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Un vino per le anguille

Lungo i terreni sabbiosi del basso Po crescono vinelli frizzanti, Lambrusco e roba simile, spesso inutili, poche volte interessanti, ancor più raramente affascinanti.
Un vitigno che accomuna le dune del Delta del Po con le rive sabbiose del Grande Fiume nei pressi di Parma, è il Fortana, l’Uva d’Oro che accompagna salumi ed anguille.
Dolce e mostoso nella zona di Zibello (dove accompagna il Culatello e sostiene cantate verdiane a squarciagola…), diventa vino più intrigante vicini al mare, tra le sabbie quasi costiere, in vigne folte di piante, ma in filari larghissimi, distanti, in mezzo ai quali, un tempo, si coltivava addirittura dell’altro.
Alberi frondosi e il profumo del mare parlano di una viticoltura eroica, perché resistente a due passi dagli stabilimenti balneari. Pochi produttori come Giorgio Mariotti di Argenta realizzano un Fortana in purezza, fermo, non frizzante, che ha la scontrosità sapida dei vini delle sabbie, profumo salmastro, sapore acidulo e tannini imbronciati che si stemperano nell’incontro con piatti a base di anguille, brodetti di pesce, grandi umidi di mare.
da Michele Marziani
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