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Vini

Augusto di Romagna


Dell’azienda di Alessandro Morini e della passione per la valorizzazione di vitigni autoctoni e di azzeccati assemblaggi di uvaggi vi avevo già raccontato qualcosa parlando di un intrigante Rubacuori.
Questa volta, invece, si tratta di un vino decisamente importante di elevato struttura ottenuto con uve Longanesi al 100%. L’uva, raccolta a mano viene subito vinificata per metà mentre il rimanente cinquanta per cento viene raccolta in cassettine e messa in appassimento nel fruttaio per essere vinificata in secondo tempo.
A quel punto, i due tipi di vino così ottenuti sono assemblati e messi in maturazione in tonneaux austriaci e francesi per 18 mesi e affinati in bottiglia per almeno altri dodici mesi.

Quasi tre anni di attesa per un rosso che dopo la sbloccatura e un po’ di ossigenazione rivela un carattere assolutamente unico. Rubino violaceo, quasi cupo, dallo schietto sapore di frutta rossa con vaghi ricordi di amaro, subito rintuzzati dal piacere della beva che tuttavia non deve far dimenticare i 15 gradi alcolici di questo rosso I.G.T .

Vino ideale, e fuori dal coro, per primi decisi, arrosti, stufati, cacciagione, affettati e formaggi stagionati come il pecorino o parmigiano reggiano d’annata.
Io però, giusto per copiare la creatività di Alessandro Morini nell’assemblare gusti, aromi e sapori, ho provato a cuocere dei polipi di media misura affogandoli in un paio di bicchieri di Augusto, dopo averli dorati con olio di oliva, sale, pepe rosso, un paio di spicchi d’aglio in camicia e una spruzzata di zenzero. Serviti caldi, con il ristretto di Augusto e un paio di cucchiai di polenta gialla sono stati altrettanto ideali per… finire la bottiglia.

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mag  08
20
alle 11:15
da Strami


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