose, parlo con le persone, cerco di capire e di raccontare. Forse oggi, questo non basta più, ma io solo questo so fare (o voglio fare…). Detto questo, vorrei aggiungere: recensisco ristoranti dagli anni Ottanta (Romagna Magazine, Pesca In, Chiamami Città, Guida dell’Espresso, Espresso, Papillon, Buffet), ho mangiato,credo, in tutta Italia e ho sempre pagato il conto. Sempre. Come dimostrano le ricevute fiscali e le ricevute delle carte di credito. Qualsiasi ristoratore che avesse avuto occasione di incontrarmi credo possa dirlo con grande tranquillità. Tutto qui.

  28. patrizia dice:

    Michele, tu sei un vero, autentico e serio giornalista enogastronomico, quello che la mucca pazza con i suoi trick-track e ballakke non è. e questo evidentemente gli rode. tutto qui.

  29. patrizia dice:

    tanto per prevenire l’intervento della mucca: io non sono nessuno, lo so.

  30. paolo marchi dice:

    chambertin: più che di un prosciutto, parlerei di un pollo di bresso

  31. paolo marchi dice:

    scusa Patrizia, ma credo che Marziani rispondesse allo sgarante e Mucca polemizzasse anche lui con Raspelli

  32. patrizia dice:

    mi spiace contarddirla marchi (andavamo così d’accordo…), ma forse ha letto male.

    mucca dice:
    “Bella categoria quella dei giornalisti eno-gastronomici!
    Continuate pure a dare il bell’esempio.”

    Michele dice:
    “Beh, credo di potermi tirare fuori dalla categoria dei giornalisti enogastronomici visto che…”

    poi certo rispondeva anche allo sgarante.

  33. paolo marchi dice:

    boh Patrizia, resto del parere che Mucca fosse generico nella sua affermazione, sgarante a parte, e che Michele, se dagli anni Ottante recensisce ristoranti per le guide, è, volente o nolente un giornalista anche enogastronomico,
    poi sarebbe divertente un giorno approfondire il tema dei tanti che scrivono di cibi e vini ma non perdono occasione per dire che loro non sono critici, Pallini, Langone, Baresani…

  34. muccapazza28 dice:

    Patrizia non sono un tipo invidioso e non aspiro a fare il giornalista eno-gastronomico, vivo con molta serenità il mondo della ristorazione.
    Mi fa piacere sapere che tu apprezzi Michele Marziani, sono certo che a Michele farà piacere se gli indichi quali siano stati gli articoli che più ti sono piaciuti che Michele ha pubblicato su Romagna Magazine, Pesca In, Chiamami Città
    Papillon e Buffet.

    Io invece sarei curioso di conoscere quali sono gli altri giornalisti che più apprezzi e quali articoli più ti hanno entusiasmato.

    A presto,

    Mucca

  35. Sararlo dice:

    Gentile Patrizia, alla veneranda età di quasi 49 anni, da quasi 30 bazzico gioiosamente (e non professionalmente) questo ambiente.
    Di firme ne ho conosciute e lette tante, anche postume (si cerchi Volpicelli, se riesce, oppure Diego Novelli).
    Da qualche anno bazzico il web, da semplice gentleman writer, cercando di portare la mia esperienza, senza cercare di insegnare niente a nessuno, e tantomeno di imporre il mio punto di vista.
    Cerco solo di trarne i benefici che questo straordinario mezzo di comunicazione può offrire a tutti noi bypassando i comitati di redazione, i salotti compiacenti, o le varie camarille consortili.
    Le posso garantire che Muccapazza, al di là delle volute e saltuarie sparate che fa (quasi sempre volute…), anche per stanare i tanti tapiri che ci sono pure in questo mondo, è una persona, percome l’ho conosciuto di letture e anche di persona, appassionata e preparata.
    Inattaccabile professionalmente.
    E’ una lettura quotidiana con cui, come altre, peraltro, mi fa piacere confrontarmi e che pubblicamente ringrazio per la competenza e passionalità, credo proprio disinteressata sul piano materiale, che mette a disposizione di tutti noi.
    Sararlo.

