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Ricette veloci

Il Vulcano inconsapevole

Qualche migliaio di secoli fa il vulcano Sabatino decise ( non si sa che giorno fosse) di eruttare l’alto Lazio dando il meglio di sé in quello che poi è diventata la Tuscia.
Magari si aspettava il lago di Vico, magari anche i bei castagneti, magari le viti che danno vini ormai ammessi nell’Enostarsystem ( provate il Montiano e il Vitiano Falesco fra i rossi, e fra i bianchi il Poggio dei Gelsi e il Trappolini e il Calanchi..).
Forse non si aspettava però che intorno al XVIII secolo a qualcuno venisse in mente di costruire San Martino al Cimino, secondo lo stesso riconoscibile schema di distribuzione dell’abitato che ammiriamo in Piazza Navona: un paesino suggestivo pulito e tranquillo, a 6 chilometri e a 6 gradi centigradi in meno da Viterbo, appoggiato alle falde di quei Monti.

Certo l’irruento creatore non sospettava che là si sarebbe affermata la Trattoria-Pizzeria “Moderno” che in barba al nome – se vogliamo, l’unica stonatura – ha invece la caratteristica antica dei gusti allegri di una cucina boscosa e solarmente contadina allo stesso tempo.
Le bruschette,anche di porcini, scrocchiano veraci, i fritti di frutti dell’orto anche, con olio terso e leggero, funghi e carni reciprocamente avvicinabili e in mutuo abbandono sono all’ordine del giorno; zuppe, paste e arrosti gentili le possono seguire, financo le pizze sorridono equilibrate e fatte di pasta non congelata e cotta con la fiamma dei frondosi dintorni.
Fra le cose migliori annoto in un settembre fresco di odor di ricci un piatto di ovuli pronto ad una degna fama.
Vini che vantano i titoli locali sopratutto e un discreto prodotto della casa. Buono,cosa non così frequente, il caffè.
Dentro nella stanza con le finestre affacciate sulla campagna e fuori nella godibile terrazza sul paese, si aggira fra i tavoli la Signora Anna Fausta (“..mia madre era romana…”, grata perché il vulcano non occupò la pianura del Tevere e lì Faustolo ed i suoi crebbero e si moltiplicarono) che controlla con levità che tutti abbiano il loro, consiglia le specialità e si preoccupa di garantirle personalmente con un sorriso del bel viso gentile, avendo messo la decisiva mano in cucina. Se il vecchio burbero non borbotta più tanto, si deve a lei.
Ai tavoli servizio familiare : le ordinazioni a cura di una infaticabile ragazza polacca, che vi parla con accento viterbese: un’esperienza che vale il viaggio. Mi sono spesso sbizzarrito, quando ho esagerato non ho mai pagato più di 35 euro a testa.
Ricordatevi di prenotare!

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ago  07
6
alle 12:59
da Massimo Chieli


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