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Filetto di branzino con mandorle e porcino

Quelli che vedete nella foto sono dei porcini, o meglio delle teste di porcino che stanno andando con un po’ di olio extra e un mezzo bicchiere di bianco e mi sono serviti per provare a cuocere dei filetti di branzino che invece vedete nella foto sotto.

Il piatto finito, invece, non l’ho fotografato ma vi posso assicurare che la ricetta che segue vale la pena di essere sperimentata.
Dunque se volete cimentarvi, sfilettatete o fatevi sfilettare un paio di branzini del peso di 3 / 4 etti di peso l’uno, adagiateli con la pelle verso il basso su un foglio di carta leggermente infarinato con farina da polenta ( bianca) molto fine e salateli appena un attimo con del sale di Cervia.
Intanto fate andare le teste dei porcini – una per ogni filetto – dopo averle tagliate a listarelle.
Quando avranno assunto una cottura appena appena dorata, toglieteli dal tegame e, al loro posto, adagiatevi i filetti di branzino che farete andare per qualche minuto prima di ricoprirli con i funghi.

Coprite il tegame e lasciate a fuoco bassissimo per una decina di minuti.
Tempo che vi servirà per sminuzzare grossolanamente una decina di madorle, a coltello.
Cinque o sei aggiungetele nella teglia due minuti prima della fine della cottura, il resto, una volta impiattati i filetti con i funghi, usatele per guarnire.
Come contorno, delle puntarelle con un goccio di balsamico tradizionale di modena.
Come vino, una malvasia istriana
da Strami
Bicchieri in mano e occhi alle stelle per S.Lorenzo
Cosa c’entrano le stelle cadenti con il vino e l’enogastronomia è presto detto visto che ormai da qualche anno non c’è zona d’Italia che non sia interessata da “Calici di Stelle”.
Appuntamento fra i più attesi, ideato da Città del Vino e Movimento del Turismo del Vino, per degustare le migliori produzioni vinicole accoampagnate dalle tipicità alimentari del nostro paese sotto la volta celeste che, proprio a ridosso della notte di San Lorenzo, comincia ad essere attraversata dallo sciame delle Perseidi.
Purtroppo al nord, ed in estensione anche al sud, le condizioni meteo non saranno delle migliori ma non è detto che fra una nuvola e un’altra, non si possa avvistare la scia giusta per esprimere il proprio personale desiderio come tradizione vuole si faccia alla vista di una cometa.
Mal che vada, e in fondo è questo lo scopo del ” Calici di Stelle”, ogni enogastro-appassionato potrà contare sul proprio bicchiere e continuare comunque la sua degustazione anche in quei luoghi dove non ci sarà la possibilità di guardare le stelle.
Cliccando qui potete trovare l’elenco dei comuni d’Italia dove si svolge l’evento per poter scegliere quello più vicino a voi.
Magari, con l’aiuto di qualche sito meteo, riuscite a individuare quello che non vi farà rinunciare al doppio piacere di un buon calice di vino e dell’affascinante spettacolo di una stella che cade.
da Strami
Fragole e spumante per una fresca estate
Lo spunto per una bevanda che funzioni contro le calure estive, fresca, vitaminica e dissetante, viene dal Bollicine Topline, del quale vi avevamo dato notizia.
La preparazione è semplice, basterà munirsi di un bicchiere appena più largo di un flut, una fragola bella matura e di un po’ di bollicine italiane. Scelte, magari , proprio fra l’elenco degli spumanti italiani che si sono aggiudicati i primi posti del concorso internazionale veneziano.
da Strami
Vini di val Calepio e assaggi bergamaschi a gratis
Se vi andrà di trascorrere il prossimo ponte vacanziero di fine maggio degustando del buon vino “a gratis”, allora segnatevi in agenda che dal 30 maggio al 2 giugno, in quel di Castelli Calepio nella frazione Castello De’ Conti, BereBergamo vi aspetta.
Le etichette dei produttori della val Calepio in degustazione, saranno circa una sessantina e non mancheranno, insieme al vino, le specialità tipiche locali servite in forma di assaggi.
Il tutto nell’affascinante cornice del castello dei Conti Calepino da cui si gode il panorama della val d’Oglio e della val Calepio.
Zona vitvinicola doc della quale ho già avuto occasione di parlarvi dandovi notizia di un bianco che sta conquistandosi i favori di un numero crescente di appassionati estimatori.
da Strami
Fave e pecorino per il primo maggio fuori porta
Se non siete affetti da favismo e non avete intolleranze al formaggio, questi sono i giorni delle fave e pecorino.
Un classico, soprattutto per i romani e la tradizionale scampagnata fuori porta del primo maggio.
Festa che quest’anno coincide di venerdì e ben si presta per una gita in quel di Nerola.
Borgo medievale sui Monti Lucretili del Lazio settentrionale a metà strada fra Roma e Rieti.
Ad aspettarvi nella piazza trasformata in tipico ristorante nerolese, una giornata intera a base di fave e pecorino ma anche di cicerchiole – pasta all’uovo tagliata a quadretti realizzata dalle donne del posto – con fagioli e cento altre ghiottenerie tipiche del territorio. Come le tradizionali bruschette nerolesi con varie salse e condite con il famoso olio d.o.p. che ha reso celebre questo luogo ben oltre le mura del castello che lo sovrasta.
Notorietà ben meritata anche per quel che riguarda la generosa ospitalità degli abitanti nerolesi che per “Sapori di di Maggio”, questo il nome delle manifestazione, garantisce a chi arriva fin lassù di essere serviti e riveriti con tanta grazia di Dio… a soli dodici euro.
Cliccando qui qualche informazione in più.
da Strami
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di Turisti del gusto » Blog Archive » Fave e pecorino per il primo maggio fuori porta il 01/1/70
Genova capitale Slow Fish