  36. liloniadriano dice:

    concordo anche se personalmente qualche velenosa diatriba con pietro l’ho avuta……

  37. paolo marchi dice:

    considero Mucca l’eccezione che conferma la regola che vuole le mucche tontolone
    i modi non sono certo da linasotis (che, cmq, una calcio nel sedere a una cronista che aveva criticato il suo ultimo bon ton lo ha mollato) ma avercene di teste così, che dicono quello che pensano e non quello che gli viene suggerito dal padrone

  38. patrizia dice:

    non è che il dibattito su mucca mi appassioni più di tanto, non discuto i curricola vitae di nessuno, non era questo il punto.
    trovavo solo fuori luogo e generiche le sue accuse, le solite diatribe tra presunti critici dei critici dell’enogastronomia. Una barba.
    Ridicolo poi la mucca quando pretende che io citi gli articoli di Michele, per quello che ne sa lui di me io potrei esserne anche la moglie ;-)

  39. muccapazza28 dice:

    Scusami Patrizia,
    Di tutto mi si può accusare tranne di essere fuori luogo o generico.
    Nei due 3d si parlava di Buffet? Non mi sembra di essere andato OT. Ho esposto ed argomentato le mie riluttanze sulla rivista e se ti fossi degnata di leggere i commenti che ho postato sta notte magari ti saresti resa conto di quanto non fossero banali.
    In tutta sincerità, quella banale sembri te, al punto che mi ricordi Diane Keaton nel Club delle Prime Mogli che davanti a Goldie Hawn e Bette Midler piagnucolava davanti alle amiche: “Io sono quella buona” e le amiche, esterrefatte, ridendosela le rispondono: “Che cosa? Quella buona? Tu? La gatta morta, quella che non prende mai una posizione (nel tuo caso, gastronomica)”.

    Ora, per me puoi essere anche la moglie di Marziani Vizzari, Bonilli, Raspelli, Marchi, Massobrio, Gatti, Farina, Paolini, Cremona, e tutta la vasta categoria di penne e pennette che scrivono di gastronomia percependo compenso ma senza dichiararsi giornalisti eno-gastronomici. Di fatto, mia cara, tu non leggi una sola riga di giornalismo eno-gastronimico e tanto meno credo che tu non abbia mai sfogliato una guida enogastronomica e lo si capisce dallo spessore dei tuoi interventi che solitamente di tutto parlano, tranne che di cucina e vino. Ora, paladina delle giuste cause, ti dispiacerebbe farti più in la e lasciare spazio a coloro che vogliono discutere restando in topic?
    Fatti, non spugnette. Sai dirmi almeno quale gastronomo suggerisce questo spot?

    Grazie,
    Mucca

  40. Sararlo dice:

    Attapiratelo!

  41. chambertin dice:

    …riguardando a posteriori la prima copertina di Buffet, con un trionfante Raspelli abbracciato ad un San Daniele (o Parma ?), ci diciamo: chi dei due é il prosciutto è difficile capirlo, di sicuro noi collaboratori siamo stati dei grossi salami !…

  42. muccapazza28 dice:

    ….io ho letto tutti e 4 i numeri di buffet ma ancora non capisco quali siano sti scoop.
    E poi, se fossero stati davvero tali a nessuno viene in mente come mai tanti altri giornalisti che si occupano dell’agroalimentare non se ne sono occupati proprio in questo momento che a tanti consumatori sta a cuore il biologico, il biodinamico e tutto il trick-track e ballakke che ne segue?
    Invece silenzio assoluto!
    Alla faccia dello scoop che per antonomasia dovrebbe far parlare!
    Qua l’unico scoop sono i conti che i giornalisti non pagano al ristorante.
    Bella categoria quella dei giornalisti eno-gastronomici!
    Continuate pure a dare il bell’esempio.

