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Cinque formaggi da perdere la testa senza aprire un mutuo

Il Castelmagno e il Bettelmatt sono formaggi.
Ma sono anche un pezzo di storia dell’arco alpino e dal pizzicagnolo si portano via un pezzo del vostro portafogli.
Ma una buona toma d’alpeggio come il Maccagno biellese vi toglie la voglia di sapori di montagna e potete anche offrirlo orgogliosi agli amici. Certo non portate in tavola la Rolls-royce del formaggi italiani (come il cuoco Gianfranco Vissani ha definito il Bettelmatt), ma viaggiate comunque in un a comoda berlina superaccessoriata con lo stereo che spara i Red Hot Chili Peppers o, a scelta, il Nabucco di Verdi.
Non state servendo il festival di Sanremo, per capirci.
I grandi formaggi che costano fatica a chi li produce, costano inevitabilmente a voi denari sonanti. Ma ci sono sudori famosi e ben pagati e sudori che si affacciano ora al mercato e sgomitano, anche con prezzi ragionevoli, per raggiungere la fama meritata.
Quindi tra un grande pecorino toscano e un ignoto pecorino marchigiano dei Monti Sibillini o abruzzese del Parco nazionale, gettatevi sui secondi pregustando tutta la carezza del latte dei pascoli appenninici.
Le cremose e potenti robiole di Roccaverano e di Mondovì sono pronte per accontentare i palati che a tavola di solito dicono che i francesi loro sì…
Con le robiole state davvero picchiando duro e salvando la nazione.
Poi giocate la carta dei conquistatori in doppiopetto e sfoderate la burrata di Andria: fuori pasta filata, dentro panna e ritagli di mozzarella fior di latte. Nessuno resiste. Nemmeno voi: è già finita, tornate a comprarne dell’altra.
Infine chiudete gli acquisti in potenza con uno dei più grandi formaggi siciliani: il Ragusano, anche il migliore ha pietà del portafogli e vi permette di portare in tavola tutta la sapidità e i profumi della Magna Grecia.
Condite rigorosamente con l’olio extravergine d’oliva di tonda Iblea (una varietà di olive siciliane) e ringrazierete di aver acceso il computer e di essere passati di qua.
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da Michele Marziani
Ultimo commento:
di Nicola il 01/1/70
Unico al mondo, perchè fatto ...
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marzo 18th, 2008 at 20:17
Sono solo formaggi MOLLI… io preferisco il classico PARMIGIANO REGGIANO!!!:))))
marzo 18th, 2008 at 21:22
Formaggi molli??? Ma hai assaggiato il Castelmagno??? E’ una prova ontologica dell’esistenza di Dio, come diceva sant’Anselmo!!
marzo 18th, 2008 at 21:45
Ciao! apprezzabilissimi i consigli sui formaggi.
Aiutami un po’. Vivo da poco a trieste. Mi sai consigliare qualcosa? Partiamo pure dai formaggi, ma qualunque idea è ben accetta…
Grazie!
marzo 18th, 2008 at 22:16
Ciao ragazzi/e,
viva tutti i formaggi italiani… siamo più completi e variegati dei famosi francesi che hanno solo un bel marketing e packaging… provate un bel taleggio a latte crudo, un bel parmigiano delle vacche rosse stagionato 36 mesi o più… un pecorino di grotta (vero..non cella frigo)… uno strachitunt bergamasco…una bella burrata..una vera mozzarella di bufala… un vero burro da crema di latte…non è campanilismo è verità .. ciao
marzo 18th, 2008 at 22:21
mai assaggiato il formadi cjoc?solo in FRIULI in questo periodo è stupendo.
marzo 19th, 2008 at 08:41
Da brava abruzzese sostengo il nostro pecorino, decisamente un altro passo rispetto al più famoso romano. Finalmente non il solito blog che parla di delusioni d’amore e cuori solitari.. complimenti!
novembre 27th, 2008 at 23:58
Da comprare assolutamente il Pecorino di Farindola Pres.Slowfood.
Unico al mondo, perchè fatto con caglio di suino. Questo formaggio è fatto dalle donne, tant’è vero che su ogni forma compare il nome di chi l’ha fatto; nel mio caso sono Sara e Liliana.
Da citare anche il fantastico Puzzone di Moena o Spretz Tzaorì (in ladino), il Piacentinu ennese (con zafferano e pepe in grani), il Bitto che, se ben conservato, può invecchiare per 2 lustri!
Potrei continuare per molto tempo ancora, ma non me la sento più. Scendo in cucina!
Ciao ciao