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Dalla papilla al polpastrello: l’assaggiautore…

Mi chiedessero cosa amo di più dopo assaggiare, annusare, toccare il cibo…. La risposta sarebbe scontata: parlare, filosofeggiare, scrivere del cibo che assaggio, annuso, tocco.
Del cibo che conosco, nel senso più profondo del termine, e di ciò che conoscerlo mi lascia…
Che poi, a pensarci, è solo questione di termini. Come lo chiamereste uno così? Gourmet o Gourmand (con tutte le sottili sfumature che li distinguono)? Buongustaio?
In ognuno di questi lemmi viene meno l’elemento “narrativo”, sia quello ante – perché un’emozione gastronomica la suscitano anche quelle due righe di un romanzo che avevi dimenticato, o il racconto con gli occhi e l’entusiasmo di un bambino, di quel contadino che dedica la propria esistenza alla Terra, e che ad essa è legato da un legame atavico – che quello post, ovvero quando con le papille gustative in festa decidi di lasciar scatenare anche i polpastrelli.
Quando dalla papilla si passa al polpastrello, il gusto si intensifica…
Forse la figura che più si avvicina a quest’idea è il foodblogger. Sì.
Ma vogliamo dire che non riusciamo a trovarla una parola che definisca questa appassionata figura, nel nostro italico idioma?
Mi viene da coniare un neologismo: assaggiautore.
Il De Mauro ha un posto libero: bastano solo diecimila milioni di firme ed altrettanti benintenzionati che inizino a definirsi come tali.
da Fabrizio Gabrielli
Ultimo commento:
di rob78 il 01/1/70
Dal vecchio al nuovo peperosso...è sempre un piacere passare in questi...
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giugno 26th, 2007 at 10:35
Io sono un Assagiautore.
Sicuro ne conosco altri due o tre.
La lunga strada verso la conquista del De Mauro è ufficialmente partita!
giugno 26th, 2007 at 11:47
Io in fono ammiro voi tutti, voi che amate e poetate con il cibo..io non riesco a definirmi un Assagiautore…ovviamente ho un “particolare affettio” nei suoi connfronti…ma la cosa che più adoro fare è Il dialogare con gli strumenti che fanno del cibo quell’ unione di poesie che voi lodate. Io adoro veder ardere tre fuochi contemporaneamete che porteranno alla fusione di tre, quattro, cinque…elementi originariamente solo figli della propria zolla di terra, o del proprio lembo di mare o più sfortunatamente del proprio recinto.
Creare, osare, azzardare… per mè questo è il gusto del cibo
giugno 26th, 2007 at 12:42
2 daniele…niente di più vero!
2 dario…vediamo quanti siamo! Poi chiamiamo il buon De Mauro e troviamo un compromesso
giugno 26th, 2007 at 15:42
Assaggiautore…mi piace!
Dal vecchio al nuovo peperosso…è sempre un piacere passare in questi lidi! In bocca al lupo per la nuova avventura!