Archivi per ottobre, 2009

Che si dice?

Sulle note di Verdi ultimo appuntamento ‘09 con Cena di Note

razzolini_loredanCena di Note, percorso itinerante presentato nella cornice veneziana di palazzo Grassi nel marzo 2009, che ha toccato alcune tra le più belle dimore storiche del Veneto nella ricerca del connubio tra emozioni musicali e raffinate sinfonie di gusti, è giunto al suo ultimo appuntamento giovedì 29 ottobre. Luogo per il gran finale, la secentesca villa Razzolini Loredan, ai piedi delle colline di Asolo, in quelle parte di Marca Trevigiana gioiosa et amorosa scelta quale luogo ideale per stabilirvi la nobile corte di Caterina Cornaro quando la Serenissima lo era davvero e di capannoni produttivi, ma brutti, neanche l’ombra.
Tantè che almeno grazie a questa rassegna, organizzata dal Corriere della Sera Veneto, 7 Gold, Papageno e un lungimirante istituto bancario straniero e di signorili patron di ville famose, un po’ di quelle arie e di quel savoir-vivre di un tempo ormai lontano, si possono ancora respirare.
E in tema di arie, riferendoci a quelle musicali che hanno caratterizzato tutti gli appuntamenti di questa rassegna , questa volta è toccato a quelle del Rigoletto di Verdi e alla forza espressiva del baritono Mauro Augustini e della soprano Silvia Dalla Benetta accompagnati al pianoforte dal maestro Alessandro Tortato. Contraltare operistico più che azzeccato per la cena ispirata alla tradizione mantovana.
Città dove per esigenze di libretto e partitura, Francesco Maria Piave e Giuseppe Verdi ambientarono i tre atti del Rigoletto, divenuto tale cambiando il nome al Tribulet de “Le Roi s’amuse” di Victor Hugo che nel dramma romanzato raccontava delle dissolutezze di re Francesco I di Francia, diventato, a sua volta, altro cambiamento verdiano, il personaggio del Duca di Mantova.
Ma tornando al menu, giocato nel nome di una città definita da Orio Vergani come “fasciata da una solitudine come destin”, lo chef Gianpietro Pusceddu di villa Razzolini Loredan e Diego Tomasi del ristorante Il Basilisco di Treviso hanno rimosso quell’embargo portando sulle tavole asolane sapori e colori di piatti come il risotto alla pilota con zucca alla mantovana e saltarei, i tortelli “sguazzarotti” con salsa saorina, il filettino di luccio in salsa con tortino vegetariano, la torta delle rose e altre …composizioni.
Accompagnate da una selezione di etichette della Varaschin della vicina Valdobbiadene
Nella gallery, qualche immagine della serata e di qualche piatto scattate dall’amico Renato Vettorato, fotografo professionista che non immortala solo grandi eventi ma diventa lui stesso coartefice del successo di molti patti di grandi chef, difficilmente descrivibili solo a parole.
Ma di quest’altra storia, ovvero di un maître photographe, ve ne parlerò un’altra volta, con più calma.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  09
31
alle 11:21
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo, Peperosso consiglia....., Primi piatti di pesce, Ricette della tradizione

