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E si aprirono le porte del Valhalla…

Le Presentazioni.
Il Valhalla è il Paradiso dei nordici. Ti ci conducono le Valchirie, ed ogni giorno ti tocca combattere per poi, giunta sera, rifocillarti di birra e leccarti le ferite.
Questa sera, però, niente Valchirie, né battaglie sfiancanti. “Solo” un radioso Luca S., la Roma che conquista la semifinale di coppa sugli schermi del Ma che siete venuti a fà ed una Barley d’eccellenza: la GourmetBryggeriet Barley Brew.
Dell’arrembaggio danese avevamo già parlato tempo fa.
Di questo birrificio, basti sapere che il mastro birraio è un certo Mike Murphy, faccia nota agli beeraholics capitolini, ex brewer dello Starbess – tra l’altro, tempio dell’éducation sentimentale birraria di un certo Leonardo Di Vincenzo – oggi migrato nelle terre d’Odino, in quel di Roskilde.
Birra da fine serata, 10 gradi e mezzo e con tre-euri-e-mezzo vi portate a casa la trentatrecentilitri. Troppi numeri? Beh, effettivamente è una birra con dei numeri.
Assaggiandola, poi…
Certo, non è la Thomas Hardy e non ha le sue caratteristiche.
Lo si vede già dal colore, ambrato con riflessi rubescenti, e dalla presenza, stavolta sì, di un cappello beige.
Il sapore speziato, caramelloso, con note resinose ed una piacevole vena alcoolica si sposano alla perfezione con un retrogusto luppolato ed una buona carbonazione, che fanno di questa Barley una birra inequivocabilmente da happy ending giornaliero, quasi da meditazione, sebbene di non difficile approccio.
Se poi volessimo abbinarla a qualcosa… beh, prossimamente sapremo come illuminarvi. Più prossimamente di quanto pensiate…
da Fabrizio Gabrielli
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