Archivi della categoria ‘Libri di cucina’
Quando chiedete fontina, siate precisi
Sarà la Fontina, o meglio le fontine, le protagoniste dell’incontro organizzato dalla regione Valle d’Aosta che per il 25 novembre a Saint-Vincent con inizio alle 17.00 presso il centro Congressi del Grand Hotel Billia.
Un momento di approfondimento, questa la promessa di chi cura l’evento “Io sono le fontine”, legato alla diversità e alla versatilità di questo formaggio e al concorso dedicato alle fontine d’alpeggio divenute, oltre che formaggi dop, uno dei simboli più fondanti della produzione agroalimentare delle Valle d’Aosta.
Un formaggio, la fontina, che grazie alle sue molteplici peculiarità riesce a rispecchiare ogni singolo piccolo produttore locale che, dai caseifici agli alpeggi in quota, tutti insieme danno origine ad un prodotto dalle mille personalità ma accomunate da un’unica identita.
Che, per l’occasione, sarà spiegata da Paolo Massobrio, enogastronomo e già autore della GuidaCriticaGolosa 2010, presentata al Golosaria di Torino, e che può rivelarsi particolarmente interessante per conoscere più da vicino le tante fontine che ci sono in giro.
Alcune delle quali non hanno mai visto la Valle d’Aosta.
da Strami
Indicazioni enogastronomiche: lanterne o lucciole
E’ capitato anche a noi di segnalare una rivista enogastronomica di buona caratura dove, a detta di un nostro lettore che dopo averne seguite le indicazioni, ci ha raccontato che fra le pagine dedicate a un ristorante, visitandolo, ha trovato parecchie notazioni non corrispondenti : succede.
Ci sono gusti si e gusti no, giorni si e giorni no e tanto altro ancora che può non far collimare le cose, per cui, anche articolo e articolista possono peccare e non essere in linea con il giudizio del lettore che, fiducioso di quel che legge, va e prova il locale indicato.
Quel che invece non dovrebbe succedere, leggendo una pubblicazione/guida fresca di stampa, è che un locale recensito compaia nonostante sia andato a fuoco qualche anno prima e mai più risorto dalle ceneri.
Se poi il ristorante continua ancora ad essere presente anche negli anni a venire, vedendo pure accresciuto il giudizio positivo, la cosa, come dice Massimo Bernardi, e con lui altre autorevoli firme enogastronomiche, la cosa, si diceva, va decisamente molto ma molto meno bene.
Non tanto perchè è diabolico perseverare, quanto perchè può succedere che il fiducioso lettore, con la sua bella pubblicazione in mano e trovandosi a passare dalle parti dove dovrebbe esistere tale ristorante ricco di entusiasti punteggi, decida di andare direttamente sul posto e scoprire che non può nemmeno essere in disaccordo con il recensore, trovandosi di fronte solo ceneri.
Ora, qualcuno dirà che una telefonata preventiva o di prenotazione, il fiducioso lettore dovrebbe e deve sempre farla ma perchè, il fiducioso lettore che ha pagato con i suoi euri il fior di recensione, deve anche preoccuparsi di verificare dell’esistenza ( in vita ) del ristorante recensito?
Tanto vale, se proprio proprio si cercano lanterne che a questo punto sembrano sempre più lucciole, spendere i soldi una sola volta nella vita e non ad ogni nuovo appuntamento editoriale fresco di stampa, aspettando, magari, che guide/publicazioni dopo qualche mese o anni, finiscano fra i saldi e messe in vendita a metà prezzo.
da Strami
deGustibooks per tutti, a Firenze
Rassegna dedicata alle passioni della buona tavola e delle buone letture, ha aperto ieri, a Firenze, deGustibooks . Nato da un’idea di Aida e della rivista Gola gioconda, deGustiBooks, che si avvale della consulenza artistica di Leonardo Romanelli, deGustibooks arriva al suo terzo appuntamento con il pubblico di appassionati lettori e buongustai ma anche con un mucchio di amici che cogliendo l’attimo, presentano le loro fatiche letterarie in tema di cibo, vino, tradizioni, usanze, tpicità, storie…