Hostaria Da Poggi, magnar da venexian

stefano aldreghetti confraternitaPuò capitare di essere a Venezia e trovarsi a chiedersi dove pranzare senza entrare in uno dei tanti locali buoni per turisti che magari amano il rischio di conti salati o in locali che ormai hanno perduto quell’identità tipica delle vecchie trattorie veneziane o dei “bacari”, che proponevano le più esemplari specialità di una cucina fatta di cose semplici che sanno diventare raffinate non appena se ne comprende il valore.
Piatti a base di quei prodotti dell’entroterra lagunare e di pesci non blasonati ma non per questo di poco valore: sardoni, anguelle (acquadelle), masanete (piccoli granchi di laguna), folpetti e capesante caorline, e altro ancora che, insieme alle specialità della terra, fegato alla veneziana, risotto coe secole (piccoli pezzetti di carne che rimanevano attaccate alle ossa dopo la spolpatura di tagli nobili), pasta e fasioi col museto (cotechino) e non ultimo il baccalà alla veneziana e mantecato.
Insomma, delizie gastronomiche di un tempo passato che torneranno con tutta la forza dei loro sapori sulle tavole di un locale che, in quel di Cannaregio sarà il locale per chi, a Venezia, vuole mangiare come si è sempre mangiato a Venezia.
Prima del mordi e fuggi dei milioni di “foresti” che assediano ogni giorno la Serenissima, tanto da renderla più simile a una Veneland che a quella città che è ancora fra i ricordi di molti. chef-stefano-aldreghetti-sbuga Ai fuochi della Hosteria da Poggi, questo il nome del ristorante che dal 4 novembre sarà un punto de stea, come dicono in laguna, Stefano Aldreghetti e tutta la sua perizia per una rinnovata versione di questo locale veneziano che risponderà alla domanda del dove si va a mangiare nella città dei Dogi, senza entrare nell’anonimato di un locale senza personalità.Per trovarlo, nel cuore di Venezia, basta che vi segnate Cannaregio, 2103 Rio terà della Maddalena, a 100 metri dal casinò.poggi ristorante
Comunque qui c’è una mappa oppure, l’home page dell’Hosteria Da Poggi.
p.s
Nota interessante: Hosteria Da Poggi fa parte dei ristoranti, non moltissimi in verità, dove anche gli intolleranti al glutine possono star tranquilli, basta avvisare lo chef

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  09
30
alle 08:01
da Strami

Ultimo commento:

di Strami il 01/1/70

E' un pezzo che non passo di la ma la settimana prox sarò da quelle parti e farò debite verific...

Peperosso consiglia....., Vini, giornate diverse

Aglianico, aglianico e ancora aglianico a Battipaglia

pop_fabbricaParte l’undici novembre la rassegna dedicata al vitigno autoctono tra i più antichi e nobili del Sud: l’Aglianico. L’evento, organizzato da “La Fabbrica dei Sapori…” di Battipaglia, capitanata da Cosimo Mogavero in collaborazione con Luciano Pignataro Wineblog, riunisce per la prima volta più di 50 cantine produttrici di Aglianico provenienti da tutti le zone più vocate. Prima fra tutte la Campania con le cinque zone Irpinia, Taburno e Beneventano, Cilento, Terra di Lavoro e Vesuvio. Altro grande Aglianico del Vulture, dalla Basilicata e quelli di Puglia e Abruzzo. Due giorni di banchi d’assaggio liberi, degustazioni guidate e incontri con oltre 15 enologi che racconteranno la propria esperienza con questo vitigno dalle diverse possibilità espressive in ogni singolo territorio. Tre i laboratori specializzati su prenotazione e a pagamento: uno mercoledì 11 novembre dedicato all’Aglianico del Vulture con una degustazione dedicata alle aziende emergenti del momento, gli altri due a cura di due rappresentative aziende di Campania e Puglia.
Info ulteriori officinegourmet@gmail.com

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  09
29
alle 02:07
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Peperosso consiglia....., nuove tendenze

Curiosità vegetariana

germogliFra le tante mode gastronomiche che periodicamente si affacciano sulle nostre tavole, quella dell’uso dei vegetali e delle verdure per ritrovare forma e benessere, sta conoscendo momenti di vero successo.
Ed è sulla scorta di questa attenzione del pubblico per una cucina il più possibile vegetariana che fra i tanti prodotti denominati “freschi di quarta e quinta gamma”, ovvero insalatine, ortaggi, vegetali vari e germogli, ha fatto la sua comparsa anche un prodotto dalla caratteristiche davvero curiose: confezioni di semi di germogli delle diverse varietà orticole da coltivare direttamente a casa propria per il consumo domestico.
Piccoli semi che una volta messi a dimora su una striscia di cotone, tenuto costantemente inumidito, o in un apposito germogliatore, sviluppano fragranti e gustosi germogli.
Pronti da mangiare in soli dieci giorni e con la certezza che dalla coltura al piatto, non c’è che qualche metro di distanza e poca spesa …

