Posts Taggati come ‘birra’
Nel gusto non c’entra la matematica: Trentatre di Birra del Borgo
Accendo il giradischi e metto su un trentatre giri. Gli altri, spossati dal viaggio, reclamano a gran voce buona birra. E sì che scorre sangue teutonico, nelle loro vene trentine: e poi, provateci voi ad entrare a Trento trotterellando. Sfido che vi venga sete.
Sfodero l’ennesima creazione di Leonardo Di Vincenzo, guru brassicolo di Birra del Borgo, ed ammutoliscono.
Trentatre.
Ambrata, per la precisione.
da Fabrizio Gabrielli
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di Mirko il 01/1/70
Altro che birrini e birracce… ‘na biretta!
Tempo fa si parlava di birroni, birrini e birracce, come compromesso low-cost ed industriale al variegato e molto-ma-molto-underground panorama brassicolo artigianale.
Non avevamo utilizzato il termine “birretta”, che con quel vezzeggiativo poteva rimandare a connotazioni negative.
E abbiam fatto bene.
Perché ecco che oggi, annus domini 2009, la “biretta” si concretizza in malto e persona.
Fedeli al dettame che ‘na biretta è sempre ‘na biretta – come si dice spesso e volentieri a Roma e dintorni –, infatti, c’hanno pensato i ragazzi del Birrificio Ostiense Artigianale a lanciare la nuova “birra chiara artigianale BBONA”.
‘NA BIRETTA, per l’appunto.
Ma che d’è ‘na biretta?
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da Fabrizio Gabrielli
Mild, Mild West (Le Mild Ales, orgoglio birrario britannico)
E poi vi diranno che se siete davvero amanti delle birre inglesi, beh, non potete evitare in vita vostra una sorsata di Mild.
E voi, che un po’ l’inglese lo masticate (anzi, lo ingollate), vi chiederete cosa significherà mai quella “leggerezza” del nome, Mild Ale.
Partite da un presupposto: ad essere leggera è la luppolatura. Insomma, se amate le bitter ales, se siete invaghiti dei fiori di luppolo, potreste rimanere delusi.
Ma noi non amiamo solo Mr Humulus Lupulus. E pensiamo che un assaggio valga bene la pena.
da Fabrizio Gabrielli
La Birra al Chinotto – n°8 del Birrificio Scarampola

Il Citrus Myrthi Folia è già passato per queste pagine, ricordate?
Chi…?
N’otto!, sì, proprio il chinotto, del quale abbiamo prima tracciato le origini, poi lodato i fasti, infine suggerito come prepararlo (artigianalmente, Strami docet).
Oggi torna come guest star di una birra senz’altro sopra le righe, la piacevolissima n. 8 del Birrificio Scarampola, birra millesimata (se non altro perché prodotta nel Monastero di Santo Stefano a Millesimo, un tiro di schioppo da Savona).
da Fabrizio Gabrielli
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di sandra il 01/1/70
Peperosso’s Endorsement: Birre sotto l’Albero 2008

Che Peperosso – da un po’ di tempo a questa parte – si sia dedicato ad un endorsement spassionato del nettare di Gambrinus è cosa nota.
Perciò, se anche voi siete appassionati del “brodo di malto” e leggete queste righe in un freddo sabato mattina capitolino, e mettiamoci pre che non sapete proprio come ingannare il pomeriggio, ve la troviamo noi qualcosa di meglio dello shopping natalizio.
Tuffatevi a Trastevere per la seconda edizione di Birre sotto l’Albero.
da Fabrizio Gabrielli
Traquair House Ale, la Scottish Ale pro cioccolato

