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Dov'eravamo

Chioggia: una ragnatela di pesce

A qualcuno piace chiamarla la piccola Venezia per via di qualche somiglianza ma, nonostante la vicinanza e uno stretto legame con la Serenissima fatto di amore e odio secolare, Chioggia è un’altra cosa. Lo è nella forma, simile a una lisca di pesce con le calli circondate da canali, lo è perchè ci sono i ciosoti. Dipinti come rissosi dal Goldoni nelle sue Baruffe ma solo per soddisfare la sua teatralità, lo è perchè Ciòsa xe Ciòsa, e non Venezia; come dicono gli ospitali e solari abitanti. Gran parte dei quali è legata al mare e al pesce: c’è chi lo pesca, chi lo compra, chi lo vende e chi lo prepara nelle cucine di trattorie e ristoranti.

Uno di questi, La Grapia, ha un nome che più ciosoto di così, non si può.

Infatti, mentre in altre parti del Veneto e nella stessa Venezia le ragnatele vengono chiamate scarpie, a Chioggia diventano grapie. Intendendo, oltre che le ragnatele, anche quei grovigli di polvere che si accumulano nelle stanze chiuse e lasciate al tempo che passa.
Cosa che non è per le tre graziose stanzette e il corridoietto del locale che ospita i tavoli per gustare del buon pesce. Fresco, la pescheria è a due passi, cucinato dalla signora Giuseppina Sambo e servito da Maurizio Doria, consorte e gestore del locale. Senza grandi pretese se non quella di fare bene quel che meglio riesce; compreso qualche piatto a base di carne o pennuto di valle. Il tutto, con una discreta scelta di bottiglie, servite anche a bicchiere.

Se poi si aggiunge che per cinquanta euro a testa potete provare un’aragosta alla catalana, accompagnata e “condita” con scampi di buona misura, gamberoni belli grossi, moscardini, qualche mazzancolla, canoce e garusoli ( murici ), con pinot del trentino e preceduta da un paio di cappe sante al forno e, alla fine, biscottini fatti in casa, La Grapia, con quel che costa il pesce e i crostacei, non è male.
L’alternativa con meno di trenta euro: tagliolini con scampetti e fiori di zucchine, soaso ai ferri, crostata di frutta e generoso prosecco.

Sempre che siate dalle parti di Ciòsa, a qualche miglio da Venezia.

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lug  08
1
alle 07:10
da Strami

Ultimo commento:

di oiram il 01/1/70

oggi, febbraio 2009, spenderete qualche euro in più


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Un Commento to “Chioggia: una ragnatela di pesce”

  1. oiram dice:

    oggi, febbraio 2009, spenderete qualche euro in più

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