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Vini

Oggi si stappa : Gattinara riserva

Se la signora Cinzia Travaglini vi dice che da quando esiste la DOCG, il Gattinara è Gattinara, state pur certi che nelle bottiglie con l’etichetta Gattinara, troverete non solo quel che dice il disciplinare ma, anche qualcosa in più.
A maggiora ragione, se il tappo che avete sbloccato è quello di un riserva 2000 delle cantine di strada delle Vigne di quella cittadina del Vercellese, uscita dall’anonimato dei mille e più campanili d’Italia per merito dell’elegante nebbiolo di queste parti. Pochissima produzione, ma buona. Anzi, decisamente buona!
E anche se non appartengo alla cerchia dei puristi del gattinra, i soli, dicono, nell’aver sempre ragione nel tesserne le lodi o stroncarne gli scarsi meriti, mi permetto lo stesso di dire due cose su questo rosso.
Un vero aristocratico piemontese, cesellato dai legni di botti e barrique prima di entrare nell’inconfondibile bottiglia che sembra sbilenca. Ma fatta realizzare apposta dal compianto Giancarlo Travaglini, papà di Cinzia e Cristina che portano avanti il nome e l’azienda con la mamma Liliana, per decantare il vino trattenendo l’eventuale sedimento naturale che il Gattinara può formare negli anni trascorsi in bottiglia: fino a venti nelle giuste condizioni e a temperatura costante!

Ma a questo punto, vien da chiedersi, perché attendere due decenni e rinunciare ai profumi di viole, more e lamponi che spiccano da solisti sopra la partitura balsamica e speziata eseguita dai legni?
E perché non farsi catturare dalla corposità che accarezza il palato in modo tanto asciutto quanto signorile, com’è genetica inclinazione di questo rosso uvaggio di razza patrizia?

Vero, che i Travaglini non vinificano il Riserva se non nelle annate degne del nome e la quantità non è mai industriale, per cui parsimonia suggerirebbe di tenerlo d’acconto ma lasciare le bottiglie a dormire per anni o farle stappare ai lettori di Wine Spectactor che ne comprano ben più della metà, oltre che peccato, vuol dire non aver fiducia nei filari di casa Travaglini e di una natura che, se ben governata, continua a regalare un grande tesoro. Il quale, per la cronaca, in quel di Gattinara costa poco più di venti euro a bottiglia iva compresa; parola di Cinzia Travaglini.

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mar  08
3
alle 11:00
da Strami

Ultimo commento:

di solo il 01/1/70

che mi dite della riserva del 1964


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3 Commenti to “Oggi si stappa : Gattinara riserva”

  1. marco dice:

    grande vino ma ahiii!!!! ahii!!! nel centro sud non molto bevuto come il barolo diciamolo no è frequente comprarlo e degustarlo nelle tavole forse troppo caratteriale

  2. Anonimo dice:

    forse hai ragione resta il fatto che un nebbiolo come il gattinara, gattinara, è un film da non perdere

  3. solo dice:

    che mi dite della riserva del 1964

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