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French 75, cocktail da guerra
Quando fu inventato durante la prima guerra mondiale, uno degli ingredienti originari del French 75 era il cognac ma con l’andare dei tempi, il morbido distillato fu sostituito dal gin che lo rese ancora più secco e preciso proprio come l’arma dell’artiglieria francese da 75 millimetri da cui prese il nome.
Il French 75 non è difficile da preparare e ancora meno difficile da bere data la decisione del succo di limone mescolato con la forza del gin, l’aggiunta delle bollicine dello champagne, o di ottimo prosecco per contenere il costo, e la morbidezza dello sciroppo di zucchero semplice.
Per le dosi :
1 oz di gin ( circa 30 millilitri o tre cucchiai ), 1/2 ounce di succo di limone (un’oncia vale 28,3 grammi ma per semplicità 1 cucchiaio e mezzo di succo andrà bene) 4/ 5 ounce di champagne (circa 120 millilitri ) e 1/4 oz di sciroppo (circa 7 millilitri pari a un cucchiaino ).
Per lo sciroppo : mettere 1/2 tazza di zucchero e 1 / 2 tazza di acqua in una piccola casseruola messa su fuoco medio e mescolare fino a quando lo zucchero si scioglie. Raggiunta l’ebollizione, ridurre il calore a medio-basso e fare andare per 5 minuti per poi lasciare raffredare lo sciroppo che, una volta fatto si usa tutte le volte che i cocktail lo richiedono… fino a finirlo.
Inutile dire che tutti gli ingredienti prima di “armare” il vostro French 75 vanno ben raffredati per vincere la guerra…contro il caldo di questi giorni.
da Strami
Singapore Sling, fascino rosa di un cocktail del 900
Tre parti di Gin, una di Cherry Brandy, due di succo di limone e quattro di Soda water. Alcuni cubetti di ghiaccio e una ciliegina di maraschino.
Sono questi gli ingredienti che non vi devono mancare per uno dei cocktail più datati nelle liste dei locali più famosi del mondo.
Va benissimo in ogni ora della giornata anche se, come tutto quel che si beve a base di alcol, è meglio assumerlo dopo che si è parcheggiata ben bene la proprio autovettura e non la si deve riutilizzare almeno per un paio d’ore.
Dettovi questo, ecco il semplice procedimento ideato dal barman Ngiam Tong Boon, del Raffles Hotel, nel lontano 1915 in quel di Singapore.
Mettere alcuni cubetti di ghiaccio nello shaker e aggiungere gli altri ingredienti di cui sopra, tranne la Soda water.
Agitare bene per 6-8 secondi e versare nel bicchiere pieno di ghiaccio completando poi con la Soda. Decorare con una ciliegina al maraschino e una fettina di arancio o limone. Il cocktail è pronto.
da Strami
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di Marco il 01/1/70
Un po’ di gin e l’Americano diventa Negroni
Se vi siete stancati degli anonimi intrugli propinati all’ora dell’aperitivo prima di cena, modaioli ma privi personalità, provate a chiedere un Americano.
Se il vostro barman è sufficientemente preparato nel suo mestiere o discretamente avanti con gli anni, verserà in un tumbler basso, questa la definizione del bicchiere da usare, del Martini rosso e del Bitter Campari, mezza fetta di arancia, tre cubetti di ghiaccio e una spruzzata di seltz.
Così sì, con il vostro bicchiere in mano, potrete gustare uno dei cocktail pre-dinner più tradizionali.
Di gran moda nei tempi andati e dal sapore molto invitante.
Semplicità d’esecuzione unica che fu però modficata quando tale Camillo Negroni, conte fiorentino, chiese che nel suo Americano, al posto della spruzzatina di seltz, venisse versato del Gin.
Tutta un’ altra musica.
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da Strami
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di “Un pandemonio” a Palazzo Reale: la Scapigliatura messa in mostra | DaringToDo.com il 01/1/70
Victorian Mojito

Se siete tra quelli ai quali la sola parola Mojito (il “piccolo incantesimo” stando alla lingua vodum) evoca immagini di Cuba, sottofondo di Son del Buena Vista Social Club, vedute del Varadero e voglia di starsene in panciolle per ore alla Bodeguita del Medio, di sicuro storcerete il naso per questa variante very British del vostro beneamato cocktail: il Victorian Mojito.
da Fabrizio Gabrielli
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di Ellie il 01/1/70