Qui torvate il link per saperne di più

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  09
25
alle 07:13
da Strami

Ricette, Ricette della tradizione

Il petto di faraona per il risotto, in forno tutto il resto

9Volete prepararvi un risottino usando un bipede che per nostra fortuna non si presta ad essere allevato in batteria con i ritmi del pollo e quindi riesce ancora ad avere un po’ di quel gusto che riporta la memoria a pennuti ruspanti?
Presto fatto, basterà che il vostro macellaio vi preparari un petto di faraona disossato e voi ci aggiungiate il riso, della cipolla tritata, 1 spicchio d’aglio tritato, un paio di cucchiai di olio di oliva, possibilmnete buono,
1 rametto rosmarino, anch’esso tritato, 1 bicchiere di vino, 1 bicchiere di Marsala, 1 noce di burro, 2 cucchiai di grana, farina 00, sale e pepe.

    A questo punto, tagliate la faraona a cubetti della larghezza di 1/2 centimetro e spolveratela con un po’ di farina.
    Scaldate una padella a fuoco vivo con un cucchiaio d’olio extra vergine, un po’ di cipolla e aglio e quando il tutto ha raggiunto un po’ di colore, aggiungete la carne di faraona.
    Salate e pepate facendo andare a fuoco vivo per 2-3 minuti, poi bagnate con il Marsala e fate evaporare aggiungendo il rosmarino tritato insieme ad un mestolo di brodo ( precedentemete preparato) e fate cuocere per altri 2-3 minuti.
    In una pentola soffriggete cipolla e aglio, versate il riso e fatelo tostare aggiungendo il vino bianco e, un po’ alla volta, il resto del brodo.
    A circa metà cottura aggiungete la faraona e aspettate la cottura del riso.
    Qualche momento prima di servire, mantecate con burro e grana.

    p.s
    Se il vostro macellaio non vi ha procurato solo il petto ma vuole darvi anche il resto della faraona, visto che normalmente viene venduta intera, niente paura, cosce, avancosce, ali e il resto del busto possono andare benissimo in forno per preparare anche un gustoso secondo usando la stessa preparazoine che riservate al pollo.

    Condividi:
    • Digg
    • del.icio.us
    • Facebook
    • Google
    • OKnotizie
    • Technorati
    • Wikio
ott  09
23
alle 12:20
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, nuove tendenze, per sapere la vostra....

New entry in casa Communicagroup

comunicaroma1New entry in casa Communicagroup.it. Il nostro blognetwork fornisce da 4 anni un’informazione ricca e variegata raccolta sul web e verificata da professionisti dell’informazione. Oggi Communicagroup è arrivata a 400 mila utenti unici al mese con 2 milioni di pagine viste (dati Nielsen). Nell’ambito di una strategia che punta costantemente ad allargare la propria offerta informativa ecco due nuovi blog: Comunicaroma.info e Rilaxati.it.

Obiettivo di Comunicaroma.info è quello di offrire una rapida sintesi di quanto accade di importante
nella città: dalla cronaca agli eventi, dall’arte ai servizi di utilità, dalla musica allo spettacolo, alla vita dei quartieri. Comunicaroma.info si propone dunque come strumento utile per chi vive o visita Roma.
Punta invece a soddisfare la curiosità degli occhi Rilaxati.it, il blog che raccoglie le notizie più intriganti dal mondo della Rete, attraverso gallery fotografiche strane, spettacolari, affascinanti e spesso uniche. Un modo, speriamo intelligente e spassoso, di rilassarsi un attimo, così come propone il nome del blog, magari durante una pausa caffè o alla fine di una giornata impegnativa.
Comunicaroma.info e Rilaxati.it sono dunque il giusto mix di informazione e divertimento per rendere sempre più unica e variegata l’offerta di CommunicaGroup.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  09
20
alle 03:06
da Strami