Insomma quanto di meglio si possa far passare per il cervello prima che per lo stomaco che in ogni caso non viene tascurato grazie anche all’intervento dello chef Marco Stabile e il suo staff che, dalle 18 alle 20, si cimentano nella reinterpretazione di alcuni piatti tipici fiorentini effettuando sia una dimostrazione in diretta che un assaggio del piatto cucinato, il tutto abbinato a buon vino.
Ma tornando all’intelletto, fra le tante firme anche quella di una vecchia conoscenza di Peperosso che risponde al nome di Michele Marziani che sarà di scena sabato 17 alle 16,00 insieme a Marco Salzotto per presentare il libro Sovversivi del gusto (quello uscito lo scorso anno e il secondo volume che sarà in libreria a dicembre).
Altra graziosa firma, quella di Stefania Aphel Barzini, domenica con il suo L’Ingrediente Perduto, ma anche la firma di Marino Niola, Stanislao Liberatore o di Simon Majumdar.
Non ultime infine le presenze meno letterarie ma non per questo meno degne di nota di veri e propri top della cucina come Filippo La Mantia, Italo Bassi, Andrea Gori, Arturo Dori, Sergio Maria Teutonico, Maurizio di Mario, Velia de Angelis che danno vita a Food Show: sezione del deGustibooks per lezioni di alta cucina in diretta.
Insomma, una quattro giorni che fino a domenica sera ne ha per tutti i ….deGgustibooks, compreso l’atteso “Come diventare sommelier in 50 minuti” di sabato alle 21.30; spettacolo semiserio sui vizi, le curiosità, e i tic degli appassionati del nettare di Bacco, condotto da Leonardo Romanelli.
Maggiori informazioni le trovate qui
da Strami
Toti Dal Monte e la cucina di Giuseppe Maffioli, altro che molecole
Non so se ricordate di alcune righe scritte a suo tempo in onore di un grande vecchio dell’enogastronomia che si chiamava Giuseppe Maffioli ma in ogni caso vi riparlerò di questo personaggio anche perchè, giovedì 30 aprile, altri hanno pensato di rendergli dovuto e meritato onore.
Cultore e maestro della cucina della tradizione, fu precursore dell’attuale “tipico e locale” e proprio rileggendo qualche suo scritto, l’ho pure immaginato in veste di commentatore delle polemiche di questi giorni sulla cucina molecolare.
Avendolo conosciuto, anche se non bene come avrei voluto ora che sono più avanti con gli anni, penso che non avrebbe mancato di usare una colorita espressione quale
“…ndè in mona “.
Invito alla veneta a cambiare registro che non credo abbia bisogno di traduzione tant’era la comprensibile schiettezza dell’idioma di Maffioli.
La stessa, che usò per diffondere concetti enogastronomici tutt’altro che molecolari, fatti del piacere per la convivialità genuina, della scoperta e riscoperta di tradizioni gastronomiche all’ombra di ogni campanile d’Italia e di prodotti locali che non hanno bisogno di tante manipolazioni fisico-biochimiche per diventare delizie del palato.
Come possono esserlo quelle del menù ideato per il secondo appuntamento della manifestazione “Cena di Note“, organizzata dal Corriere della Sera- Corriere Veneto in collaborazione con Papageno e 7Gold, per rendere omaggio proprio alla cucina del territorio e ai grandi interpreti del pentagramma.
Abbinando alla loro arte musicale, l’enogastronomia dei loro luoghi d’origine.
Carrellata di tipicità squisitamente ispirate alla cucina di Maffioli che in questo caso vanno dal fritto di
anguelle* gamberetti e schie** a una composizione in saor di sgombri, scampi e sarde. Dal gamberone scottato su letto di crema di fagioli di Lamon al risotto di nero di seppia. Dal conicio*** lardellato con articiochi**** di S.Erasmo e patate in tecia al tiramesù alla venexiana, baicoli carameli e fregolotta.
Delizie che sarebbero state sicuramente gradite anche alla soprano cui va l’omaggio della serata. Quell’Antonietta Meneghel, conterranea di Maffioli, che dalla natia Mogliano Veneto diventò Toti Dal Monte. .
Mito dell’operistica che oltre alle platee internazionali seppe conquistarsi l’incondizionata preferenza di un altro immortale: Arturo Toscanini.
* acquadelle , ** piccoli gamberetti di laguna, *** coniglio, **** carciofi,
da Strami
Se il Po arriva fino a Civitavecchia