Quarta edizione per Slow Fish, manifestazione internazionale a cadenza biennale totalmente dedicata al mondo ittico e alle sue problematiche, giunta alla quarta edizione.
Organizzato da Slow Food e regione Liguria, con il sostegno di città di Genova, la provincia, camera di commercio e la collaborazione del ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, l’evento ha aperto ieri i cancelli del nuovo padiglione della fiera di Genova e si concluderà il 20 aprile.
Fra convegni, incontri, laboratori e degustazioni sarà dunque possibile capire meglio il mondo del pesce a cominciare dall’importanza che si deve dare alla scelta del pesce da portare in tavola.
da Strami
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di 5 alle 9: strilli quotidiani | Dissapore il 01/1/70
Pasqua e Pasquetta, nel parmense in bicicletta
Se avete paura di non riuscire a reggere l’assalto della calorie dei pranzi del weekend fuori porta di Pasqua e Pasquetta ma non volete rinunciarvi, allora la meta suggerita potrebbe essere il parmense. Terra di genuine e caserecce leccornie che può essere gustata senza paura grazie a Nolo bike Parma.
Progetto realizzato dalla provincia e da una decina di comuni della Bassa che offre la possibilità di seguire una serie di percorsi cicloturistici con tanto di noleggio della bicicletta. Che oltre a far vedere da vicino, e con calma, tutte le bellezze che a 100 all’ora sfuggono distrattamente, mette appetito ma aiuta la digestione.
Parcheggiata l’auto e inforcata la bicicletta, dunque, non resta che partire alla scoperta della patria di culatelli, prosciutti, tagliatelle, arrosti, timballi e dolci vari. Che non saranno più un pensiero e non stazioneranno nella vostra pancia più del dovuto.
I percorsi sono più d’uno, ma io suggerirei quello che da Soragna porta in terra di Verdi.
da Strami
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di Strami il 01/1/70
Bracioline di agnello, pistacchi, mandorle e raperonzoli

Vero che siamo in quaresima e si dovrebbe mangiare di magro. Vero anche che i nostri amici di Blogeko magari si arrabbieranno ma, le bracioline di agnello ai pistacchi, mandorle, raperonzoli e un paio di gocce di balsamico tradizionale, sono troppo sfiziose per aspettare che arrivi Pasqua.
Eccome come prepararle:
da Strami
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di strami il 01/1/70
L’Ultimo Mulino fa rima con San Valentino
Qualche giorno fa, BlogYourMind, ha pubblicato la classifica dei 10 migliori hotels per rapporto qualità-prezzo secondo una delle community di viaggiatori più grandi del mondo. Ovviamente, in vista del giorno più romantico dell’anno che per quest’anno, giusto oggi, è arrivato proprio di sabato. Giorno ideale per un fine settimana in una delle mete indicate da TripAdvisor ma anche per un altro posticino di charme tutto da scoprire, scovato nel cuore del Friuli.
da Strami
Polpette in economia
Piatto che rientra nel rispetto di una sana economia gastronomica domestica in tempi di crisi?
Le polpette da preparare con quel che è rimasto della carne usata per il brodo o un gran bollito.
Basterà prendere il pezzo di carne rimasta, che sia almeno del peso di due o 300 grammi , sminuzzarla per bene o usare uno dei tanti elettrodomestici avendo però cura di non ridurre la carne in poltiglia. Intanto, avrete lessato una o più patate ( 2 per ogni trecento grammi di carne ), che andranno schiacciate e mescolate insieme alla carne. Legate l’impasto con un uovo e insaporitelo con un cucchiaio di formaggio grana, un po’ di prezzemolo tritato, sale e pepe. Preparate le polpette, passatele nel pangrattato e friggetele in olio ben caldo. Asciugatele su carta assorbente e servitele su un piatto da portata con dei cuori di catalogna.
Ovvero le piccole foglie centrali di tre o quattro mazzi di catalogna che solitamente non vengono separate dal resto ma vengono lessate insieme alle foglie più larghe.
Per il vino, un Freisa può andare.
da Strami
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di marco il 01/1/70