    Mucca

  43. Anonimo dice:

    Non saprei riassumerlo quel “ritratto”, Marchi. Sbadataggine… o magari ero preso dalle cose. Potresti aiutarmi, per cortesia?

  44. chambertin dice:

    a proposito di “scoop”. A parte la consegna del tapiro allo “sgarante”, che se lo meriterrebbe (anche se non mostra di essere attapirato più di tanto e pensa di essere tutt’ora sulla cresta dell’onda…), cosa ne direste di segnalare l’intervista raspelliana ad Aldo Biscardi, perché il rosso nazionale domani sera lo inviti al Processo del Lunedì per illustrare anche al pubblico televisivo la sua scoperta, anzi, il suo “sgub”:
    scoprire solo da Peperosso che Buffet aveva sospeso le pubblicazioni ?
    Lo vedo bene l’ex Savonarola della buona tavola al fianco di Biscardone…

  45. muccapazza28 dice:

    Perchè?

  46. paolo marchi dice:

    leggi la posta privata, plis

  47. chambertin dice:

    grazie Massimo, fantastica davvero questa seconda parte dell’intervista allo “sgarante”! Volete ridere ?
    L’ex Savonarola della buona tavola parlando di Buffet osserva:”Abbiamo messo a segno scoop importanti”.
    Bene, cita quattro articoli, ma due di loro, quello sulla Bresaola della Valtellina, dove rigorosamente ricordavo che per primo Francesco Arrigoni aveva scritto che viene prodotta in larghissima parte con zebu brasiliana, e quello sullo Speck dell’Adige, fatto con maiali tedeschi, olandesi e danesi, sono opera mia. E, con lo stile che lo contraddistingue, Raspelli non mi cita come autore…
    Morale: rivendica come grandi articoli, come “scoop importanti”, due articoli miei, ma quando il sottoscritto si fa sentire chiedendo di essere pagato e garantito dal “garante” si tramuta in “avvoltoio”…
    Ecco, questo é oggi, il signor Edoardo Raspelli !

  48. muccapazza28 dice:

    Mi perdoni Raspelli. Ma quando afferma che in Italia i conti del ristorante li paga solo lei, Farina e Gatti, per correttezza di informazione, dovrebbe fare anche i nomi dei giornalisti che invece i conti non li pagano. Ecco, a mio avviso questo era uno dei grossi limiti concettuali della rivista Buffet, che la trasformavano in una sorta di giornalismo d’assalto da serie c1, neanche da serie B.
    Comunque le darò il buon esempio di un giornalismo d’assalto e veritiero:
    Giovanni Bravi, curatore responsabile della guida Audi di cui lei scrive l’introduzione e dalla quale venivano tratti i report sulla ristorazione per buffet , non paga mai i conti dei ristoranti.

    Insomma Raspelli, se ce la devi dar da bere, non rifilarci il Tavernello.

    Mucca

  49. paolo marchi dice:

    Mucca, vuoi un cavallo per scappare lontano dall’Italia?

  50. Anonimo dice:

    Distilliamo le accuse che esser breve proprio non ti riesce.

    1. “Tu non sei il tipo che fa nulla per nulla”.
    E di grazia, da cosa lo deduci? Quali sono i fatti?

    2. “Essere arruolati per peperosso, per avere articoli che ti aiutino a farcire e rimpolpare quotidianamente questo spazio”
    Condividere interessi, passioni e blog con altre persone quale reato prefigura?

  51. Alberto Cauzzi dice:

    Massimo una curiosità … ma è un’intervista “inventata” o vera ? Se è la prima complimenti se è la seconda rabbrividisco !