Vini

Oggi si stappa: Piedicero

buonaLe uve vengono raccolte seguendo un calendario che da la precedenza agli acini dal sapore vagamente erboso del Merlot, seguono quelli del Carmenere, dalla buccia più consistente che racchiude una polpa dall’animo decisamente più “verde”, per ultimi, quelli di Cabernet Sauvignon, che riportano equilibrio nel sentore di erba, lasciando uscire la complessità odorosa di piccoli frutti rossi.
Fatto questo e pigiate le uve, lasciate a fermentare sulle bucce per una quindicina di giorni, il vino viene passato a fil di legno fino allo scoccare dei dodici mesi, assemblato nel cemento, in ragione di più Cabernet, meno Merlot e ancor meno Carmenere e infine, invasato nei vetri sui quali vien posta l’etichetta di Piedicero.
Con tanto di tappo tecnico che fissa il lungo lavoro e le scelte decise in vigna da agronomo ed enotecnico – Filippo Giannone e Andrea Boaretti – che curano i guyot e i cordoni speronati dell’azienda di Stefano Gris e le passioni di qualche altro amico che con lui, hanno dato il via alla grisswine alle produzioni di bianco, moscato e il rosso i.g.t.
Stappato, quest’ultimo, per queste righe ma anche per dire cosa ne penso a uno degli amici di Gris che ha voluto farmene omaggio qualche giorno fa.
Ebbene, se invece di una bottiglia fossero state due, l’avrei capito meglio…

Nel senso che questo Piedicero si presta ad essere bevuto senza tanti problemi pur viaggiando sui 14 gradi di un alcol ben inglobato nelle morbidezze del cabernet, lasciando decantare le forze boschive del carmenere e pareggiato dall’intermediazione di un merlot che sembra dare il giusto colpo al cerchio e alla botte.
Fatta di legni che per il Piedicero, non danno fastidio e non sopravvanzano su uno spirito genuino che tuttavia non sembra avere quella decisione di terroir che si sente ma non colpisce. O meglio, che a distanza di giorni, fatichi a ripescare nella memoria delle papille; anche rifotografando la bottiglia vuota.
Colpa della cattiva memoria – può essere – o di qualche altro passo ancora da fare verso una maggior decisione caratteriale per un rosso che ne ha la possibilità.

Cosa che sicuramente è stato fatto in questa vendemmia 2009 rispetto all’annata 2006 di cui vi ho dato conto, dandone conto all’amico che è avvisato: atttendo la vendemmia 2009.
Magari, all’apparenza ruffiana della morbidezza di questo vino, al suo contatto con il palato e le papile, è stata dato un attimo di mistero in più, costringendoti a rimestare la lingua per capire cos’è quel quid che non riesci a identificare ma ti colpisce e ne fai memoria.
Per ripescarlo, nei file delle sensazioni, e continuare a cercarlo. anche a bottiglia ormai vuota.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  09
18
alle 07:25
da Strami

Che si dice?, Chiedilo a Peperosso, Dov'eravamo, Libri di cucina, Peperosso consiglia.....

deGustibooks per tutti, a Firenze

DegustibooksRassegna dedicata alle passioni della buona tavola e delle buone letture, ha aperto ieri, a Firenze, deGustibooks . Nato da un’idea di Aida e della rivista Gola gioconda, deGustiBooks, che si avvale della consulenza artistica di Leonardo Romanelli, deGustibooks arriva al suo terzo appuntamento con il pubblico di appassionati lettori e buongustai ma anche con un mucchio di amici che cogliendo l’attimo, presentano le loro fatiche letterarie in tema di cibo, vino, tradizioni, usanze, tpicità, storie…
Insomma quanto di meglio si possa far passare per il cervello prima che per lo stomaco che in ogni caso non viene tascurato grazie anche all’intervento dello chef Marco Stabile e il suo staff che, dalle 18 alle 20, si cimentano nella reinterpretazione di alcuni piatti tipici fiorentini effettuando sia una dimostrazione in diretta che un assaggio del piatto cucinato, il tutto abbinato a buon vino.

