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Oggi si stappa : Grumello
Non vorrei sembrare ripetitivo parlandovi ancora della Nino Negri, maestra nella vinificazione della Chiavennasca, ma fra gli scaffali di un ipermercato,schierate in bella vista, mi è capitato di vedere delle bottiglie di Grumello sottotitolate da un cartellino di quelli che invitano a quell’acquisto d’impulso tanto caro ai capoccioni del marketing. Per cui, perchè deludere chi si era inventato di offrire 75 cl di Valtellina a meno di otto euro la bottiglia? Tornato a casa, con qualche decina di euro in meno in portafoglio ma con la fretta di verificare la bontà dell’offerta, dopo un paio di giorni di riposo, via il tappo. Un po’ d’ossigeno, giusto che la piastra fosse bella calda per il filetto in “comanda”, e subito a cercare l’odor di nebbiolo. Non trascendentale, a dir la verità , ma profumi di frutta, fiori e un tantino di spezie non hanno tardato a farsi sentire. Anche se un po’ “schiacciati” rispetto a quelli di un Vigna Rossa, bevuto tempo fa. D’altra parte, se due vini hanno nomi diversi e uno dei due non è in offerta ci sarà un perchè. In ogni caso, a filetto pronto, anche questo rosso granato di casa Negri, può starci. Certo, non bisogna invitare chi non frequenta gli ipermarket ma non è detto che, per bere bene, si debba sempre pagare la sovratassa all’enoteca. Tanto più se il 95% di uve Chiavennasca e il 5% di Brugnola e Fortana, vinificate in acciaio e affinate in grandi legni di Slavonia sono “lavorate” da gente che ci sa fare e non pare curarsi molto se qualcuno lamenta che i Valtellinesi d’oggi non tradiscono le spontaneità dei nebbioli di una volta. Vero, che troppa tendenza alla vinificazione perfetta possa impoverire il terroir ma come, e perchè evitarla se, un filetto fatto in casa e un onesto bicchiere di Grumello, ti fa dimenticare finanche la crisi di governo, lasciandoti in bocca equilibrate sensazioni di armonie sempre più rare?
da Strami
Ultimo commento:
di il 01/1/70
se mi anticipi il Sassella,
che mi tenevo come lussuosa carta ...
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febbraio 5th, 2008 at 09:00
beh della Negri ti consiglio la Sassella, tra i nebbioli della valtellina è il più personale, oltrettutto la trovi sia in versione base (costo simile al grumello) sia nella versione “cru” che Negri chiama La Tense.
oltretutto posso dire di conoscere bene questo vitigno … mio padre nacque proprio nella casa attaccata alla chiesa di Sassella … e miei zii erano produttori di Sassella (molte uve le rivendevano proprio ai vari produttori locali …)
max
http://lapiccolacasa.blogspot.com
febbraio 5th, 2008 at 10:37
oh, max, che piacere trovarti “anche” qui…
febbraio 5th, 2008 at 13:13
Grazie per il suggerimento ma …
se mi anticipi il Sassella,
che mi tenevo come lussuosa carta joker…
Ora mi toccherà stapparne una bottiglia anzi tempo
(He He He l’invito di un lettore qualificato è più che una buona scusa Ri he he he he )