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Té alla menta ed assenzio per sogni in technicolor

Dici Assenzio e subito pensi al liquore maledetto, alla celeberrima fata verde, a Verlaine che ne tesseva le lodi e a Marylin Manson che in illo tempore s’è pure messo a produrlo, dopo essersene innamorato.
Ma forse non tutti sanno che l’Artemisia Absinthum ha anche virtù lenitive per dolori e fatica, come Mario di Blogeko faceva notare tempo fa.
E che una parente stretta, che nel Maghreb chiamano Chiba, viene utilizzata per aromatizzare il tradizionale té alla menta.
Aggiungendo un paio di foglioline all’infusione di té è possibile conferire al decotto una sfumatura amara che si sposa alla perfezione con il dolce della menta, meglio se mentha viridis, la menta romana per intenderci.
E c’è chi sostiene che il suo consumo esalti la percezione cromatica dei vostri sogni.
Che – ci auguriamo per voi che leggete – non siano gli stessi di Marylin Manson.
Foto | Flickr
da Fabrizio Gabrielli
Ultimo commento:
di il 01/1/70
Ma te...
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aprile 15th, 2008 at 21:27
te alla menta!!! straordinaria bevanda rinfrescante riflessiva eccitante…grandi bevute in marocco tempo fa e sempre in marocco straordinario incontro con i venditori di menta…intorno a loro grandi profumi e colori
aprile 15th, 2008 at 22:27
ah, i mercati maghrebini, i souk, piazza djamel-el-fna a Marrakech… ed il té alla menta.
Ma te, Marco, con o senza chiba (o assenzio che dir si voglia)? E i sogni, poi? Davvero così a colori?