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Tavern, pesce pescato pesce mangiato
Entrare in un ristorante che serve piatti a base di pesce e scoprire che fra le dotazioni della
cucina non c’è alcun tipo di freezer se non quello piccolino per sorbetti e gelati, è certamente il biglietto da visita migliore per sapere che di lì a poco gusterete il meglio del pescato, fresco di giornata.
Se poi riuscite a strappare anche l’informazione di come il titolare, Roberto Veronese, riesce
a reperire la materia prima per i piatti preparati dal suo chef Matteo Cazzin, in cucina con l’aiuto
cuoco Monica Baratella, capirete di aver trovato il ristorante dove le regole del ben mangiare sono dettate dalla qualità delle varietà di pesce catturato nei diversi momenti dell’anno. «Se Savino mi dice che per certi tipi di pesce “no xe stagion”, spiega Roberto, svelando parte del nome dell’ex pescatore di Chioggia, suo fornitore di fiducia, quei pesci ai tavoli del mio ristorante non li troverete». Così pure non troverete “la solita minestra” di un menu sempre uguale, con le solite spigole allevate nelle “piscine” della Grecia, quando va bene, le orate prefabbricate in vasche da ingrasso o altro pesce che prima di arrivare sul piatto, ha fatto il giro del mondo un paio di volte. Non è questo lo stile del ristorante Tavern di Monselice, del suo patron e tanto meno del cuoco Matteo.
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da Strami
Genova capitale Slow Fish

Quarta edizione per Slow Fish, manifestazione internazionale a cadenza biennale totalmente dedicata al mondo ittico e alle sue problematiche, giunta alla quarta edizione.
Organizzato da Slow Food e regione Liguria, con il sostegno di città di Genova, la provincia, camera di commercio e la collaborazione del ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, l’evento ha aperto ieri i cancelli del nuovo padiglione della fiera di Genova e si concluderà il 20 aprile.
Fra convegni, incontri, laboratori e degustazioni sarà dunque possibile capire meglio il mondo del pesce a cominciare dall’importanza che si deve dare alla scelta del pesce da portare in tavola.
da Strami
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di 5 alle 9: strilli quotidiani | Dissapore il 01/1/70
Soave Monte di Fice e l’estate pesa meno
Per le calure estive, pesce fresco crudo o cotto a piacere e piatti leggeri a base di formaggi freschi o carni bianche, insieme a tante belle insalate, sono le scelte ideali.
A quel punto però, cosa bere per non appensantire la leggerezza di menù prettamente estivi?
da Strami
Finger food: Insalata di baccalà al vapore con la sua maionese

Ogni cosa sembra più buona ed attraente se confezionata in questi mini-bicchierini…io ci ho messo dentro una semplice insalata di baccalà cotto al vapore accompagnata da una insalatina mista e pomodori e un cucchiaino di maionese (e questa è la chicca) ottenuta emulsionando gli umori di cottura del baccalà con l’olio….ehhhh i miracoli degli idrocolloidi!
da Chiara Romiti
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di Chiara il 01/1/70
Chioggia: una ragnatela di pesce
A qualcuno piace chiamarla la piccola Venezia per via di qualche somiglianza ma, nonostante la vicinanza e uno stretto legame con la Serenissima fatto di amore e odio secolare, Chioggia è un’altra cosa. Lo è nella forma, simile a una lisca di pesce con le calli circondate da canali, lo è perchè ci sono i ciosoti. Dipinti come rissosi dal Goldoni nelle sue Baruffe ma solo per soddisfare la sua teatralità, lo è perchè Ciòsa xe Ciòsa, e non Venezia; come dicono gli ospitali e solari abitanti. Gran parte dei quali è legata al mare e al pesce: c’è chi lo pesca, chi lo compra, chi lo vende e chi lo prepara nelle cucine di trattorie e ristoranti.
da Strami
Ricetta: Dentice in guazzetto

Questa è una ricetta semplice a appetitosa da preparare rigorosamente con dell’ottimo pesce fresco. I passaggi sono elementari…l’unico consiglio che vi posso dare è che se non siete per niente pratici con il coltello fate sfilettare il pesce dal vostro pescivendolo di fiducia facendovi ridare però le spine e la testa che serviranno per la preparazione del fumetto!
Io per mantenere al meglio la fragranza del pesce mi sono preparata anticipatamente tutti gli ingredienti e poi li ho cotti proprio quando i miei amici si stavano godendo l’aperitivo!
Cominciamo:
Sfilettate il dentice e togliete la pelle che metterete a seccare in forno a 70° per minimo 3 ore. Con le lische, la testa e gli scarti preparate un profumato fumetto (sedano,cipolla ed un po di carota a stufare, si aggiungono le lische spezzettate si fanno tostare,qualche gambo di prezzemolo si sfuma con vino bianco quando è evaporato si aggiunge acqua fredda. 20/30′ di cottura e filtrare).
I filetti tagliateli a pezzi in modo da averne 2 per ogni piatto. Il sughetto l’ho preparato con un fondo di scalogno (va bene anche l’aglio privato dell’anima) ed un pezzettino di peperoncino, poi ho aggiunto i pomodorini tagliati in 4 quando sono un po appassiti una bella manciata di capperi. Fate cuocere qualche minuto a fuoco vivace aggiungendo qualche mestolo di fumetto. Poi aggiustate di sale e pepe. Quando nella padella si sarà formato un clima umido ed accogliente abbassate il fuoco ed aggiungete il pesce e delle olive taggiasche. Quando diventa bianco spegnete, aggiungete prezzemolo tritato. Servite nei piatti con abbondante sughetto e qualche fetta di filone siciliano tostato. Per far capire ai vostri commensali di che pesce si tratta guarnite con la pelle essiccata.
da Chiara Romiti
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di il 01/1/70
Eh...l...