copertinaMa tornando all’intelletto, fra le tante firme anche quella di una vecchia conoscenza di Peperosso che risponde al nome di Michele Marziani che sarà di scena sabato 17 alle 16,00 insieme a Marco Salzotto per presentare il libro Sovversivi del gusto (quello uscito lo scorso anno e il secondo volume che sarà in libreria a dicembre).
Altra graziosa firma, quella di Stefania Aphel Barzini, domenica con il suo L’Ingrediente Perduto, ma anche la firma di Marino Niola, Stanislao Liberatore o di Simon Majumdar.
Non ultime infine le presenze meno letterarie ma non per questo meno degne di nota di veri e propri top della cucina come Filippo La Mantia, Italo Bassi, Andrea Gori, Arturo Dori, Sergio Maria Teutonico, Maurizio di Mario, Velia de Angelis che danno vita a Food Show: sezione del deGustibooks per lezioni di alta cucina in diretta.
Insomma, una quattro giorni che fino a domenica sera ne ha per tutti i ….deGgustibooks, compreso l’atteso “Come diventare sommelier in 50 minuti” di sabato alle 21.30; spettacolo semiserio sui vizi, le curiosità, e i tic degli appassionati del nettare di Bacco, condotto da Leonardo Romanelli.
Maggiori informazioni le trovate qui

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  09
16
alle 03:48
da Strami

Chiedilo a Peperosso, Peperosso consiglia....., Ricette, Ricette veloci

Tacchino farcito… al volo

tacchinoUna chilogrammo di fesa di tacchino intera, 100 gr. di pancetta sottile, 70 gr. d’olio extravergine d’oliva, 1 noce di burro, 1 bicchiere di vino bianco, del brodo di carne, pepe e sale, 1 spicchio d’aglio, 1 rametto di rosmarino, dragoncello, salvia e timo.

Questi gli ingredienti per un piatto semplice, da fare …al volo e che richiede solo un’oretta di forno a 180 gradi.
Può andar bene per una cena inventata all’ultimo minuto ma anche per un single che voglia prepararsi delle porzioni da mettere in freezer pronte per il microonde
Per la preparazione aprite la fesa di tacchino a libro, salarla e peparla, adagiare nel mezzo la pancetta e le aromatiche ( rosmarino, dragoncello, salvia e timo ) dopo averle “pestate” con il rovescio della lama di un coltello.
Arrotolare la fesa su se stessa e legare con un giro di spago. Mettete il tutto in una teglia, unendo l’olio, il burro, l’aglio e infornate per un’ora.
Di tanto in tanto, girate la fesa irrorandola con un po’ di vino bianco e con il brodo.
A cottura ultimata slegate l’arrosto, tagliatelo a fette e servitelo con il sugo di cottura, avendo cura di filtrarlo con un colino.
Per chi è da solo, a quel punto, basterà avvolgere le singole fettine con della stagnola e metterle nel congelatore… pronte al bisogno.
Trattandosi di carni bianche, un bianco come uno chardonnay può andare benissimo ma volendo qualcosa di più corposetto, stappatevi un giovane merlot.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  09
9
alle 12:32
da Strami

Dov'eravamo, Peperosso consiglia....., giornate diverse

Viaggio ghiottone tra i frutti dimenticati

untitledCarni di Mora romagnola, agnellone, castrato, bovina Romagnola, formaggio di fossa, magari accompagnato dal Savor, Squacquerone , Raveggiolo, piadine, Sangiovese di Romagna, Albanana o Trebbiano per inaffiare il tutto, sono parte delle squisite tipicità della comunità montana, con “capitale” Casola Valsenio, che si possono scoprire girovagando tra l’alta valle del Senio, del Sintria e del Lamone.
Magari iniziando il tour proprio dal centro di Casola diventata famosa per essere la cittadina delle erbe medicinali e aromatiche ma anche per la “Festa dei Frutti Dimenticati” mentre qui alcune curiosità pubblicate su Blogeko.

Continua a leggere… »

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • Wikio
ott  09
3
alle 08:12
da Strami