Abbinare il vino alla cioccolata è un compito gravoso, e questo lo si sapeva già da un pezzo. Noi, per non sbagliare, ci affidiamo ai superconsigli di chi ne sa ben più di noi: Barolo Chinato, Aleatici di Puglia, guasconi Banyuls e Maury.
Oppure ci gettiamo su una pinta di Scottish Ale che profuma di brughiera, inverni gelidi, passeggiate su uno stuolo di foglie ingiallite e castelli dall’aria inquietante, come quello di Traquair.
All’interno del quale viene brassata, per l’appunto, la Traquair House Ale, una birra chocolate-friendly.
da Fabrizio Gabrielli
Enkir, l’ultima arrivata di Birra del Borgo

Glielo dico sempre, io, a Mirko della Bottega Bir&Fud che è beato lui a bazzicare certe menti geniali.
Come Leonardo Di Vincenzo, il mastro birraio di Birra del Borgo, alcuni capolavori del quale sono già passati sulle pagine di Peperosso (la Genziana, la Ke-To Reporter e la natalizia 25 Dodici).
O Gabriele Bonci, maitre-à-penser della panificazione romana, per dire, quello che ha sfornato la pizza LSD (Liquirizia-Salsiccia-Datteri).
Oggi, dal brain storming tra i due – coadiuvati dal langhigiano Mulino Marino - nasce la Enkir, la prima birra al farro monococco.
da Fabrizio Gabrielli
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di giorgio il 01/1/70
Le salsicce affumicate di Scozia, l’HP Sauce e la BrewDog Paradox

Negli ultimi tempi la Scozia si insinua prepotentemente nella mia vita.
Non che me la vada a cercare, ecco.
Eppure, chiunque incontro mi parla di quanto è bella la Scozia, quanto è fredda la Scozia, quanto piove in Scozia, quanto è buono l’Haggis e…
E poi c’è un amico – Angelo – che fa un raid al Salone del Gusto a Lingotto e quando torna e mi dice “ho un pensierino per te” mi piglia l’insana preoccupazione che sia qualcosa proveniente dalle Highlands.
C’è bisogno che vi dica lo stemma di quale nazione campeggiasse sulla busta arrivata per direttissima dal Lingotto?
Però magari vi potrà far piacere sapere cosa c’era dentro…
Le salsicce più buone che abbia mai mangiato (chiaramente, di quelle provenienti dalla Scozia).
da Fabrizio Gabrielli
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di Fabiana Del Nero il 01/1/70
Cominciavo a essere stufa d...
Relais Monastero di San Biagio – Birre, Salumi e Charme (Capitolo II ed ultimo)

(continua dalla settimana scorsa)
Nel laboratorio brassicolo dell’Antico Monastero di San Biagio, tra bottiglie impilate pronte per abbandonare i boscosi clivi del Monte Subasio, nelle vasche di fermentazione fremono le giovani vite di una weiss e di una natalizia, preparata usando “miele ed alloro”, ti confida affabulatorio Enrico.
La regola non scritta della brassificazione qua è semplice: “utilizzare solo materie prime d’eccellenza, dall’acqua che ha reso celebre Nocera Umbra fin dall’epoca dell’antica Roma all’orzo nostro, maltato nelle vicine Marche. E poi, spezie e mieli che sono a portata di mano. Come se a brassare fossero ancora i monaci”, e puoi quasi vederlo un saio di quelli uscire nella brumosa mattina umbra a raccogliere erbe e bacche.
da Fabrizio Gabrielli
Posso parlarti dell’Haggis?

Simone è reduce da un soggiorno prolungato in Scozia.
Nella terra di Wallace e Burns ha studiato e danzato leggiadro, assaporato whiskey e trangugiato haggis.
Quando lo racconta in giro, che lui ha mangiato l’haggis, dapprima curiosi lo implorano di raccontargli di cosa si tratta.
Dopo dieci secondi lo interrompono schifati.
Bleah, dicono.
Bleah?, chiede lui.
Per questo Simone mi chiede, posso raccontarti di quando ho assaggiato l’haggis?
Simone lo sa. Io, bleah, non lo dico mai.
Si, occhei, ma cos’è questo haggis?
da Fabrizio Gabrielli
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di Simone il 01/1/70
Fair fa' your honest, so...






