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Tanta “Grazia” (e un po’ di “Donna”, e un altro po’ di “Vanity”)

Dicono che la nuova Grazia [link] (che fu il primo “femminile” italiano) sia agitatrice. Poco risaputa, dicono. Aggiunge Christian Rocca, giornalista de Il Foglio e autore in qualche caso controverso del blog Camillo [leggi], che è: “Il primo caso di giornale mainstream che non si limita a provare a intercettare il codiddetto pubblico di Internet, ma che addirittura viene creato con forze, idee nate e cresciute in rete“. Non fa testo direte, Rocca è “il tipo” di Silvia Grilli, nuova direttrice attualità di Grazia. Ma pure uno di cui, malgrado tutto, ci fidiamo. Occhio però, di riviste agitatrici, poco risapute e “primo caso”, noi ne ricordiamo pochine. A occhio:

01. 02. 03.

04. 05. 06.

07. 08. 09.

10. 11. 12.

01. Private Eye [link] (primi anni 80). Scoop e humor politico
02. Winex [link]. Il vino nuovo.
03. Casabella (primi 70). Una fortunata stagione per il design italiano.
04. Esquire [link] (metà 70) Copertine così nessuno mai.
05. New Yorker [link], la rivista letteraria.
06. Vanity Fair [link], archetipo della Condé Nastiness.
07. New York Magazine [link]. Born in NY.
08. Wired [link]. La tecnologia vi ossessiona? Get Wired.
09. Creem (fine 70-inizio 80). “America’s only r’n'r’ magazine” tutt’uno con Lester Bangs, *LA* critica musicale.
10. Spy (fine 80). Il meglio del meglio, dai caratteri tipografici ai ritratti irriverenti, da “separati alla nascita” alle pagine pubblicitarie personalizzate.
11. Live better, read Wallpaper [link].
12. Rolling Stone [link] (era Vietnam). Concetto editoriale volutamente diverso dal resto: forza culturale e politica senza rivali che raccontava storie “off limits” per gli altri, dalle droghe al Vietnam.

In bocca al lupo Grazia!

[Grazia.blog + Camillo + Private eye + Winex + Esquire + New Yorker + NYMag + Wired + Wallpaper + Rolling Stone]

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mar  06
9
alle 04:11
da massimo

Ultimo commento:

di Slowfinger il 01/1/70

Casabella non è stata soltanto testimone di una fortunata stagione del design italiano, ma sopra...


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4 Commenti to “Tanta “Grazia” (e un po’ di “Donna”, e un altro po’ di “Vanity”)”

  1. Salvatore dice:

    Casabella agitava anche prima dei Settanta, anche prima della guerra.

  2. gaglia69 dice:

    …..manca solo Buffet…

  3. Anonimo dice:

    Si, certo. Indicavamo il periodo più florido, a nostro vedere.

  4. Slowfinger dice:

    Casabella non è stata soltanto testimone di una fortunata stagione del design italiano, ma soprattutto della nascita e sviluppo del movimento moderno in Italia dagli anni Trenta e poi dell’architettura contemporanea fino ad oggi.

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