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Nelle cucine con Andrea Palladio
Fra le proposte editoriali che in periodo di strenne natalizie vanno per la maggiore, quelle dedicate al ben mangiare e buon bere sono decisamente fra le più gettonate e stilarne una lista sarebbe davvero come vestire i panni di Tom Cruise nel suo ” Mission impossible”. Tuttavia qualche dotta e ghiotta curiosità c’è.
E’ il caso del ” Nelle cucine con Andrea Palladio ” che, oltre a rendere onore al padovano Andrea di Pietro dalla Gondola, nato giusto cinque secoli fa, descrive le sue invenzioni architettoniche nel progettare quegli spazi d’uso quotidiano, come le cucine, all’interno delle ville che lo hanno reso celebre.
Luoghi che da quel momento in poi noblitarono la stessa professione dei cuochi permettendo loro di uscire fuori da una cucina tutta onta, bagnati ancora di brodo, tinti di fumo, sporchi di grasso, onti di oglio, con le pentole, i piatti, il pestello, il mortaio e lo spiedo, entrarono nelle scuole e drizzando una Accademia di leccardia, si cominciarono a far conoscere per maestri e dottori come dice Tommaso Garzoni nella sua “Piazza universale di tutte le professioni del mondo” datata 1585.
Ed è con i cuochi che continua la seconda e la terza parte del libro dove, dopo tanta creatività artistico architettonica, vengono illustrati cinque ” progetti gastronomici” di chef di gran lignaggio.
Non le solite e semplici ricette o un piatto finale ben fotografato quanto vere invenzioni dall’impianto quasi architettonico che precedono le “traduzioni” di alcune ricette ispirate da trattati gastronomici del cinque e seicento, intepretate in chiave attuale da altri cuochi.
Un volume, dunque, che grazie alle cure di Giuseppe Barbieri, insieme a Paolo Marchi, Raffaele Girotto, Annika Mayor, Giancarlo Perbellini, Nicola Portinari ed Emanuele Scarello, spalanca le porte di mondi artistico-architettonici e gastronomici affascinanti e insolitamente originali.
Un altro fiore all’occhiello per Terra Ferma.
da Strami
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