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Birrificio L’Olmaia in Val d’Orcia, un birrificio nella terra del Brunello e dei Suffumigi

Dici Chianciano e ti sopraggiungono immagini di aerosol e suffumigi.
Al massimo, pensi alla Val d’Orcia e gastronomicamente s’evocano pecorini di Pienza e Brunelli di Montalcino.
Beh, aggiungeteci la birra de L’Olmaia, che sono senz’altro terapeuticamente più vantaggiose d’un trattamento termale, ed il pecorino di Pienza non s’offenderà se, una volta tanto, rinuncerete al Brunello.
Sul finire degli anni novanta, Moreno Ercolani, brewer de L’Olmaia, folgorato dalla passione per la birra artigianale, decide di ristrutturare le stalle di un favoloso podere degli anni trenta, nel cuore del Parco Naturale della Val d’Orcia. Nasce così il Birrificio L’Olmaia.
“Il poeta mi disse: dove c’è bella campagna c’è buona poesia… poi, bevendo la nostra birra, esclamò: questa campagna è favolosa!“, campeggia sulla retroetichetta.
E favolose invero sono anche le birre, da “La 5“, la doppio malto da 5,5 gradi di volume, poco meno di 8 euro nei beershop onesti ed una bevibilità sorprendente – di certo la più ruffiana della produzione – a “La 9“, ambrata doppio malto, fino alla “BK“, la favorita del mastro birraio.
Dal color dorato opalescente, “La 5″ presenta una schiuma cremosa e, al naso, sentori fruttati, che tornano poi a farti visita, come gli effluvi di un suffumigi, al palato, insieme ad un bel prato fiorito primaverile e la giusta nota amara, data da un’equilibrata luppolatura.
Decisamente da consigliare. E poi, si dice che chi beve L’Olmaia campa… quanto gli pare!
E a Chianciano potrà esimersi dal solito bicchierino d’acqua termale.
Foto | www.birrificioolmaia.com
da Fabrizio Gabrielli
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