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Relais Monastero di San Biagio – Birre, Salumi e Charme (Capitolo II ed ultimo)

(continua dalla settimana scorsa)

Nel laboratorio brassicolo dell’Antico Monastero di San Biagio, tra bottiglie impilate pronte per abbandonare i boscosi clivi del Monte Subasio, nelle vasche di fermentazione fremono le giovani vite di una weiss e di una natalizia, preparata usando “miele ed alloro”, ti confida affabulatorio Enrico.
La regola non scritta della brassificazione qua è semplice: “utilizzare solo materie prime d’eccellenza, dall’acqua che ha reso celebre Nocera Umbra fin dall’epoca dell’antica Roma all’orzo nostro, maltato nelle vicine Marche. E poi, spezie e mieli che sono a portata di mano. Come se a brassare fossero ancora i monaci”, e puoi quasi vederlo un saio di quelli uscire nella brumosa mattina umbra a raccogliere erbe e bacche.

Al San Biagio le birre sono di quattro tipi diversi.
C’è la Ambar, una dunkel dall’aroma di caffé tostato e del color del saio di cui sopra, che si esalta con note caramellose che scivolano languide verso un retrogusto di sherry invecchiato in botte.
E la Verbum, una weiss in piena regola ma meno asprigna delle consorelle di stile, dai riflessi verdastri ed una piacevole nota di mela verde non ancora pienamente matura, che assumono durante la beva più consapevoli toni di banana e prugna.
Con sommo gaudio passi poi alla Gaudens, una pale lager di corpo ed anima, che provate a farla stare un po’ nel bicchiere e sentirete che aroma come di miele appena tolto dalle arnie…
Ma la punta di diamante è senz’altro la Monasta, birra d’ispirazione monastica – l’italica risposta alle bières d’abbaye - dall’ammaliante color nocciola riflessato di rubino, ricco di calde note erbacee e speziate.

Per accompagnarvi non avrete di meglio che i salumi prodotti direttamente al Monastero dai suini neri allevati allo stato brado nei boschi della tenuta.
Prosciutti, selle – la parte superiore della schiena, lardo venato di una sottile striscia di deliziosa carne, qualcosa di simile a quello che nelle aree della Cinta Senese chiamano rigatino -, capocolli, pancette, guanciali e l’immancabile ciauscolo, affumicato e stagionato prima di essere spalmato su una rustica fetta di pane.

Magari accompagnandosi con una Monasta.
Magari sulla terrazza dell’Antico Monastero di Monte San Biagio.

Antico Monastero di San Biagio
Loc. Lanciano 42
02025 – Nocera Umbra (Perugia)

[Foto dal sito www.luoghispeciali.it]

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ott  08
31
alle 08:00
da Fabrizio Gabrielli


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