  52. Sararlo dice:

    Allora, a dire il vero, sulle 3T Tognazzi aveva fatto di meglio con “Tetaz,Turaz,Turun e Tugnaz”, ossia le sue famose 4T, in cui l’ordine è sparso e citato a memoria, forse, alla mammelluta prima T citata, per consecutio temporum, doveva seguire subito il Tugnaz, poscia la Turaz (Torre) di Cremona e susseguente Turun.
    Certo, con le iniziali che si ritrova Raspa potrebbe invero proporre le 3R: Raspelli, Rogne e Rognoni, ma essendo io trevigiano gli arrotondo generosamente la R a 4, come Raboso o la leggendaria 4 Rombi, team rallistico dei tempi che furono e nei quali lui compose probabilmente il suo primo libro, più volte citato.
    A proposito di libri. Non si sa mai, per la bibliografia.
    Luigi Volpicelli. “Oste della Malora”. Ed. Solfanelli (con riferimento ai piatti d’antan).
    Introvabile; reperibile, invece, D.Paolini “Viaggio nei giacimenti golosi”. Mondadori, 2000.
    Buon lavoro.

  53. giuseppe dice:

    Muccapazza28 = Giovanni Lagnese ???

  54. paolo marchi dice:

    scusa Max, se mi dici che non scegli in base a quello che scrivono di te ci credo, davvero, ma se mi dici che non hai letto mucca o sei patrizia bis o un raspellino che ci vuol fare credere che ha scoperto che buffet non usciva più leggendo peperosso
    buona domenica

  55. patrizia dice:

    cosa dici Massimo?
    Eretico! i babbioni esprimono una gastronomia di spessore.
    devo però ancora capire bene cosa esprime la mucca. Forse muuu muuu?

  56. chambertin dice:

    Sarà anche “simpatico” Muccapazza28, che ha avuto la cortesia di rispondere, civilmente peraltro, ad una mail che gli ho invito, ma talune sue riflessioni fanno pensare. E fanno chiedere che tipo di personaggio possa essere una persona che, senza sorridere, afferma:
    “Personalmente preferisco rivolgermi a 4 gatti dal palato super selezionato, io la considero una scelta molto esclusiva. Vede, ritengo che il mondo dell’enogastronomia non sia per tutti, il cibo e il vino se eletti alla popolarità della massa piuttosto che ottenere successo mieterà vittime”
    Oppure” Buffet che come rivista e contenuti si rivolgeva ad un pubblico senza background gastro culturale”.
    Primo: come fa Muccapazza28 a sapere che razza di background gastro culturale possa avere il pubblico cui una rivista si rivolge (anche se nel caso di Buffet talvolta non si volava altissimo e ci si rivolgeva soprattutto agli aficionados – evidentemente non moltissimi – dello “sgarante” di Bresso) ?
    Secondo: che snobismo mette in mostra Muccapazza28 affermando di volersi rivolgere ad una élite super selezionata di super esperti raffinati e colti ! Dei quali, ça va sans dire, lui fa parte…
    Accidenti stiamo parlando di enogastronomia, di cucina, di vino e non di filosofia teorica, ermeutica, estetica, suvvia, un pò di senso della misura, un pò di ironia e autoironia !!!!

  57. Anonimo dice:

    Non stiamo litigando. La discussione con Muccapazza è civile e spero, una volta tanto, argomentata più con i fatti che con le opinioni.

    Potrebbe tra l’altro, avere l’effetto collaterale di chiarire che in rete non si può accusare il prossimo di qualsivoglia ignominia, se l’ignominia non esiste.

  58. Anonimo dice:

    >Pat, dopo il ritratto che Mucca ha fatto di Bernardi mi stupirebbe se fosse linkato.

    Caro Marchi, un paio di cose:
    1. quale ritratto?
    2. non sono uso a pratiche del genere: “parli-male-di-me-allora-niente-link-al-tuo-sito”.

    Naaa… è roba per babbioni, categoria peraltro ben rappresentata tra coloro che scrivono di gastronomia.

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