“FOOD AND BOOK” è una rassegna enogastroletteraria organizzata dalla Condotta Slow Food di Civitavecchia e da Prospettivaeditrice.
Si tratta di una serie di incontri enogastroletterari che si propongono di illuminare, sotto una nuova luce, il rapporto tra i libri ed il cibo.
Ed il primo appuntamento, fissato per Domenica 22 Marzo, vede coinvolto un vecchio amico di Peperosso, Michele Marziani, con il suo “Lungo il Po“.
da Fabrizio Gabrielli
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di marco il 01/1/70
Il Dizionario dei Mieli Nomadi: dalla A(pe) alla Zeta

Se del miele sapete che lo producone le Api ( che, come ci dice blogeko, rischiano l’estinzione), viene raccolto dalle Arnie e la varietà che più apprezzate è quello di Acacia, non siete che al principio.
Non scoraggiatevi, per saperne di più sullo zuccherino oro colato non ci sarà bisogno di intonare Ave Maria o Angelus.
Basterà un Paternoster, il Paternoster – al secolo Andrea Paternoster -, demiurgo dei Mieli Thun, base in Trentino ed “arnie nomadi” in tutta Italia.
Che a dieci mani – insieme al cibocultore Andrea Salvi, al letterato apicoltore Luigi Manias, alla ricercatrice Lucia Piana ed alla disegnatrice Yushiko Noda aka Yocci – ha appena pubblicato, per Corraini Edizioni, il Dizionario dei Mieli Nomadi.
da Fabrizio Gabrielli
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di mario il 01/1/70
Free kitchen e-book

Oggi invece della solita ricetta voglio consigliarvi questo e-book che si può scaricare gratuitamente dove potrete trovare un sacco di ricette interessanti.
Il cuoco è Tatsu Nishin e, come capirete dal nome, è di asiatiche origini.
Nel suo libro “Autumn Omakase” ci descrive ricette, procedimenti e consigli; il tutto corredato da magnifiche foto.
Unico requisito…dovete masticare un po di inglese!
Per il download clicca qui
da Chiara Romiti
Nordest a Tavola e Ridere con Gusto
Il Vecio Fritoin di Venezia, la trattoria Dalla Libera di Sernaglia della Battaglia, La Cusineta di Breganze, l’Antica Trattoria Ballotta, La Tavolozza e il Pirio di Torreglia, la Baita all’Arte di San Gregorio nelle Alpi, La Tavernetta di Eraclea, Al Ponte di Lusia , Da Giovanni di San Giorgio in Bosco, La Montanella di Arquà Petrarca, Al Capriolo di Vodo di Cadore, Da Remo di Vicenza, Da Riccardo di Asiago, il ristorante La Torre di Spilimbergo, Agli Amici di Godia, Da Toni di Gradiscutta di Varmo, Ca’ dei Boci di Baselga di Pinè, sono i nomi dei ristoranti che, con i loro chef, coordinati dai padroni di casa della “Rotonda dei Sapori” di Mestre, animeranno il gran galà enogastronomico del Nordest a Tavola Parade, nell’ambito della più articolata manifestazione “Ridere con Gusto“.
Una quattro giorni ideata dai ristoratori de La Rotonda dei Sapori, ovvero Trattoria dall’Amelia, Baccalàdivino , Trattoria Valsugana e ristorante al Parco dei Pini, dalla formula semplice ma vincente: gastronomia di qualità, musica ed intrattenimento cabarettistico con i comici di Zelig.
da Strami
Sano come un pesce… mangiando pesce!

Fare gli occhi di triglia con la pescivendola meglio fornita del mercato ittico, beh, si può. Soprattutto se ne va della nostra salute.
L’Università di Navarra, infatti, ha scoperto che il consumo regolare di pesce – grazie alla ricca quantità di grassi acidi Omega 3 che il pesce contiene – permette di ridurre di oltre il 30% il rischio di soffrire disturbi neuropsichiatrici.
da Fabrizio Gabrielli
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di marco il 01/1/70
L’Advocaat, la crema all’uovo delle Fiandre

Il freddo di questi giorni fa riafforare una voglia di ricostituenti golosi. Mi sovviene che tempo fa ci chiedemmo cosa ci fosse di più corroborante di un Hot Egg Nogg, sì, insomma, caffé affogato nello zabaione. Anzi, nella sua “variante” fiamminga: l’advocaat.
L‘advocaat è una crema liquorosa, fatta con tuorli d’uovo, zucchero (o miele), brandy, vaniglia e – quando la consistenza è più densa – panna. Ai mercatini natalizi, nelle Fiandre, lo servono così, nature, da assaggiare con un semplice cucchiaino, anche se Mrs Wiki suggerisce sia usato come base per varie tipologie di cocktail, di cui il più famoso è lo Snowball (e cita pure il Bombardino de noantri).
Curiosa è la storia che ruota attorno al nome: advocaat è il prestito naturalizzato, in olandese, per lo spagnolo aguacate o avocado, a sua volta mutuato dal nàhuatl ahuàcatl (sembra uno scioglilingua), che significa… ehm… testicoli. Tale è infatti la forma dei frutti della Persea Americana, che a quanto pare proliferava dalle parti di Paramaribo, in Suriname. Tanto che i coloni olandesi là stanziati, stanchi di guacamole ad ogni ora del giorno, pensarono bene di sperimentare nuove alchimie con la succosa polpa degli avocados. E si imbatterono in questa delizia. Ora, trovare avocados una volta di ritorno nei Paesi Bassi era quantomeno difficoltoso.
E’ facendo di necessità virtù che si giunse all’illuminante rivelazione: perché non sostituire la polpa dell’esotico frutto con dei tuorli d’uovo sbattuti?
Voilà, ecco nato l’Advocaat!
da Fabrizio Gabrielli
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di Sara il 01/1/70






