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Vini

Oggi si stappa : Sagrantino Antignano docg

Ultimo fine settimana, quello appena passato, con Festivi Calici, in quel di Montefalco. Comune umbro che, con particelle dei municipi di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria, è terra d’origine del Sagrantino Docg. Rosso autentico, alcuni lo vorrebbero addirittura come autoctono per via di testimonianze risalenti al primo secolo dopo Cristo, prodotto esclusivamente in purezza con uve Sagrantino e nelle due tipologie previste dal disciplinare : secco e passito; diverso il discoro per il Montefalco “soltanto” Doc. In questo caso, le uve di Sagrantino sono limitate ad una percentuale che varia dal dieci o quindici per cento su un totale fatto di uve Sangiovese, circa il settanta per cento, e altre uve a bacca rossa non aromatiche.

Tornando a Festivi Calici, con domenica si è conclusa la serie di week-end voluti proprio per esaltare la produzione del passito di Sagrantino e di un altro centinaio di passiti, muffati e vendemmie tardive provenienti da mezzo mondo chiamati a far da degno contraltare ad un uvaggio che ha del fascino meditativo non indifferente e ben si presta per momenti di alto palato. Ma, per non rendermi la vita troppo francescana e non potendo essere nella suggestiva Montefalco, ho trovato rifugio in una bottiglia non di passito ma di secco Guado alle Chiavi, imbottigliato da Brogal. Vino al quale l’autorevole Luca Maroni assegna un indice di piacevolezza di 85 punti, iscrivendolo nella seconda pagina dei Sagrantini d’Italia, contro i miei 89 punti della prima pagina web che non ho. D’altra parte, queste di Peperosso non solo bastano ma vanno più che bene per parlarvi, ogni settimana, di un bianco, rosso o passito che sia, senza per questo salire troppo in cattedra e senza voler stupire con effetti speciali. Lasciando a voi, piuttosto, il giudizio finale. Opinione certamente diversa dalla mia, guai se non fosse, ma il caso di questo generoso rubino, zoppo di un pizzico di lucentezza, potrebbe anche accumunarci nel corale peccato di non poter stapparne una seconda bottiglia. A riprova delle piacevoli sensazioni della prima.

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gen  08
9
alle 10:30
da Strami


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